07.06.2026
Sicurezza alimentare, 128 allarmi in quattro mesi: servono più controlli e trasparenza sull’origine dei prodotti
Nei primi quattro mesi del 2026 è scoppiato circa un allarme alimentare al giorno in Italia. In totale sono stati registrati 128 allarmi alimentari legati a prodotti importati dall’estero, con un aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
È quanto emerge da un’analisi Coldiretti sui dati del sistema europeo di allerta rapido Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed), diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare.
Tra i casi segnalati figurano noci e pistacchi provenienti da Emirati Arabi Uniti, Turchia, Iran, Stati Uniti e Azerbaijan contaminati da aflatossine oltre i limiti consentiti, pesce importato da Spagna, Polonia e Portogallo con presenza di parassiti o livelli elevati di mercurio, ma anche peperoncini, olive e pomodori secchi provenienti da Tanzania, Egitto, Kenya e India risultati contaminati da pesticidi vietati o superiori ai limiti previsti dalla normativa europea.
I dati confermano quanto sia strategico rafforzare il sistema dei controlli lungo tutta la filiera agroalimentare, a partire da porti, scali e valichi di frontiera attraverso cui transitano milioni di tonnellate di prodotti destinati alle tavole degli italiani.
La sicurezza alimentare rappresenta infatti uno degli elementi centrali per garantire la tutela dei consumatori e la qualità delle produzioni agroalimentari.
La sicurezza alimentare non può fermarsi ai controlli. Occorre garantire ai cittadini il diritto di conoscere con chiarezza l’origine di ciò che acquistano e consumano.
Per questo Coldiretti rilancia la richiesta di introdurre l’obbligo dell’etichettatura di origine a livello europeo su tutti gli alimenti, tema sul quale è stato consegnato un milione di firme al Commissario europeo alla Salute.
L’organizzazione agricola chiede inoltre il superamento del principio dell’ultima trasformazione sostanziale previsto dall’attuale codice doganale europeo.
Secondo Coldiretti, l’attuale normativa consente a prodotti stranieri di diventare formalmente Made in Italy dopo una semplice lavorazione effettuata nel Paese di destinazione.
Una situazione che, come evidenziato durante la mobilitazione dei 10mila agricoltori al Brennero, rischia di generare confusione tra i consumatori e penalizzare le imprese agricole che producono realmente sul territorio nazionale.
La trasparenza rappresenta oggi una priorità per i cittadini.
Secondo le indagini Coldiretti-Censis, il 91% degli italiani considera fondamentale conoscere l’origine degli alimenti acquistati e ritiene che la provenienza rappresenti uno degli elementi principali nelle scelte di consumo.
Una richiesta che riguarda sia la tutela della salute sia il sostegno al lavoro degli agricoltori italiani.
Difendere la sicurezza alimentare significa proteggere contemporaneamente consumatori e imprese agricole.
Molte aziende italiane si trovano infatti a competere con produzioni provenienti da Paesi dove sono consentiti fitofarmaci, tecniche produttive e standard ambientali vietati nell’Unione Europea.
Garantire reciprocità delle regole e trasparenza dell’origine rappresenta quindi un elemento essenziale per assicurare condizioni di concorrenza più equilibrate.
Per Coldiretti è inoltre necessario investire sull’educazione alimentare delle nuove generazioni, aumentando la presenza di cibo italiano, locale e stagionale nelle mense scolastiche.
Particolare attenzione viene posta alla valorizzazione della Dieta Mediterranea e delle produzioni agricole nazionali, anche per contrastare la diffusione dei cibi ultraformulati tra bambini e adolescenti.
Un ulteriore strumento per rafforzare il legame tra cibo e salute è rappresentato dai mercati contadini promossi nell’ambito del progetto “Campagna Amica per la salute”.
L’iniziativa ha già portato l’organizzazione di mercati contadini all’interno di alcuni dei principali ospedali italiani, favorendo l’accesso diretto a prodotti freschi, tracciabili e di qualità e creando benefici sia per i cittadini sia per le aziende agricole del territorio.
La sicurezza alimentare rappresenta oggi una delle grandi sfide strategiche per l’Europa.
Per affrontarla servono più controlli alle frontiere, piena trasparenza sull’origine dei prodotti, regole commerciali fondate sul principio di reciprocità e una maggiore valorizzazione del vero Made in Italy agroalimentare.
Solo così sarà possibile garantire ai cittadini scelte consapevoli e agli agricoltori un giusto riconoscimento del loro lavoro.
Quanti allarmi alimentari sono stati registrati nei primi quattro mesi del 2026?
Sono stati registrati 128 allarmi alimentari legati a prodotti importati dall’estero.
Qual è l’aumento rispetto all’anno precedente?
L’incremento è stato del 24% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Cosa chiede Coldiretti sull’etichettatura?
L’introduzione dell’obbligo dell’origine in etichetta per tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea.
Perché viene contestata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale?
Perché consente a prodotti esteri di acquisire formalmente una diversa nazionalità dopo lavorazioni minime, creando poca trasparenza per i consumatori.