27.04.2026

Made in Italy: mozzarella tedesca, latte francese, prosciutti danesi. Ecco gli inganni scoperti nei tir al Brennero

Maxi controlli al Brennero: tonnellate di alimenti stranieri venduti come italiani tra etichette ingannevoli e filiere opache

Mozzarella tedesca già confezionata con tanto di immagine della caprese, prosciutti freschi dalla Danimarca pronti per essere stagionati, bastoncini di merluzzo dalla Germania in scatole con le scritte in italiano, kiwi cileni arrivati dal porto di Rotterdam, pollo congelato dall’Olanda, fusti pieni di miele tedesco. Sono solo alcuni dei prodotti scoperti dai diecimila agricoltori della Coldiretti all’interno dei tir fermati dalle forze dell’ordine al Brennero. Un fiume di prodotto rappresentativo della vera e propria invasione che ogni giorno vede tonnellate e tonnellate di prodotti alimentari stranieri varcare i confini per raggiungere industrie e laboratori in tutta Italia per essere lavorata e commercializzata, alimentando inganni che colpiscono agricoltori e cittadini consumatori.

Prosciutti e latticini: il paradosso del mercato

Le cosce di maiale fresche sono il prodotto più presente nei camion fermati alla frontiera. Prosciutti provenienti dalla Germania, dall’Olanda, dalla Danimarca, dalla Francia destinati ad essere stagionati e rivenduti all’estero o addirittura sulle tavole degli italiani, sfruttando le opacità presenti in alcuni disciplinari. Ma ci sono anche i formaggi, a partire dalla mozzarella, come quella tedesca che arriva già pronta per l’immissione al consumo perché all’estero non vale l’obbligo dell’etichettatura d’origine, con tanto di confezione che richiama l’italianità. Da Francia e Germania arrivano cisterne con centinaia di quintali di latte, così come yogurt e altri prodotti caseari. Un vero e proprio paradosso se si considera che agli allevatori nazionali viene detto che c’è troppo latte e quindi devono accettare bassi prezzi quando la verità è che si preferisce acquistarlo all’estero.

Dal pesce alla frutta: inganni diffusi su tutta la filiera

Non mancano bastoncini di pesce tedeschi confezionati con scritte in italiano che finiscono nei nostri piatti, così come peperoni olandesi che magari diventano italiani nella fase di trasformazione, come le giardiniere, dove non è ancora previsto l’obbligo dell’origine, così come i kiwi cileni passati dal porto di Rotterdam. Dalla Germania arrivano fusti con tonnellate di miele che finiscono nei dolci industriali, mentre gli apicoltori italiani devono fare i conti con prezzi bassissimi rispetto al lavoro che svolgono, oltre agli effetti dei cambiamenti climatici. Senza dimenticare i pallet di confettura di fragole con l’etichetta che non fa capire dove siano stati prodotti. Una beffa per tutti i produttori nazionali che si vedono pagare il prodotto pochi centesimi proprio per la pressione degli arrivi dall’estero.

Controlli e forze dell’ordine a tutela dei consumatori

La giornata al Brennero è stata resa possibile grazie al supporto determinante della Guardia di Finanza con il supporto della polizia e dell’icqrf, che si confermano come i principali alleati degli agricoltori e dei cittadini consumatori nella tutela della salute e del rispetto delle regole, grazie anche a un sistema di controlli che non ha eguali nel mondo.

Etichetta d’origine e riforma del codice doganale

Un sistema al quale va ora aggiunta una svolta decisa sul fronte della trasparenza, con l’obbligo dell’etichetta d’origine su tutti i prodotti alimentari venduti in Europa e la riforma dell’attuale codice doganale, che consente autentici inganni commerciali grazie alla regola dell’“ultima trasformazione sostanziale”.

 

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