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Desertificazioni ed erosioni: l’allarme per l’Italia

16.04.19

Una delle principali cause di questi fenomeni sono l’eccessivo sfruttamento del suolo, che ha come principale effetto il degrado del terreno. Disboscamento di foreste e sradicamento di piante autoctone portano ad un impoverimento del territorio con conseguenze molto gravi come la perdita degli ecosistemi, della biodiversità e l’aumento del fenomeno dei migranti economici

Desertificazioni ed erosioni: l'allarme per l'Italia

Il nostro pianeta risente ogni giorno di più dei cambiamenti climatici. Uno degli effetti che mettono maggiormente a rischio i nostri ecosistemi è la desertificazione. Secondo gli studi del Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici CMCC[1], circa il 21% del territorio nazionale è a rischio di desertificazione. Le regioni maggiormente colpite sono Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma sono coinvolte anche altre aree come Emilia-Romagna, Marche, Umbria e Abruzzo. Sempre secondo il CMCC, entro fine secolo è previsto un incremento delle temperature tra i 3 e i 6 °C, con conseguenze devastanti sull’ambiente, una diminuzione drastica delle precipitazioni e un aumento della desertificazione, effetti che stiamo già iniziando a vedere.

Per l’Italia, territorio caratterizzato per la sua complessità e la sua fragilità, tutto questo sta portando a un cambio nella frequenza ed entità di frane, alluvioni, magre di fiumi colpendo così l’assetto territoriale e incrementando lo stress idrico; secondo i dati Istat, ad esempio, il prelievo dell’acqua potabile è in aumento del 6,6%, pari a circa 9,5 miliardi di metri cubi.

Altro fenomeno strettamente legato alla desertificazione è l’erosione delle coste. Nel sud Italia l’erosione sta distruggendo circa 782 km di coste: Campania, Calabria, Basilicata, Puglia e Molise le regioni che maggiormente ne risentono. In Campania il 54,1% di coste è colpito da processi di erosione costiera. La Calabria vede interessate circa il 60,9% di coste (278 km), mentre Basilicata, Puglia e Molise, hanno rispettivamente il 57,6%, il 55,1% ed il 52,8% delle coste colpite dai fenomeni di erosione. Sarebbe sbagliato pensare che le regioni del nord Italia siano esenti da questo fenomeno: infatti, troviamo le Marche con il 48%, l’Emilia Romagna con il 31,4%, il Veneto con il 37,3 per cento, la Toscana con il 39,3%, la Liguria con il 16,7% e la Sardegna con il 14,5%.[2]

Una delle principali cause della desertificazione e dell’erosione è l’eccessivo sfruttamento del suolo, che ha come principale effetto il degrado del terreno. Disboscamento di foreste e sradicamento di piante autoctone portano a un impoverimento del territorio con conseguenze molto gravi come la perdita degli ecosistemi, della biodiversità e l’aumento del fenomeno dei migranti economici. A livello mondiale si stanno sviluppando molti progetti per contrastare la desertificazione e più in generale i cambiamenti climatici. Basti pensare alla Grande Muraglia Verde[3], iniziativa portata avanti dall’Unione Africana, che ha come obiettivo ambizioso di piantare alberi per un’estensione di circa 8.000 km e una larghezza di 15 km, coinvolgendo, ad oggi, più di 20 paesi della regione sahelo-sahariana. Nonostante sia stato completato solo il 15% del progetto, già si possono vedere gli effetti benefici che tale foresta sta apportando alle comunità locali: ripristino di terre degradate, maggior impiego per gli agricoltori, maggior sicurezza alimentare e maggior stabilità socio-economica, oltre ad aver messo in azione un potente strumento per contrastare i cambiamenti climatici. Anche in Italia abbiamo migliaia di piccoli agricoltori che con la loro produzione locale cercano di difendere e proteggere i nostri territori, contrastando l’esorabile avanzamento dei cambiamenti climatici, grazie all’uso di tecniche agricole rispettose dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

Ed è proprio questi piccoli agricoltori che la Fondazione Campagna Amica cerca di sostenere e promuovere attraverso la sua rete di mercati locali. Perché solo attraverso un agire locale, come la scelta del prodotto da mettere in tavolo, si può veramente creare un cambio profondo a livello globale!

 

[1] https://www.cmcc.it/it/

[2] http://www.greenreport.it/news/urbanistica-e-territorio/erosione-si-sta-mangiando-le-coste-del-sud-italia/

[3] https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/25622-grande-muraglia-verde?fbclid=IwAR2WUdTx4zACqD1PHzTDrcnrD9bKhuuQ1zKlLNFtgU4zU9PW6SZHvqs24J0

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ambientebiodiversitàcambiamenti climaticiclima

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