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Il cibo giusto

Cavolo, la raccolta tra storia e tradizione

26.03.19

Ecco qualche consiglio del nostro tutor dell’orto sulla coltivazione e sulla raccolta di questa verdura che si adatta a qualsiasi tipo di terreno

Cavolo, la raccolta tra storia e tradizione

Il cavolo (Brassica oleracea), appartiene alla famiglia delle Brassicacee. Esistono molte varietà differenti: il cavolo nero, il broccolo, il cavolo cappuccio, di Bruxelles, cavolfiore, cavolo riccio e il cavolo greco.

Nell’antichità, i nostri cavoli erano coltivati principalmente per le loro proprietà curative e medicinali. Era usato per curare disturbi come sordità, la gotta e problemi gastrointestinali. Secondo gli antichi Romani e Greci, il cavolo era considerato così prezioso che poteva sostituire addirittura l’aglio, all’epoca base per ogni tipo di cura. Anche Catone il Vecchio considerava il cavolo come un rimedio contro le malattie, come fonte di giovinezza e di virilità.

Poi nel Medioevo divenne il segno distintivo del cibo popolare e contadino, povero e poco raffinato. Nonostante ciò, fu l’alimento più consumato in Europa, perché facile da coltivare, produttivo e altamente conservabile.

Una leggenda romana ci narra, che ci fosse inimicizia tra il cavolo e la vite, perché Licurgo, Re della Tracia, distrusse le vigne di Bacco che, per punirlo, lo legò alla vite. Le lacrime del Re versate a terra si trasformarono in cavoli. Stando alla tradizione contadina, se pianti un cavolo vicino alla vite, esso si sposterà da solo da un’altra parte.

Da sempre il cavolo è considerato anche il simbolo della fecondità. Infatti viene raccolto dopo nove mesi dalla semina, questo riconduce proprio al periodo di gravidanza di una donna. Per questo si dice che i bambini nascono dai cavoli.

Ma adesso, siccome non è il periodo della coltivazione del cavolo ma della raccolta, vediamo insieme come si raccoglie.

Prima di vedere come si raccoglie, alcune nozioni generali sulla coltivazione. Il cavolo si adatta a qualsiasi tipo di terreno, ma ne predilige uno di medio impasto, fresco, fertile e ben drenato. Vuole un clima temperato, anche se le alte temperature e i venti caldi favoriscono la fioritura. Il cavolo ha bisogno di una concimazione minima a base di azoto, fosforo e potassio. L’annaffiatura dovrà essere regolare e costante, senza creare ristagni d’acqua.

Il cavolo si raccoglie quando la testa si presenta compatta e senza spaccature. Non bisogna farlo crescere troppo perché altrimenti potrebbe marcire. Con un coltello a lama lunga e affilata tagliate i fusti cinque dita sotto l’inflorescenza e lasciate la pianta nel campo. E, con l’aiuto di condizioni climatiche favorevoli, si svilupperanno nuove unità più piccole.

Quando si effettua la raccolta dei cavoli (anche di tutti gli ortaggi in generale), si devono tener conto di alcune pratiche fondamentali per la conservazione del prodotto: bisogna rimuovere le parti guaste e i residui di terra dagli ortaggi, prima di depositarli, con delicatezza, nei contenitori di raccolta; mettere al riparo il raccolto in un luogo ombreggiato e fresco, in particolare durante le stagioni calde.

 

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