05.02.2026

Troppo cibo nel cestino: il paradosso dello spreco nell’era della sostenibilità

Giornata contro lo spreco alimentare: “2030 Calling” accende i riflettori sull’emergenza

Il 5 febbraio 2026 si celebra la 13ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare con una riflessione su un paradosso moderno: mentre cresce l’attenzione alla sostenibilità, tonnellate di cibo perfettamente edibile finiscono ancora nel cestino. Quest’anno il tema è chiaro: “2030 Calling“. Siamo nel pieno del conto alla rovescia per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda ONU, che punta a dimezzare lo spreco entro il 2030.
Nonostante i timidi segnali di miglioramento registrati nell’ultimo anno, i dati restano impressionanti. Secondo il rapporto Waste Watcher 2026, la fotografia dello spreco domestico in Italia mostra una realtà ancora complessa: ogni cittadino italiano getta in media 555,8 grammi di cibo a settimana per un valore complessivo di oltre 13 miliardi di euro, di cui circa 7,5 miliardi imputabili esclusivamente al consumo domestico con frutta e pane come prodotti maggiormente sprecati. Sul piano esclusivamente ambientale produrre cibo che non mangeremo consuma il 28% dei terreni agricoli mondiali e causa il 10% delle emissioni globali di gas serra.

L’impegno di Campagna Amica con la sua rete 

Campagna Amica ha la sua “ricetta” da condividere per poter mitigare il fenomeno. L’acquisto di un prodotto a “km zero” non ha subito lunghi trasporti o soste nei magazzini. Arrivando in cucina poche ore dopo la raccolta, la sua “vita utile” in frigorifero raddoppia rispetto a un prodotto della grande distribuzione. Inoltre la frutta e la verdura nei mercati sono vendute sfuse. Questo permette di acquistare esattamente la quantità necessaria, evitando le confezioni pre-imballate che costringono a comprare più del dovuto. Nei mercati contadini si impara che una mela meno “lucida” o una carota dalla forma strana sono buone tanto quanto quelle da catalogo. Questo combatte lo spreco estetico che porta a scartare prodotti eccellenti solo perché fuori standard. Combattere lo spreco significa restituire al cibo il suo valore reale, non solo economico ma etico e sociale. Ogni mela salvata è una risorsa risparmiata per il pianeta e un gesto di rispetto verso chi quel cibo lo ha prodotto con fatica.

Articolo a cura di Daniele Taffon, Campagna Amica

FAQ

1. Quanto cibo si spreca in Italia?
Ogni cittadino italiano getta in media 555,8 grammi di cibo a settimana, per un valore complessivo che supera i 13 miliardi di euro l’anno.

2. Quali sono gli alimenti più sprecati?
Soprattutto frutta e pane, seguiti da verdura fresca e altri prodotti deperibili.

3. Come si può ridurre lo spreco alimentare?
Acquistando prodotti a km zero, comprando solo le quantità necessarie, conservando correttamente i cibi e riutilizzando gli avanzi.

4. Che cos’è lo spreco domestico?
È il cibo ancora commestibile che viene buttato nelle case, spesso per acquisti eccessivi, cattiva conservazione o scadenze non rispettate.

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