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I consigli del nutrizionista

Asparagi, i re della tavola di primavera

30.03.21

Disintossicanti e diuretici, sono ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze energetiche

Asparagi, i re della tavola di primavera

L’asparago (Asparagus officinalis L.) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Liliaceae e al genere delle Asparagaceae. La pianta è formata da una “zampa” a sviluppo sotterraneo e da una parte di vegetazione aerea. Le gemme danno vita ai futuri germogli, chiamati “turioni”, che costituiscono la parte commestibile.

Gli asparagi sono molto benefici per la salute umana per il basso contenuto di calorie, l’alto contenuto proteico, l’assenza di grassi e il buon apporto di fibre. La caratteristica principale che fa emergere l’asparago tra tutti gli ortaggi è legata alle sue proprietà diuretiche e lassative. I principali componenti sono glicosidi steroidei, saponine, inulina, acido asparagusico e otto frutto-oligosaccaridi. Altri importanti costituenti sono composti inorganici come vitamine (A, B1, B2, C, E e acido folico), minerali (ferro, calcio, potassio e fosforo), oli essenziali, aminoacidi (asparagina, arginina, tirosina), flavonoidi come quercetina e rutina, resina e tannini. Ma anche il loro contenuto di acido folico risulta essenziale per la formazione delle cellule del sangue, la crescita e la prevenzione delle malattie del fegato. Un etto di asparagi apporta 24 kcal.   L’asparago è considerato una pianta dalle caratteristiche terapeutiche e nutraceutiche di alto valore, grazie alle sue funzioni:

  • antiossidanti, antimutagene (succo);
  • antifungine (radici);
  • epatoprotettive (radici);
  • ipoglicemizzanti (radici/turioni) e immunoprotettive (radici);
  • anti iperlipidemiche e protettive del sistema cardiovascolare (turioni)
  • diuretiche e lassative (radici e turioni)
  • prevenzione del declino cognitivo e del lavoro del sistema nervoso (turioni).

I germogli della pianta di Asparagus officinalis sono diuretici e il loro consumo favorisce l’aumento del tasso di produzione di urina, migliorando l’attività cellulare dei reni: grazie a questa azione sono anche utili per il mantenimento di una normale pressione arteriosa e di aiuto nella cura delle malattie del rene e del fegato. Facilitano anche l’evacuazione, aumentando la massa fecale grazie alla loro fibra non digeribile. Rispetto ai turioni, le radici degli asparagi coltivati sono più diuretiche, raccomandate nel trattamento di una varietà di problemi urinari tra cui la cistite, oltre che come potente sedativo cardiaco. Inoltre, è stato anche osservato che l’asparago verde favorisce la conversione delle proteine in aminoacidi, azione coinvolta nella dissoluzione dell’acido urico e ossalico, che allevia condizioni artritiche e di calcoli renali.

Grazie al ridotto contenuto di calorie e all’apporto molto basso di sodio, a fronte di una buona riserva di vitamine, gli asparagi sono considerati un ortaggio molto indicato per le persone in sovrappeso o con complicanze cardiache come l’ipertensione. Sono utili per contrastare le malattie cardio-vascolari grazie alla loro capacità di ridurre il colesterolo totale e del colesterolo LDL-C (colesterolo cattivo) e di aumentare i livelli di HDL-C (colesterolo buono). L’attività ipolipidemica potrebbe essere dovuta principalmente al contenuto di saponina, un tipo di fitosterolo, e anche, in parte, alla presenza di flavonoidi. L’iperlipidemia inoltre può indurre stress ossidativo nel fegato: anche in questo caso, il consumo di asparagi si rivela benefico, perché dagli studi è emerso che è in grado di migliorare significativamente il danno epatico aumentando l’attività enzimatica del fegato per l’eliminazione dei radicali liberi, pericolosi per la nostra salute.

Gli asparagi svolgono una doppia azione positiva sul diabete. Studi chimici e farmacologici hanno dimostrato che la somministrazione di asparagi (estratti), oltre a favorire una diminuzione dei livelli di trigliceridi plasmatici, determina l’attivazione di numerosi composti con azione propriamente ipoglicemizzante, inclusi polisaccaridi, flavonoidi e saponine. Quindi, l’assunzione regolare di asparagi con la dieta ha dimostrato in diversi studi di svolgere effettivamente questa funzione ipoglicemizzante, tale da migliorare le sindromi di intolleranza al glucosio e l’iperlipidemia e indurre perdita di peso. L’acido folico, di cui gli asparagi sono ricchi, li rende indicati per le donne in gravidanza. Conosciuto anche come Vitamina B9, l’acido folico è importante per la prevenzione della spina bifida e dell’encefalopatia del neonato. Questa vitamina interviene anche nella formazione dei globuli rossi del sangue e nel metabolismo di grassi, proteine e carboidrati.

È utile per mantenere una buona forma fisica, per stimolare l’appetito e la digestione. Permette, inoltre, il corretto utilizzo della vitamina B12. Le radici essiccate in polvere degli asparagi sono utili alle neomamme perché hanno proprietà galattogoghe, cioè in grado di promuovere e aumentare la produzione di latte. Gli asparagi sono generalmente considerati sicuri se assunti nelle dosi raccomandate e non presentano particolari controindicazioni, tranne in caso di allergia, che può causare sintomi come la rinite, l’asma professionale, la sindrome allergica orale, la dermatite allergica da contatto e l’anafilassi sono ben noti. Tuttavia, nei casi di infiammazione ai reni o di diarrea è preferibile non consumarli fino a guarigione.

Un consumo eccessivo di asparagi potrebbe acuire i fenomeni di gotta, calcolosi renale infiammazione prostatica. Tra gli “effetti collaterali” derivanti dal consumo degli asparagi, l’odore sgradevole assunto dall’urina è il più caratteristico. È dovuto alla presenza dell’asparagina, un aminoacido non essenziale, e non deve destare preoccupazione.

A cura di Giorgio e Cinzia Myriam Calabrese

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