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Rifiuti, uno Stivale pieno di immondizia

23.04.19

Il primo passo da compiere per migliorare la situazione è la riduzione drastica degli imballaggi e dei prodotti non differenziabili che per lo più sono di natura plastica. Le tre R “ridurre, riusare, riclicare” sono una parte della soluzione per abbattere questo problema

Rifiuti, uno Stivale pieno di immondizia

I dati resi noti dall’ISPRA nel rapporto 2018[1] indicano che la produzione di rifiuti nel nostro paese è in continua e costante crescita. Accanto a questo dato che di per sé non sarebbe così allarmante se accompagnato da altri che mostrassero uno smaltimento rigoroso e attuato secondo le migliori tecnologie sviluppate, si deve sottolineare, purtroppo, la pessima gestione del problema rifiuti da parte di alcuni comuni e regioni. La crescita percentuale della raccolta differenziata in alcune regioni del Centro-Sud è ancora troppo scarsa mettendo in pericolo l’ambiente e il nostro pianeta.

In Italia, nel 2016, si sono prodotti circa 30 milioni di tonnellate di RSU (Rifiuti Solidi Urbani), pari a 497 kg di rifiuti pro-capite all’anno. Uno dei problemi principali sono gli imballaggi, che hanno visto un aumento nel 2017 di circa 361 mila tonnellate (+2,8%) rispetto al 2016, arrivando così ad una produzione di rifiuti da imballaggio pari a 13,1 milioni di tonnellate.

Sempre secondo il rapporto Rifiuti Urbani 2018, finisce in discarica circa il 27,6% dei rifiuti urbani, il 22,4% inceneriti, il 21% in compostaggio e digestione anaerobica, mentre circa il 29% vengono trattati in modo differenziato.

I dati Istat del 2016 mostrano come la diffusione della raccolta differenziata abbia raggiunto il 52,5% (+5% rispetto al 2015).

Per quanto riguarda la totalità dei rifiuti, nonostante i miglioramenti ottenuti in questi ultimi anni vediamo un certo livellamento tra la discarica e la raccolta differenziata.

Le cause che non permettono alla raccolta differenziata di predominare sono diverse. In particolare:

  • la raccolta differenziata non è ancora diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale, come dovrebbe essere;
  • la qualità dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata è spesso scadente, il che rende più difficile le operazioni di riciclo;
  • i costi della raccolta urbana sono più elevati, in alcune aree del paese, rispetto ai costi della discarica.

Sicuramente il primo passo da compiere per migliorare la situazione è la riduzione drastica degli imballaggi e dei rifiuti non differenziabili che per lo più sono di natura plastica

Le tre R “ridurre, riusare, riclicare” sono una parte della soluzione per abbattere le quantità di rifiuti prodotti.

Accanto a questo potrebbero essere previsti interventi mirati e circoscritti che mirino a potenziare le tecnologie sviluppate in particolare nella produzione di materiali biodegradabili e compostabili. La completa sostituzione delle buste o degli utensili usa e getta di plastica con quelli in materiali biodegradabili non è pensabile, dati gli impatti che la produzione potrebbe avere (sfruttamento delle risorse idriche, estensione delle coltivazioni etc.). L’apporto di questi materiali nella riduzione dei rifiuti deve passare, perciò attraverso un utilizzo mirato.

Sicuramente, dal punto di vista dello smaltimento, i materiali come i biopolimeri e il cartoncino sono vantaggiosi rispetto alle plastiche tradizionali. Il ciclo di vita (LCA) è estremamente più breve e la possibilità che dalla loro degradazione possa essere prodotto il compost li potrebbe rendere “appetibili” per aziende che operano nel comparto agricolo.

Una scommessa, quella della riduzione dei rifiuti, che può essere vinta se tutti gli attori opereranno in comune accordo.

Per la Giornata mondiale della Terra è importante sottolineare come un buon smaltimento dei rifiuti possa salvaguardare e proteggere il nostro pianeta e il nostro ambiente, riducendo drasticamente l’inquinamento e i suoi effetti. Inquinamento che si riversa nelle nostre acque, nelle nostre terre e nell’aria che respiriamo.

Fondazione Campagna Amica, tramite la sua rete di mercati locali, cerca di salvaguardare ecosistemi e biodiversità attraverso la creazione di una consapevolezza sulla tematica del corretto riciclo dei rifiuti e dei benefici rispetto alla nostra qualità di vita. Ed è per questo che è di fondamentale importanza sostenere e stare a fianco dei produttori di questi mercati, che, tramite il loro lavoro, sia agricolo che di corretto smaltimento dei rifiuti, proteggono ogni giorno il nostro pianeta.

 

[1] http://www.isprambiente.gov.it/files2018/pubblicazioni/rapporti/RapportoRif297.pdf

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