25.05.2019
Dalle pere alle fragole, dalle ciliegie alle albicocche, fino ai meloni: a causa del maltempo si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne italiane. L’ondata di pioggia, grandine e allagamenti ha devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità nel carrello della spesa
A causa di una pazza primavera si rischia di perdere un frutto su quattro nelle campagne italiane, dalle pere alle fragole, dalle ciliegie alle albicocche, fino ai meloni con l’ondata di pioggia, grandine e allagamenti che ha devastato le coltivazioni e ridotto le disponibilità nel carrello della spesa. È quanto emerge da una prima analisi della Coldiretti sugli effetti del maltempo, anche se bisognerà però attendere qualche settimana per verificare come reagiranno le piante e quantificare l’esatta entità del danno.
Gli agricoltori hanno lasciato le campagne per portare le primizie salvate dai frutteti distrutti e dai campi allagati nei mercati di Campagna Amica di tutta Italia, a partire da quello di Roma in via san Teodoro 74. Un’iniziativa per sostenere l’economia e l’occupazione locale, ma anche un aiuto agli stessi consumatori per tornare in forma con l’inizio dell’estate e non rinunciare ad alimenti importanti per la propria salute.
La situazione peggiore si registra sulle ciliegie dove è andato distrutto oltre il 50% del prodotto in raccolta per effetto del maltempo che ha colpito le principali regioni produttrici, dalla Puglia all’Emilia Romagna fino al Veneto. Ma pioggia e grandine non hanno risparmiato neppure le pere, soprattutto sui territori veneti ed emiliani, dove si arriva a un calo fino al 70% per le varietà abate e kaiser. Gravi danni anche per albicocche buttate giù da grandine e pioggia e per le fragole, finite sott’acqua a causa degli allagamenti. I problemi interessano però anche meloni e cocomeri in fase di maturazione.
Assieme alla frutta si contano pesanti danni anche agli ortaggi a partire da insalate e radicchi, senza dimenticare il fatto che il maltempo ha bloccato anche le attività di semina di prodotti come i piselli e quelle di trapianto dei pomodori. Nei campi allagati è, infatti, impossibile entrare per effettuare le necessarie operazioni colturali mentre dove si è già seminato i germogli e le piantine soffocano per la troppa acqua. Una situazione che mette a rischio i redditi delle aziende agricole, i primati dell’Italia che vanta la leadership in Europa per la produzione di molti tipi di frutta e verdura e la stessa salute dei consumatori.
In queste condizioni è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali.