SANA: COLDIRETTI BIO, +30% BUROCRAZIA METTE A RISCHIO RECORD BIOLOGICO

Otto aziende bio su dieci abbandonano per gli adempimenti amministrativi. L’Italia resta leader UE con 84mila imprese e il 19% della superficie agricola coltivata biologicamente.

Sui record del biologico italiano pesa la minaccia dell’eccesso di burocrazia che colpisce le imprese agricole bio, costrette a un surplus di adempimenti che sono superiori fino al 30% rispetto all’agricoltura tradizionale, già peraltro più che vessata dalle “carte”. E’ la denuncia di Coldiretti Bio in occasione del convegno inaugurale del Sana, con la presenza del vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri, e della presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni. 

Secondo un’indagine del Crea l’eccessiva burocrazia è la causa dell’abbandono della produzione biologica in ben otto casi su dieci. L’aggravio di oneri amministrativi e le complicazioni ad essi legata, spesso prive di senso, pesa soprattutto sulle aziende di piccole e medie dimensioni – spiega Coldiretti Bio – inducendole a rinunciare alla certificazione. Da qui la richiesta di Coldiretti di procedere a una semplificazione del quadro normativo per il settore, dove gli obiettivi europei di snellimento, anche nell’ultima proposta di revisione del regolamento europeo, sono rimasti ancora una volta sulla carta.

Ridurre la burocrazia significa – spiega Coldiretti Bio – difendere i record del biologico italiano che vanta la leadership Ue grazie alle 84mila aziende agricole attive sul territorio nazionale, più del doppio della Germania e un terzo in più della Francia. Quasi un campo su cinque in Italia (19%) è coltivato con metodo bio, ma in diverse regioni la percentuale sale addirittura oltre il 25%, tanto da aver raggiunto con quattro anni di anticipo gli obiettivi fissati dalla Ue nell’ambito della strategia Farm to Fork. L’Italia è anche il primo paese europeo produttore di cereali, ortaggi, frutta e olivo biologici.

Un’ulteriore opportunità di sviluppo del settore può sicuramente venire dal nuovo marchio del biologico italiano, recentemente approvato in conferenza Stato Regioni. Uno strumento importante per  aiutare i consumatori a compiere scelte più consapevoli e valorizzare il lavoro della filiera agricola Made in Italy, anche rispetto a un trend che nel 2024 ha visto un aumento delle importazioni di prodotti biologici dall’estero, cresciute del 7,1% rispetto all’anno precedente.

“Consolidare le filiere agricole di prodotto biologico italiano, attraverso i contratti di filiera, e la sempre maggiore presenza di prodotti biologici nei mercati di Campagna amica sono gli strumenti che stiamo mettendo in campo per favorire la conoscenza e la valorizzazione del bio italiano – sottolinea la presidente di Coldiretti Bio, Maria Letizia Gardoni. -, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente il consumo interno di questa eccellenza del nostro agroalimentare”.

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