Da dicembre del 2016 le etichette degli alimenti preconfezionati (o preimballati), se costituiti da più di un ingrediente sono accompagnati da una etichettatura nutrizionale comprensiva del contenuto energetico (kilojoules-kilocalorie), proteine e carboidrati di cui zuccheri, grassi, di cui saturi, e sale.
In questo modo si intende fornire ai consumatori un insieme di informazioni utili per seguire una dieta sana e varia. Inoltre è possibile, su base volontaria, aggiungere altri nutrienti (come i grassi monoinsaturi o polinsaturi, le vitamine, i sali minerali). Sono esentati da questi obblighi tutta una serie di alimenti, tra cui acqua, aceto, erbe e spezie, prodotti artigianali venduti in piccole quantità, ortofrutta.
Le informazioni volontarie sulla salute
Le etichette con tabella nutrizionale potranno utilizzare alcune indicazioni sulla salute qualora se gli alimenti abbiano i requisiti. Indicazioni come “leggero”, “light”, “a basso contenuto di grassi”, “fonte di proteine”, “ricco di omega 3”, “ad alto contenuto di fibre” e altre simili possono essere regolarmente usate, così come indicazioni relative alla funzione benefica esercitata (ad esempio, “le fibre alimentari accelerano i tempi di transito intestinale”).
In ogni caso, le indicazioni sulla salute non devono mai promettere la cura o la prevenzione di malattie o spaventare il consumatore, suggerendo che un mancato consumo dell’alimento in causa possa esporre a maggiori rischi.
Le uniche indicazioni sulla salute ammesse sono quelle approvate dalla Autorità Europea della Sicurezza Alimentare (EFSA) e pubblicate – nel caso, con le condizioni di uso – dai regolamenti della Commissione Europea. Questo consente di evitare marketing ingannevole e abuso della buona fede dei consumatori.