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Maltempo e danni all’agricoltura, è calamità

05.08.19

L’ultima ondata di maltempo fa salire il conto dei danni provocati nelle campagne da una pazza estate in cui l’Italia è stata colpita da ben 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento, il 75% in più rispetto all’anno scorso

Maltempo e danni all'agricoltura, è calamità

Ammontano a milioni di euro i danni provocati all’agricoltura dall’ultima violenta ondata di maltempo che ha colpito il Centro-Nord con piante sradicate, serre divelte, vigneti abbattuti, frutta flagellata come pure meloni e pomodori ma anche campi allagati, soia e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer con strade di campagna impraticabili e pascoli isolati. E’ quanto emerge dal primo bilancio effettuato dalla Coldiretti con il ritorno del sole sugli effetti delle tempeste che hanno colpito le campagne dove è necessario avviare le procedure per la richiesta dello stato di calamità, dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia alle Marche.

In Lombardia si sono registrate grandinate a macchia di leopardo, con tempeste di acqua e forte vento. Colpiti mais, meloni e frutteti, oltre che soia e prati, ma anche strutture aziendali e mezzi agricoli. Gravissima la situazione nella Bergamasca con danni fino all’80% delle serre di insalate ma anche cascinali e stalle scoperchiate e campi di mais stesi dalla furia del vento. I chicchi di ghiaccio si sono abbattuti sul Mantovano colpendo produzioni tipiche come il melone e le angurie. Investiti dalla tempesta anche meleti e vigneti oltre che mais, soia e kiwi. La grandine si è scatenata, inoltre, in varie zone del Varesotto, del Comasco e del Lecchese con danni a orticole e campi di fieno spianati. Maltempo anche nel Cremasco dove una tromba d’aria a Palazzo Pignano ha danneggiato strutture aziendali e mezzi agricoli, mentre nella pianura bergamasca un forte nubifragio ha allettato il mais e ha scoperchiato cascinali mentre in provincia di Brescia sono stati colpiti prati e vigneti, mais, verdure, frutteti con reti antigrandine divelte e piante di melo sradicate ma anche strutture aziendali danneggiate. In Emilia una violenta tempesta di ghiaccio ha provocato forti danni nel Piacentino e in particolare in Val Trebbia, Val Tidone, Val Chero e Val Luretta, dove i danni alle coltivazioni, in particolare al pomodoro e ai vigneti, sono purtroppo già evidenti mentre nelle Marche una tromba d’aria ha colpito la zona di Senigallia e Pesaro. In Veneto è stato colpito il cuore della Marca trevigiana con mezz’ora interminabile di grandine dicono gli agricoltori Coldiretti dell’Asolano, area collinare dove si coltivano ulivi, vigneti e grandi colture, mais in particolare, per alimentare i bovini degli allevamenti qui presenti in forte concentrazione. Il maltempo ha segnato la provincia di Treviso la fascia pedemontana che va da Castelfranco Veneto Montebelluna fino ad Asolo. Il fortunale ha interessato anche l’immediata periferia trevigiana (comuni di Silea e frazioni di San Biagio di Callalta) provocando allagamenti, alberi sradicati e disagi che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. In campagna vigne atterrate e impianti compromessi anche a causa delle forti raffiche di vento che nell’opitergino hanno scatenato una tromba d’aria. Una vera bufera ha provocato ingenti danni su decine di ettari, ai vigneti e ai frutteti, allagate intere coltivazioni, scoperchiati ricoveri attrezzi e serre su Montagnana secondo il monitoraggio effettuato dalla Coldiretti a Padova con la richiesta dello stato di calamità.

L’ultima ondata di maltempo fa salire il conto dei danni provocati nelle campagne da una pazza estate in cui l’Italia è stata colpita da ben 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento, il 75% in più rispetto all’anno scorso, secondo una analisi Coldiretti su dati ESWD la banca dati europea sugli eventi estremi. Una anomalia climatica evidente nel corso di tutto il 2019 che è stato segnato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato, un mese di giugno al secondo posto tra i più caldi ed un mese di luglio segnato da tempeste nella prima metà alle quali sono seguiti giorni di gran caldo ed ora il ritorno del maltempo al Nord. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

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