28.01.2026
Carta di Pisa, intesa Coldiretti-ANCI e riconoscimento UNESCO rafforzano il legame tra agricoltura, territori e identità italiana.
A poche settimane di distanza, tre passaggi di grande rilievo segnano un momento storico nel rapporto tra mondo agricolo, territori e identità italiana: la Carta di Pisa del 25 novembre, il Protocollo d’intesa Coldiretti–ANCI firmato il 10 dicembre e, nello stesso giorno a New Delhi, il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio immateriale dell’Umanità UNESCO, prima cucina al mondo a essere riconosciuta nella sua interezza.
Un intreccio di eventi che non nasce per caso. L’UNESCO ha premiato una tradizione fondata sulla convivialità, sulla trasmissione intergenerazionale dei saperi, sul rispetto delle stagioni e dei territori e sul valore del lavoro quotidiano di chi produce gli ingredienti alla base della nostra cucina: agricoltori e allevatori. È lo stesso modello che prende forma ogni giorno nelle aziende agricole e che si sviluppa nei mercati di Campagna Amica e negli agriturismi di Terranostra, luoghi in cui il cibo diventa cultura, relazione e comunità.
I dati confermano questo legame profondo: il 93% dei prodotti DOP e IGP italiani nasce nei piccoli comuni e un agriturismo su due, dei 26.000 presenti in Italia, si trova in centri con meno di 5.000 abitanti. Strutture diffuse nel 64% dei comuni italiani, concentrate soprattutto in collina e montagna, dove svolgono una funzione essenziale di presidio territoriale e rappresentano opportunità concrete per giovani e donne.
«Campagna in Comune» – il titolo dell’incontro svoltosi a Pisa lo scorso novembre – racchiude il senso di questo impegno. «Da un lato richiama il bene comune e i valori condivisi, dall’altro evoca i prodotti della terra che portiamo direttamente nelle città», dichiara Dominga Cotarella, Presidente di Fondazione Campagna Amica e Terranostra. In vent’anni è stato costruito un sistema che conta 1.200 mercati contadini, 15.000 aziende agricole e 15 milioni di consumatori ogni anno, una rete che non è solo economica ma anche di civiltà, salute e sostenibilità.
Il Protocollo d’intesa tra Coldiretti e ANCI impegna le parti su obiettivi concreti: educazione alimentare e promozione della dieta mediterranea, sviluppo dei piccoli comuni attraverso le filiere corte, multifunzionalità agricola per la tutela del territorio, welfare e agricoltura sociale, sostegno all’imprenditorialità femminile e giovanile, fino all’impegno per il consumo zero di suolo entro il 2050.
«Lavorare insieme significa costruire un sistema equilibrato tra città e campagna, dove il cibo di qualità sia davvero un bene comune e un diritto di tutti», dichiara Dominga Cotarella.