Clicca qui e scopri le nostre eccellenze
Scopri dove trovare le nostre eccellenze
Ricerca per:
Riduci
Riduci
Riduci
Notizie

Speciale spreco, una giornata per decidere di cambiare rotta

05.02.20

In occasione della giornata nazionale contro lo spreco alimentare, ecco tutte le curiosità e numeri di una brutta abitudine che gli italiani stanno imparando a contrastare

Speciale spreco, una giornata per decidere di cambiare rotta

LEGGI GLI APPROFONDIMENTI E GUARDA IL VIDEO IN FONDO ALL’ARTICOLO

La giornata nazionale contro lo spreco alimentare è stata istituita nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente per sensibilizzare i cittadini e l’opinione pubblica su un tema che è ancora di centrale importanza per le sue ricadute economiche, ambientali, etiche e sociali.

Stimare il volume globale delle perdite e degli sprechi alimentari non è facile in quanto i dati disponibili sono limitati ed eterogenei. Secondo la FAO ogni anno circa un terzo della produzione iniziale di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare. Si tratta di circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, circa 4 volte la quantità di cibo necessaria a sfamare le quasi 800 milioni di persone denutrite del nostro pianeta. Solo gli Stati Uniti gettano 46 milioni di tonnellate di cibo l’anno, mentre il cibo buttato solo in Europa sfamerebbe circa 200 mila persone.

I numeri sono così elevati perché lo spreco alimentare non è solo il cibo acquistato e non consumato che finisce nella nostra spazzatura: si possono individuare “spechi” durante tutto il livello produttivo. In questa prospettiva si parla spesso di “food losses” per indicare le perdite che si determinano nella parte alta della filiera agroalimentare (semina, coltivazione, raccolta, trattamento, conservazione, prima trasformazione agricola) e “food waste”, ossia gli sprechi prodotti nella seconda parte della filiera (trasformazione industriale, distribuzione, consumo finale). Secondo i dati Slow Food Italia su dati del ministero delle Politiche Agricole, per ogni Europeo si producono circa 840 Kg di cibo l’anno, ma soltanto 560 Kg vengono effettivamente consumati. Dei restanti 280 chili, poco meno di 200 vengono sprecati nei vari passaggi di filiera, prima ancora di entrare in contatto con il consumatore.

Se nel Nord del mondo si produce e si acquista troppo cibo, spesso gettato prima ancora che si deteriori, nel Sud il cibo si spreca per mancanza di infrastrutture adeguate, di strumenti per la conservazione e il trasporto in temi utili. Lo spreco alimentari è quindi un tema di interesse globale e senza un’inversione di rotta potrebbe raggiungere circa 2,1 miliardi di tonnellate nel 2030 (+61,5%).

Tuttavia la mera definizione quantitativa del fenomeno non aiuta a capire fino in fondo la realtà: è necessario completarla con elementi di tipo qualitativo e valoriale. Si potrebbe dire che nella sua accezione più ampia lo spreco di cibo è il risultato della mancanza di valore attribuito alla produzione di cibo e al cibo stesso durante tutte le varie fasi della filiera agroalimentare.

Aggiungere questa dimensione aiuta a pensare interventi che non solo aggiustino un sistema che non funziona ma contribuiscano anche a ridurre o ad eliminare in partenza il fenomeno attraverso una produzione e un consumo più consapevole e attento.

Giunta ormai alla sua sesta edizione, questa giornata di prevenzione rappresenta un’occasione di coinvolgimento collettivo in una problematica in cui ognuno di noi può fare davvero la differenza.

SPRECARE HA UN COSTO. Dal punto di vista economico, il Ministero dell’Ambiente ha recentemente calcolato che il valore del cibo che finisce nella spazzatura in Italia è di 15,5 miliardi di euro, pari allo 0,94% del Pil. Di questa cifra, 12 miliardi vanno attribuiti allo spreco domestico reale, pari ai 4/5 dello spreco alimentare complessivo generato lungo la filiera, mentre i rimanenti 3,5 miliardi derivano dallo spreco che si fa all’interno della filiera, ovvero dai campi alla produzione industriale e alla distribuzione.

Le perdite economiche riguardano tanto i produttori, che lasciano i prodotti nei campi o li devono scartare se non conformi agli standard estetici del mercato, i rivenditori, che perdono i prodotti a causa del degrado subito durante il trasporto o dell’approssimarsi delle scadenze, e anche i consumatori, che acquistano troppo, non sono adeguatamente informati sui modo di conservazione e preparazione del cibo, o sulle diciture relative alle date di scadenza (“consumare preferibilmente entro”, “consumare entro”).

Se fino ad ora abbiamo parlato del valore economico legato allo spreco alimentare, non vanno sottovalutati i costi nascosti. Tutto il cibo che in vari momenti e in vari modi finisce nella spazzatura è uno spreco: di energia, acqua, terra, carburante, risorse naturali ed economiche. Perché quel cibo è stato prodotto, trasportato, trasformato, confezionato, acquistato, conservato. Campi seminati senza raccolto, frutta e verdura scartate per motivi “estetici”, alimenti danneggiati durante trasporto, stoccaggio e distribuzione, acquisti troppo abbondanti da parte dei consumatori, cibi scaduti nei frigoriferi domestici e nelle mense. Tanti modi per dire la stessa cosa: un uso delle risorse inadeguato e controproducente.

Si stima ad esempio che lo spreco alimentare rappresenta la terza fonte di emissioni di gas clima-alternati al mondo, dopo gli stati Uniti e la Cina, e la sua impronta idrica è di circa 250 Km3, tre volte il volume del lago di Ginevra. Inoltre il cibo prodotto e non consumato utilizza quasi 1,4 miliardi di ettari di terra, corrispondenti a circa il 30% dell’area coperta da terreni agricoli nel mondo. Infine, sebbene sia difficile quantificare gli impatti sulla biodiversità, lo spreco alimentare inasprisce la perdita della biodiversità dovuta alle monocolture e all’espansione agricola nelle aree selvagge.

In questa prospettiva, il modello di Campagna Amica offre un contributo importante nella diffusione di un nuovo modello di produzione, consumo e, anche di società. Un modello basato sul Km0, sull’orticoltura urbana, sulla tutela della biodiversità, sul consumo responsabile ed etico, in cui lo spreco alimentare, a qualunque livello, viene ridotto drasticamente. In particolare, i mercati di Campagna Amica, accorciando la filiera, offrono ai consumatori cibi freschi, che si conservano di più, che non hanno percorso lunghe distanze e hanno inquinato meno. Nel tempo essi si sono trasformati da semplici luoghi di consumo o occasioni di educazione, socializzazione, cultura, e ciò ha permesso di recuperare quella dimensione valoriale del cibo che rischiava di andare perduta. Rappresentano quindi un esempio concreto di come gli agricoltori e i consumatori, insieme, possano contribuire a diffondere stili di vita più sani e sostenibili.

I dati del Rapporto Waste Watcher 2019 evidenziano che, grazie al contributo di tanti soggetti, gli italiani iniziano ad essere più sensibili al tema dello spreco alimentare. Sei anni fa (2014) un italiano su due dichiarava di gettare cibo ogni giorno, mentre nel 2019 solo l’1% degli intervistati ha dichiarato di cestinare il cibo quotidianamente. Tra le abitudini antispreco più diffuse tra gli italiani ci sono congelare il cibo a rischio (61%), valutare in anticipo la quantità di cibo da cucinare (54%), verificare l’edibilità del cibo prima d buttarlo (52%) o ricorrere a ricette di recupero degli avanzi del pasto precedente (48%).

Tuttavia molto resta ancora da fare: in Italia lo spreco del cibo mantiene il suo triste primato (74%) tra i vari tipi di spreco, davanti allo spreco idrico (54%), di energia elettrica (27%) e nella mobilità (22%).

 

10 REGOLE PER NON SPRECARE IL CIBO

1) Effettua acquisti ridotti e ripetuti nel tempo.

2) Scegli la frutta con il giusto grado di maturazione, non appassita, con aspetto turgido e non eccessivamente necrotizzata nei punti di taglio.

3) Verifica l’etichetta e scegli le produzioni e le varietà locali da acquistare direttamente dai produttori o nei mercati degli agricoltori a chilometri zero.

4) Scegli varietà di stagione, che hanno tempi di maturazione naturali.

5) Compatibilmente con le esigenze, cerca di prendere frutti interi (ad esempio in estate il cocomero) che si conservano più a lungo.

6) Fai la lista della spesa prima di recarti al punto vendita.

7) Fai la spesa poco prima di recarti a casa per evitare di far rovinare gli acquisti.

8) Mantieni separate le confezioni delle diverse varietà di frutta e verdura acquistate e riponile in modo da evitare ammaccature e sviluppo di marcescenze.

9) In casa, mantieni separata la frutta e la verdura che intendi consumare a breve, da quella che pensi di conservare più a lungo.

10) Cucina ricette antispreco.

Guarda il video

Oggi è la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare: quanto cibo sprechi e quanto ne potresti recuperare? Impara e…

Pubblicato da Campagna Amica su Martedì 4 febbraio 2020

LEGGI GLI ALTRI APPROFONDIMENTI

Speciale spreco, doggy bag per 4 italiani su 10

Speciale spreco, i rimedi della cucina contadina

TAGS
ciboconsiglidecalogoGiornata Nazionale contro lo spreco alimentarericettespreco

Continuando con la navigazione in questo sito, accordi l'utilizzo dei nostri cookie. Approfondisci

COOKIE POLICY

I cookie sono piccoli file di testo che i siti visitati inviano al terminale dell'utente, dove vengono memorizzati, per poi essere ritrasmessi agli stessi siti alla visita successiva.
Il Sito utilizza cookie tecnici, sia propri che di terze parti. Tali cookie, essendo di natura tecnica, non richiedono il preventivo consenso dell’Utente per essere installati ed utilizzati.
Il Sito utilizza, inoltre, cookie di profilazione di terze parti. Con riguardo a tali cookie, il consenso dell’Utente si assume prestato ogniqualvolta l’utente faccia click sul tasto “Accetto”, presente all’interno del banner che appare nella homepage. L’Utente può, in ogni caso, revocare in un secondo momento il proprio consenso all’installazione di tali cookie.

In particolare, i cookie utilizzati nel Sito sono riconducibili alle seguenti sottocategorie:
- cookie di navigazione o di sessione, che garantiscono la normale navigazione e fruizione del Sito. Non essendo memorizzati sul computer dell’utente, svaniscono con la chiusura del browser;
- cookie analitici, con cui sono raccolte e analizzate informazioni statistiche sul numero degli utenti e sulle visite al Sito;
- social widgets e plugin: alcuni widgets e plugin messi a disposizione dai social network possono utilizzare propri cookies per facilitare l’interazione con il sito di riferimento;
- cookie di profilazione, che sono utilizzati per raccogliere informazioni sulle preferenze e abitudini espresse dall’utente durante la propria navigazione e quindi rendere le inserzioni pubblicitarie fornite dalle terze parti più coinvolgenti e mirate.

Di seguito sono elencati i cookie di terze parti installati sul Sito. Per ciascuno di essi è riportato il link alla relativa informativa sul trattamento dei dati personali effettuato e sulle modalità per l’eventuale disattivazione dei cookie utilizzati. In merito ai cookie di terze parti, il Titolare ha unicamente l'obbligo di inserire nella presente policy il link al sito della terza parte. È a carico di tale soggetto, invece, l'obbligo dell'informativa e dell'indicazione delle modalità per l'eventuale consenso e/o disattivazione dei cookie.
- Google Analytics: Informativa | Opt Out

I cookie possono essere disabilitati dall’utente modificando le impostazioni del browser sulla base delle istruzioni rese disponibili dai relativi fornitori ai link elencati di seguito.

- Internet Explorer
- Mozilla Firefox
- Google Chrome
- Apple Safari
- Opera

Chiudi