10.10.2025

Fao, Gesmundo: “Dai farmers markets una nuova geopolitica del cibo per la pace e la democrazia”

“Stiamo vivendo tempi bui, molto bui. A quasi ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, il pianeta è attraversato da 56 conflitti armati, con oltre 230mila vittime e 100 milioni di sfollati. Solo attraverso la multilateralità fu possibile uscire dall’incubo del conflitto mondiale 50 anni fa”. Con queste parole si è aperto l’intervento del segretario generale […]

Stiamo vivendo tempi bui, molto bui. A quasi ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, il pianeta è attraversato da 56 conflitti armati, con oltre 230mila vittime e 100 milioni di sfollati. Solo attraverso la multilateralità fu possibile uscire dall’incubo del conflitto mondiale 50 anni fa”. Con queste parole si è aperto l’intervento del segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo nel corso dell’assemblea della World Farmers Markets Coalition, alla presenza di ambasciatori, dei ministri dell’agricoltura Erik OpokuMabouba Diagne e Paul Valentin Ngogo rispettivamente del Ghana, del Senegal e del Congo, del vice direttore generale della Fao Maurizio Martina, di Stefano Gatti, Direttore generale alla cooperazione allo sviluppo e delegazioni provenienti da 80 Paesi, Dominga Cotarella, Presidente Fondazione Campagna Amica, Richard McCarthy, Presidente della Coalizione Mondiale dei Mercati degli Agricoltori, Carmelo Troccoli, Direttore Generale World Farmers Markets Coalition, Federica Diamanti, Vice Presidente Associato per le Relazioni Esterne (Ifad).

In un contesto segnato da crisi e disuguaglianze, Gesmundo ha evidenziato l’impegno della rete mondiale dei mercati contadini: “Oggi la World Farmers Markets Coalition è presente in 80 Paesi e continuerà a crescere grazie all’impegno di migliaia di agricoltori e cittadini che credono nel valore del cibo locale, pulito e giusto. Quella che ci vede protagonisti – ha aggiunto – è la rivoluzione più pacifica, più politica e più democratica del nostro tempo. Un movimento irreversibile che libera e salva decine di migliaia di contadini dall’espulsione dal mercato, restituendo dignità e futuro al lavoro agricolo”.

Il segretario generale di Coldiretti ha poi denunciato con forza il fallimento dei modelli imposti dalle grandi multinazionali: “Le logiche delle monoculture e degli OGM hanno espulso i contadini dal mercato e aumentato la fame nei Paesi più fragili. Anche il filantropismo di facciata, quello delle grandi fondazioni private, ha prodotto in vent’anni un aumento della fame e della mortalità infantile fino al 40%”, ha ricordato.

Da qui l’appello: “Il cibo e la fame sono sempre concause delle guerre. Garantire a ogni comunità l’accesso a un cibo giusto e locale significa garantire la pace. La rete mondiale dei farmers markets è una piattaforma democratica, uno strumento concreto”.

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