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Cicoria: amarostica, ma facile da coltivare

01.02.19

Storia, leggende e ricette su una delle verdure più amate. Insieme a qualche consiglio per farla crescere bene

Cicoria: amarostica, ma facile da coltivare

La storia

La cicoria (Cichorium) è una pianta erbacea molto comune, ma utilizzata fin dai primi tempi della storia dell’uomo.

Secondo alcuni studi, l’origine del suo nome deriva da un antico nome arabo, Chikouryeh, secondo altri invece, da un nome egiziano Kichorian.

Il naturalista romano Plinio il Vecchio, nella sua “Storia Naturale”, ne decanta le sue proprietà diuretiche, digestive e nevralgiche. Secondo il medico greco Galeno, è “amica del fegato e non contrasta lo stomaco”. Per questo, i medici dell’epoca, lo prescrivevano in particolare per dolori addominali.

I romani, erano soliti mangiare la cicoria come pietanze nei pranzi luculliani, e il cuoco e gastronomo Apicio, la serviva con il miele.

Nelle credenze popolari germaniche, la cicoria, era considerata una pianta magica. Con essa era possibile spezzare incantesimi, diventare invisibili, invulnerabili e provare il piacere dell’amore. Però per ottenere gli effetti desiderati, si doveva raccogliere la radice della cicoria, solamente il giorno di San Pietro e Paolo (29 giugno), avvalendosi di un pezzo d’oro o di corna di cervo.

Nel 1513 Massimiliano Sforza, mise in fuga l’armata francese nella battaglia della Riatta. Il popolo milanese, festeggiò sfilando per le strade della città con aste e pali sui quali erano fissati grossi mazzi di cicoria, gridando a gran voce “Cicoria! Cicoria!”. Questo perché era ben noto che la cicoria giovasse contro le malattie del fegato. I malati di fegato, in questo caso erano i francesi, seccati per la forte sconfitta.

Nel 1806 venne imposto un blocco continentale da Napoleone, che vietava l’importazione di prodotti, tra cui il caffè, provenienti dall’Inghilterra e dalle coloni americane. Per questo, si iniziò ad impiegare la cicoria come surrogato del caffè.

Anche nel 1942 (durante la Seconda Guerra Mondiale), la cicoria sostituì il caffè. A differenza di quest’ultimo, non ha proprietà eccitanti, ma proprietà depurative.

Dal ‘900 fino ad oggi, questa pianta è impiegata non solo in cucina, ma anche per la composizione di cosmetici, tisane e prodotti per la cura del corpo.

 

Le leggende

Ci sono molte leggende e credenze popolari legate a questa pianta. Secondo un’antica leggenda rumena, un giorno il Sole, chiese in sposa Floridor, la Ninfa dei fiori, la quale rifiutò. Il Sole allora arrabbiatosi, la trasformò in cicoria, costretta a vivere secondo i ritmi solari e aprendosi solo alla sua presenza per sempre.

Un’altra leggenda bavarese, ci racconta di una principessa che era stata abbandonata dal suo sposo, perché sedotto da una ninfa. La principessa, dopo giorni di sofferenza, pregò di morire e di non rivedere più il suo promesso sposo. Anche le ancelle pregarono, ma di essere viste sempre dal principe. Dio, esaudì le loro preghiere. Trasformò la principessa in un bellissimo fiore bianco e le sue damigelle in fiori azzurri (i fiori di cicoria), che crescevano lungo le strade percosse dal principe.

In tedesco infatti, la cicoria è chiamata “wegwarte”, ossia “guardiana delle strade”.

 

Nell’arte

La cicoria è una pianta accessibile a tutti, poveri e ricchi. Per questo è stata fonte di ispirazione di molti artisti. Ad esempio due dipinti di Christopher Vest, “Strada con lago e fiori” e “Prato primaverile con fienile”.

 

Ma come si coltiva?

La pianta si adatta a qualsiasi tipo di clima. Ha infatti una elevata resistenza alle gelate ed alla siccità. Si adatta a qualsiasi tipo di terreno. La concimazione dovrà essere organica interrata (letame decomposto), con un’aratura profonda 40 cm; non vuole ristagni d’acqua.

La cicoria si può effettuare in tutti i mesi dell’anno. La semina si può fare tranquillamente a spaglio o per fila (15cm l’una dall’altra). Nei mesi più freddi, è preferibile seminare la cicoria in dei contenitori, per anticipare la coltivazione, e poi trapiantare nel terreno.

 

Valori e proprietà nutrizionali

La cicoria stimola la concentrazione, aiuta a combattere la stanchezza, stimola le attività di pancreas e fegato e favorisce il funzionamento della cistifellea e dei reni, ed è un vasodilatatore naturale.

 

In cucina

 

Cicoria ripassata alla romana

 

Ingredienti:

-un chilo di cicoria di campo

-60g. di olio extravergine d’oliva

-2 spicchi d’aglio

-1 peperoncino piccante

-4 filetti di acciuga

-sale q.b.

 

Procedimento

 

Portare ad ebollizione una pentola piena d’acqua, aggiungere un pugno di sale e lessare la cicoria già pulita e lavata in acqua fredda, per 10 minuti.

Scolare bene la verdura in uno scolapasta.

In una padella mettere a scaldare l’olio con gli spicchi d’aglio, e farli dorare. Aggiungere le acciughe e farle sciogliere nell’olio. Aggiungere la cicoria e il peperoncino a pezzi. A fine cottura, aggiungere del sale a piacere e servire.

 

 

 

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