Clicca qui e scopri le nostre eccellenze
Scopri dove trovare le nostre eccellenze
Ricerca per:
Riduci
Riduci
Riduci
Notizie

L’agribirra terremotata vince l’Oscar Green 2018

19.10.18

La tenacia dei nostri imprenditori agricoli di Campagna Amica vince anche sulle calamità. Ecco i volti e le storie degli altri premiati per le diverse categorie

L'agribirra terremotata vince l'Oscar Green 2018

GUARDA TUTTI I FINALISTI

L’agri-birra terremotata ricavata dallo scarto del pane, la casa di paglia bio di Senatore cappelli, l’Arca di Noè del rifugiato, il primo beewellness, la biocosmetica antispreco del tenore e l’agri-bibita di clementine calabresi sono i sei vincitori del premio per l’innovazione Oscar Green di Coldiretti e Campagna Amica scelti dopo una lunga selezione territoriale tra migliaia di giovani imprenditori in occasione del XVII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio. Una testimonianza dell’eccezionale spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori che con coraggio e passione sfidano la crisi e riescono a fare business. Puntare sul recupero degli scarti aziendali oggi è importantissimo per combattere gli sprechi per questo nella categoria Fare rete il premio è stato assegnato a Matteo Bacci della Toscana perché ha saputo trasformare un rifiuto aziendale da smaltire a caro prezzo in opportunità. Ed è così che in collaborazione con il grande tenore Andrea Bocelli che produce vino e ha scarti di vinacce da “ripensare”, Matteo Bacci con il suo passato di famiglia di farmacisti mette a disposizione l’acqua aromatica da rigenerare per creare la prima linea di cosmetica anti spreco a chilometro zero. Nella categoria Creatività invece l’ambito premio è andato a Glauco Gallo della Calabria che ha creato la prima agri – bibita che contiene ben il 20% di vero succo di clementina, senza conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti e con pochissime calorie. Per 20 anni l’azienda agricola di Glauco ha prodotto succhi concentrati per le multinazionali, ora per esaltarne le qualità, ha deciso di produrre da solo la bibita. E’ così che nasce questa gustosa bibita: le clementine vengono raccolte e lavorate per estrarne il succo che viene pastorizzato e preparato per essere imbottigliato. Essere sempre al passo con i tempi strizzando l’occhio all’ambiente ha garantito la vittoria nella categoria Sostenibilità a Luisa Cabiddu della Sardegna che costruisce case a carattere fortemente innovativo con materiali ecocompatibili quali paglia bio di grano Senatore Capelli, argilla e legno proveniente da filiera controllata, riduce al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. L’azienda di Luisa si occupa di tutto, dalla progettazione alla realizzazione di case in paglia ma anche realizzazione di mattoni in paglia e argilla, insomma quel che serve per la bioedilizia di ultima generazione. I materiali sono tutti naturali e al 90 percento vengono prodotti in azienda, anche l’argilla è realizzata nella sua azienda. Legno e calce sono il risultato di una filiera corta e controllata. Nella categoria Campagna Amica a vincere è la forza e la tenacia di due imprenditori Claudio Lorenzini del Lazio che ha cominciato, insieme a Emanuela, a produrre la prima agri-birra terremotata a 1600 metri sulle montagne tra Amatrice e Leonessa utilizzando lo scarto del pane. E’ una birra che per definizione non può essere descritta, cambia e modifica sapore, colore e consistenza a seconda del tipo di pane che l’azienda riesce a raccogliere dai residui di vendita. Fantasia e creatività insieme al desiderio di divertirsi e far vivere un’esperienza unica ha assicurato l’Oscar nella categoria Impresa3.terra a Matteo Andreatti del Trentino Alto Adige che fa trascorrere momenti indimenticabili tra le cellette dell’arnia, attraverso una particolare  struttura in legno collegata con più alveari che permette di intraprendere un viaggio multisensoriale alla scoperta del mondo delle api, sdraiati su un letto di fieno alpino, respirano i profumi del miele, della cera e della propoli, presenti negli alveari. E’ un’esperienza multisensoriale pensata sì per il benessere di chi raggiunge questi luoghi magici per rilassarsi, ma anche per chi deve compiere delle vere sedute di terapia prescritte dai medici. Non si può credere a quello che avviene quando ti sdrai su questi lettini di fieno, come quelli di una volta. All’improvviso non c’è che il silenzio e quelle felici vibrazioni delle api. Insomma nella casetta di Matteo stacchi la spina e raggiungi una dimensione dell’anima. E per finire nella categoria Noi per il sociale viene premiata l’entusiasmante idea imprenditoriale di Jeffery Eromosele Osoiwanlan delle Marche, un rifugiato politico molto speciale sfuggito al terrorismo e alla povertà nel suo paese, la Nigeria per creare una vera e propria arca di Noè con animali salvati dall’estinzione. Nella sua fattoria  infatti oggi convivono libere e in armonia centinaia di razze di galline che fanno uova colorate ma anche anatre, asini, struzzi, cani e gatti. E’ un sentimento autentico quello di Jeffery che alimenta ogni sua azione, vuole che attraverso la bellezza del mondo contadino si possa costruire, giorno dopo giorno speranza per tutti. Sono tutte storie imprenditoriali che rappresentano al meglio l’entusiasmo e le grandi potenzialità di un settore che si è saputo rinnovare con ingegno e passione e che coinvolge oggi tantissimi giovani.


ECCO I 6 VINCITORI DI OSCAR GREEN COLDIRETTI 2018

CATEGORIA CAMPAGNA AMICA

L’AGRIBIRRA TERREMOTATA – Claudio Lorenzini – Lazio

Siamo in Alta Quota ma anche nell’epicentro del cratere del terremoto. Tra Amatrice e Leonessa, dove la tenacia di giovani imprenditori vale a combattere anche contro le tragiche fatalità. E siamo nel primo avamposto della produzione di birra in località Alta Quota. Claudio, insieme a Emanuela, è stato il primo in assoluto a pensarla e a realizzarla, partendo da 1.600 metri di altitudine, con i cereali prodotti in quota e l’acqua cristallina di queste montagne. Qui il processo è tutto green, dall’energia che si consuma ai residui di lavorazione. Tra le numerose birre realizzate però ce ne sono tre che hanno fatto spalancare gli occhi a mastri birrai di tutto il Bel Paese. Una birra bio realizzata con eccellenze biologiche del territorio. Una birra senza glutine che è stata vissuta da chi era impegnato nella ricerca e nella sperimentazione come una sfida, alla fine riuscita. E infine, qui si è stati primi, a realizzare una birra con il pane di scarto. E’ una birra che per definizione non può essere descritta. Cambia di cotta in cotta. Modifica il sapore, i suoi sentori, ma anche il colore, la consistenza, insomma è una scoperta ad ogni nuova lavorazione. Perché dipende prevalentemente dal tipo di pane che l’azienda è riuscita a raccogliere dai residui di vendita. Pane riciclato appunto, che insieme ai pannelli solari, all’acqua pura di sorgente, ai resti di lavorazione destinati alla nutrizione del bestiame delle fattorie del luogo, fa di questa azienda una eccellenza italiana, non soltanto della birra, ma della qualità ambientale, dell’economia circolare e del business green.


CATEGORIA SOSTENIBILITA’

LA CASA DI PAGLIA – Luisa Cabiddu – Sardegna

Luisa costruisce case di paglia, basta andare in Sardegna e imparare, da lei, come si fa. La casa, a carattere fortemente innovativo, costruita con materiali ecocompatibili quali paglia bio di grano Senatore Capelli, argilla e legno proveniente da filiera controllata, riduce al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente. Realizzata interamente da Luisa, si distingue per l’utilizzo di tecniche eco-sostenibili attraverso il riuso dei materiali reperibili in azienda, finalizzate all’espletamento di costruzioni in agro-edilizia, economiche e a basso impatto ambientale. La sua azienda si occupa di tutto, dalla progettazione alla realizzazione di case in paglia ma anche realizzazione di mattoni in paglia e argilla, insomma quel che serve per la bioedilizia di ultima generazione. I materiali sono tutti naturali e al 90 percento vengono prodotti in azienda, anche l’argilla è realzzata nella sua azienda. Legno e calce sono il risultato di una filiera corta e controllata. Il processo di costruzione è basato sul risparmio energetico e su processi che tutelano l’ambiente, con tecniche ecosostenibili attraverso materiali reperibili in azienda, e pratiche di riuso. Quello di Luisa è un magico mondo che vuole continuare a fare sorridere l’ambiente.

 

CATEGORIA CREATIVITA’

L’AGRI BIBITA DI CLEMENTINE – Glauco Gallo – Calabria    

Le clementine, prodotto simbolo della Piana di Sibari ma vittima della concorrenza estera e dei prezzi bassi finalmente tornano alla ribalta in un’agri bibita dal gusto inconfondibile. Per 20 anni l’azienda agricola di Glauco ha prodotto succhi concentrati per le multinazionali, ora per esaltarne le qualità, ha deciso di produrre da solo la bibita. E’ così che nasce questa gustosa bibita, le clementine vengono raccolte e lavorate per estrarne il succo che viene pastorizzato e preparato per essere imbottigliato. Oggi Glauco è orgoglioso di produrre una bibita per giovani e per famiglie che contiene ben il 20% di vero succo di clementina, senza conservanti, coloranti e zuccheri aggiunti e con pochissime calorie.

 

CATEGORIA IMPRESA3.TERRA

IL BEEWELLNESS CONTADINO – Matteo Andreatti – Trentino Alto Adige

Da Matteo si può vivere l’esperienza unica di essere un’ape e trascorrere momenti indimenticabili tra le cellette dell’arnia. Matteo infatti ti fa proprio entrare in un alveare ma soprattutto ti fa vedere il mondo dal punto di vista delle api. Senti tutto quello che sentono loro, con le stesse vibrazioni e tutto senza punture perché ha costruito una casa all’interno dell’alveare, un’innovativa bio-struttura in legno collegata con più alveari, unica a livello nazionale, che permette di intraprendere un viaggio multisensoriale alla scoperta del mondo delle api. Nel cuore della montagna trentina, su di un meraviglioso pascolo in un fantastico bosco c’è una vera e propria casetta e tutt’intorno gli alveari. Gli ospiti, sdraiati su un letto di fieno alpino, respirano i profumi del miele, della cera e della propoli, presenti negli alveari, ricchi di aromi, olii essenziali e resine balsamiche. Il delicato ronzio delle api e i profumi unici delle erbe di montagna regalano un momento indimenticabile di benessere e serenità nel Beewellness. Tra le persone e le api c’è solo una piccola e fitta grata. Si vedono, si annusano, si ascoltano. E’ un’esperienza multisensoriale pensata sì per il benessere di chi raggiunge questi luoghi magici per rilassarsi, ma anche per chi deve compiere delle vere sedute di terapia prescritte dai medici. Non si può credere a quello che avviene quando ti sdrai su questi lettini di fieno, come quelli di una volta. All’improvviso non c’è che il silenzio e quelle felici vibrazioni delle api. Insomma nella casetta di Matteo stacchi la spina e raggiungi una dimensione dell’anima. Mentre il Trentino ti accarezza tutt’intorno.

 

CATEGORIA NOI PER IL SOCIALE

SFUGGE A TERRORISTI PER L’ARCA NOE’ – Jeffery Eromosele Osoiwanlan -Marche

Questa è la storia di Jeffery, un rifugiato politico molto speciale che sfugge al terrorismo e alla povertà nel suo paese, la Nigeria e crea una vera e propria arca di Noè. Jeffery oggi è uno splendido esempio di integrazione ben riuscita, dopo aver lasciato il suo paese insanguinato dai terroristi di Boko Haram, nel 2015 arriva nelle Marche dove incontra la famiglia Gasparini, molto attiva nel sociale e proprietaria di un vecchio allevamento di cani dismesso. Enrico Gasparini e la moglie Lucia in lui vedono una luce, le sue argomentazioni non sono mai formali e superficiali e decidono di dargli un tetto. Dal giorno dopo Jeffery è un uragano in piena, il machete per disboscare, il legno per costruire casette, e poi recinzioni, giardini e gli animali. Vuole che quel terreno diventi un’arca di Noè con tutti gli animali della tradizione contadina ma anche nuovi animaletti simpatici per i bambini. Nella Fattoria di Jeffery, infatti, convivono libere e in armonia centinaia di razze e capita di vedersi passare accanto un simpatico asinello vicino a un Emù, sorta di piccolo struzzo, mentre a pochi metri di distanza si muovono cigni e oche, cani e gatti. Ma ci sono anche tantissime razze di galline che fanno uova colorate, dalla Padovana nera alla Moroseta, così come le anatre che vanno da quelle mute alle Mallard, dalle Mandarine alle Germane, taglie grandi piccole e corritrici indiane. Jeffery vuole realizzare il sogno della famiglia Gasperini e ci riesce con una forza d’animo incredibile. E’ un sentimento autentico quello di Jeffery che alimenta ogni sua azione, vuole che attraverso la bellezza del mondo contadino – spiega la Coldiretti – si possa costruire, giorno dopo giorno speranza per tutti e allora piano piano restaura lo storico casale e diventa imprenditore agricolo aprendo la sua azienda dove oggi alleva centinaia di animali di razze e specie a rischio di estinzione provenienti da tutto il mondo, fa continui laboratori dedicati ai più piccoli ma anche attività per i più grandi dal bird watching alla tartufaia ai percorsi olfattivi

 

CATEGORIA FARE RETE

LA BIOCOSMETICA ANTISPRECO DEL TENORE – Matteo Bacci – Toscana

Cosa mai accomuna un imprenditore agricolo a uno dei cantanti più noti nel mondo come Andrea Bocelli? L’amore per la bellezza e pensare che la bellezza arriva da uno scarto. Entrambi ce l’hanno e non sapendo cosa farne, appunto, provano a trovare una strada. Andrea Bocelli da un lato, con la sua azienda che produce vino e ha scarti di vinacce da “ripensare” e dall’altro Matteo Bacci, con il suo passato di famiglia di farmacisti, che si dedica all’agricoltura e alle piante officinali e ha la sua acqua aromatica, da rigenerare. Andrea Bocelli, originario degli stessi territori di Bacci, scopre da una antica ricetta della nonna, che con l’uva è possibile realizzare delle preziose marmellate e creme per il viso. Si affida a Matteo Bacci, che rivolgendosi alla ricerca universitaria scopre in quelle vinacce di Bocelli una grande concentrazione di Resveratrolo che è  un potentissimo anti età. Bacci ha uno scarto di distillazione del suo rosmarino, che è appunto l’acqua aromatica. Così dalla fusione della sua acqua aromatica con il concentrato delle vinacce di Bocelli viene fuori una linea di cosmetica altamente performante. Nasce la linea Lajatica, che prende il nome dal territorio della tenuta di Bocelli. E i chilometri diventano milioni da un agricosmetico a chilometro zero. Tenuto conto che non soltanto le più prestigiose Spa richiedono questo prodotto. Ma ben 15 navi da crociera della Msc crociere, si riforniscono della linea Lajatica, trasportata fino alle estreme punte dei continenti.

Innovazione, ecco le idee giovani degli Oscar Green 2018

TAGS
agricolturagiovaniinnovazioneoscar greenpremio