20.01.2026
Reciprocità, salute e qualità: il cibo italiano non si svende alla concorrenza sleale.
Fondazione Campagna Amica dice NO a un accordo Mercosur che, nella sua forma attuale, rischia di mettere in crisi l’agricoltura italiana ed europea, aprendo la porta a una concorrenza che non rispetta le stesse regole.
La reciprocità non è negoziabile! Chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari richiesti ai nostri agricoltori. Senza reciprocità non esiste equità: esiste solo concorrenza sleale, che penalizza chi lavora bene e nel rispetto delle regole.
Il nostro modello è un patrimonio da proteggere! L’UNESCO ha appena riconosciuto la cucina italiana patrimonio dell’umanità: è una conferma che il nostro modello alimentare è un tesoro mondiale. Non possiamo permettere che venga indebolito da importazioni che non garantiscono la stessa qualità, né che diventi più vulnerabile a frodi e agromafie.
In Italia la multifunzionalità agricola ha generato oltre 200 miliardi in vent’anni. Con Campagna Amica abbiamo costruito la più grande rete di vendita diretta d’Europa: filiera corta, trasparenza, fiducia tra produttori e cittadini. Con Terranostra abbiamo reso l’agriturismo italiano un modello internazionale: autenticità, territorio, cibo vero.
E tutto questo non può essere messo in competizione con produzioni che non rispettano le nostre regole.
Qui si parla di salute! L’alimentazione scorretta è tra le principali cause di morte nel mondo e costa ai sistemi sanitari europei cifre enormi ogni anno. La risposta non può essere aprire le porte a cibo prodotto con standard inferiori.
No a questo accordo, così com’è. Sì a scambi giusti, trasparenti e basati su regole uguali per tutti.
Perché la qualità, la salute e il lavoro degli agricoltori non sono negoziabili.