La nuova legge sul turismo lento valorizza agriturismi, mercati contadini e ospitalità diffusa, creando sviluppo sostenibile per borghi e aree rurali italiane.
Il Senato ha approvato in via definitiva il 10 febbraio 2026 la legge “Disposizioni per la promozione e la valorizzazione dei Cammini d’Italia”, un provvedimento atteso da anni che punta a riconoscere, tutelare e sviluppare il turismo lento nel nostro Paese. Si tratta di una svolta strategica per le aree rurali, i borghi e i territori agricoli attraversati dagli itinerari storici e naturalistici, con ricadute dirette anche per il sistema dell’ospitalità diffusa e per il mondo agricolo.
Il turismo dei cammini in Italia è ormai un fenomeno strutturale e in forte espansione. Nel 2024 i camminatori sono stati 191.000, con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente, a fronte dei soli 17.000 registrati nel 2017. Questo flusso ha generato circa 1,4 milioni di pernottamenti e un indotto economico stimato in 62 milioni di euro, concentrato soprattutto nelle aree interne e nei piccoli borghi. Il turismo lento si conferma quindi uno strumento concreto di sviluppo territoriale sostenibile, capace di generare economia diffusa senza consumo di suolo e valorizzando il patrimonio locale.
È in questo contesto che il sistema agricolo e dell’ospitalità rurale assume un ruolo centrale.
«L’approvazione della legge sui Cammini d’Italia rappresenta un traguardo importante per il mondo agricolo e per l’intero sistema dell’ospitalità rurale. I cammini attraversano il cuore delle campagne italiane: sono gli agriturismi, le fattorie, i mercati contadini di Campagna Amica i primi presidi di accoglienza che i camminatori incontrano lungo il percorso. La nostra rete di aziende con vendita diretta, fattorie didattiche e sociali, mercati, agriturismi, punti ristoro, orti urbani — il sistema Terranostra e Campagna Amica — è pronta a essere protagonista di questa nuova stagione del turismo lento e sostenibile.
Questa legge riconosce ciò che i nostri agricoltori praticano ogni giorno: la valorizzazione dei territori, delle tradizioni enogastronomiche e del patrimonio paesaggistico attraverso un’accoglienza autentica e di qualità. I cammini sono la nuova frontiera del turismo esperienziale e rappresentano un’occasione straordinaria per far conoscere le aree interne del Paese, contrastare lo spopolamento e favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici.
Come Campagna Amica e Terranostra siamo pronti a collaborare nell’ambito del tavolo permanente e a mettere a disposizione la nostra rete e la nostra esperienza per fare dei Cammini d’Italia un modello di turismo diffuso, sostenibile e radicato nella cultura rurale italiana», ha dichiarato Dominga Cotarella, Presidente di Fondazione Campagna Amica, Terranostra e Membro di Giunta Coldiretti Nazionale.
Le parole della Presidente evidenziano come la rete agricola organizzata rappresenti già oggi l’infrastruttura naturale dell’accoglienza lungo i cammini. I percorsi italiani attraversano prevalentemente campagne, territori agricoli e piccoli centri — gli stessi luoghi in cui operano le aziende di Campagna Amica e Terranostra — creando una prossimità territoriale che può trasformarsi in un sistema strutturato di servizi.
I mercati di Campagna Amica, circa 1.200 in tutta Italia e punto di riferimento per oltre 15 milioni di consumatori l’anno, possono diventare tappe naturali lungo gli itinerari. Offrono ai camminatori prodotti freschi, locali e stagionali a km zero, consentendo pasti genuini a costi contenuti e un contatto diretto con i produttori. Inoltre rappresentano un’esperienza autentica del territorio, capace di unire sosta alimentare e scoperta delle eccellenze locali. Non a caso il 77% dei camminatori cena ogni sera in un ristorante o punto di ristoro e l’85% dedica parte della giornata alla visita delle località attraversate: un mercato contadino collocato lungo il percorso diventa quindi un naturale polo di attrazione.
Accanto ai mercati, gli agriturismi di Terranostra Campagna Amica costituiscono una rete di accoglienza già diffusa nelle aree rurali interessate dai cammini. Attualmente il 46% dei camminatori dorme in B&B o appartamenti e il 16% in alberghi o agriturismi, dati che evidenziano ampi margini di crescita per l’ospitalità agrituristica. Il profilo del camminatore coincide infatti con l’offerta del turismo rurale: ricerca autenticità, contatto con la natura, legame con il territorio, qualità enogastronomica e prezzi sostenibili.
La nuova legge introduce strumenti operativi che possono rafforzare questa integrazione. Tra questi, la creazione di una banca dati nazionale dei cammini, la partecipazione a un tavolo permanente e a una cabina di regia dedicata, la promozione di convenzioni e servizi specifici per i viaggiatori — come il “menu del pellegrino” a km zero — e lo sviluppo di pacchetti integrati di ospitalità rurale nelle campagne promozionali nazionali.
L’obiettivo è trasformare una prossimità già esistente in un sistema organizzato di accoglienza diffusa. Mercati contadini e agriturismi possono diventare veri punti di accesso alla campagna italiana: luoghi di ristoro certificati, spazi di incontro con i produttori, presidi di cultura gastronomica locale e centri di informazione turistica rurale.
In questo modo i camminatori italiani e stranieri non si limiteranno ad attraversare i territori, ma li vivranno pienamente, generando valore economico, sociale e culturale per le comunità locali.
La legge sui Cammini d’Italia rappresenta dunque una politica di sviluppo integrato che coinvolge agricoltura, borghi e aree interne, economia diffusa, sostenibilità ambientale e patrimonio culturale e paesaggistico. Per il sistema Campagna Amica e Terranostra si apre una fase nuova, in cui il turismo lento può diventare uno strumento concreto per rafforzare il reddito agricolo, l’occupazione e la vitalità delle comunità rurali, contribuendo al tempo stesso a costruire un modello di turismo sostenibile radicato nella cultura e nei paesaggi del Paese.