26.05.2026
Il sostegno di Italia, Francia, Austria e altri nove Stati rilancia la proposta di rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine per tutti i prodotti alimentari commercializzati nell’Unione Europea.
La richiesta di agricoltori e cittadini di avere maggiore trasparenza attraverso l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta e una revisione delle attuali regole doganali europee trova oggi un primo riscontro politico nel sostegno di dodici Paesi Ue alla proposta di rafforzare ed estendere l’etichettatura obbligatoria d’origine.
Secondo Coldiretti, si tratta di un segnale che conferma il percorso portato avanti negli anni per rafforzare il diritto dei cittadini a conoscere l’origine degli alimenti, sostenere il reddito agricolo e favorire maggiore trasparenza nella filiera agroalimentare.
Coldiretti ha raccolto oltre un milione di firme, consegnate al Commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi durante un incontro a Roma nella sede di Palazzo Rospigliosi.
L’obiettivo della richiesta è introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine per tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea.
Secondo quanto riportato nel comunicato, la misura punta a rafforzare la trasparenza lungo la filiera e a superare situazioni che oggi vengono considerate penalizzanti per imprese agricole e consumatori.
La posizione espressa nel corso del Consiglio Ue Agricoltura e Pesca da dodici Paesi, a partire da Italia, Francia e Austria, viene indicata come coerente con la richiesta di rafforzare l’etichettatura di origine.
Secondo Coldiretti, l’obiettivo è costruire regole più eque e un mercato che non trasferisca sugli agricoltori europei il peso di una concorrenza ritenuta non allineata agli standard ambientali, sanitari e sociali applicati all’interno dell’Unione.
Tra i temi indicati come prioritari rientra anche la revisione del codice doganale europeo e del principio dell’ultima trasformazione sostanziale.
Secondo Coldiretti, il meccanismo oggi consente a prodotti esteri di acquisire formalmente una nazionalità diversa dopo lavorazioni minime.
L’organizzazione ritiene che questo sistema possa ridurre la trasparenza del mercato e rendere più difficile per cittadini e imprese conoscere la reale origine dei prodotti.
Per richiamare l’attenzione sul tema, Coldiretti è tornata nelle scorse settimane al Brennero con una mobilitazione nazionale che ha coinvolto 10mila soci agricoltori.
Secondo quanto riportato nel comunicato, l’iniziativa aveva l’obiettivo di evidenziare gli effetti del principio dell’ultima trasformazione sostanziale, che può consentire a prodotti stranieri di acquisire formalmente la qualificazione di Made in Italy dopo lavorazioni minime effettuate nel nostro Paese.
Tra gli esempi riportati vengono citati latte, carne e semilavorati provenienti dall’estero.
Secondo Coldiretti, garantire etichette più chiare significa favorire scelte consapevoli, aumentare la trasparenza del mercato e contrastare fenomeni di concorrenza sleale e italian sounding.
Nel comunicato si evidenzia inoltre che il fenomeno dell’italian sounding sottrae oltre 120 miliardi alla filiera agroalimentare nazionale.
Cosa chiede la proposta sostenuta da Coldiretti?
L’estensione dell’obbligo di indicazione dell’origine a tutti gli alimenti commercializzati nell’Unione Europea.
Quante firme sono state raccolte?
Oltre un milione.
Cos’è il principio dell’ultima trasformazione sostanziale?
È il principio che può consentire di attribuire una diversa nazionalità commerciale a un prodotto dopo specifiche lavorazioni.
Perché viene chiesta una revisione del codice doganale europeo?
Per aumentare trasparenza e tracciabilità dell’origine dei prodotti.