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Dopo la scuola, tutti in campagna!

25.06.18

In arrivo i campi estivi in fattoria per insegnare ai bambini il percorso del cibo dal campo alla tavola, proponendo attività a stretto contatto con la natura e gli animali

Dopo la scuola, tutti in campagna!

Con la fine della scuola per tantissimi bambini e ragazzi è il tempo di centri estivi, colonie, attività sportive o educative, una scelta quasi obbligata specialmente per quei genitori che non sanno a chi lasciare i propri figli. Secondo l’ultima indagine Istat disponibile, durante la sospensione delle attività scolastiche, il 17,5 % dei giovani dai 3 ai 13 anni frequenta Centri Estivi (o invernali) diurni, a cui si aggiunge un 5,3% che invece trascorre le proprie vacanze nelle più classiche colonie: in totale si stima che il ricorso a questo tipo di servizi per l’infanzia coinvolga mediamente circa 1,4 milioni di giovanissimi, nonostante i nonni sono ancora la principale forma di “welfare familiare” per circa 4,5 milioni di under 13.

 

                                            

 

Non sorprende quindi che sempre più famiglie stiano decidendo di affidare i propri figli a quelle aziende agricole che, nell’ottica di un progressivo sviluppo multifunzionale delle proprie attività in termini di ospitalità turistica, agricoltura sociale e fattorie didattiche, offrono ormai da anni l’opportunità per i più piccoli di stare a contatto con la natura e apprendere, divertendosi, il valore di un’alimentazione sostenibile sulla loro salute e su quella del territorio locale.

Solo per dare un’idea del fenomeno, secondo l’ultimo rapporto sulla multifunzionalità in agricoltura, il 55% delle aziende agrituristiche offrono attività didattiche, ricreative, sportive, culturali: un totale di circa 1.500 agriturismi con fattorie didattiche (63% al nord e il 25% al sud) che rientrano nelle oltre 2.300 fattorie didattiche regolarmente accreditate negli elenchi regionali e che offrono anche servizi di agricoltura sociale.

Tante sono quindi le aziende agricole e fattorie didattiche che hanno sviluppato una serie di servizi di “welfare rurale” su misura per i più piccoli, registrando un vero e proprio boom di adesioni perché vanno incontro proprio alle esigenze di quei genitori che cercano un luogo adatto e stimolante dove lasciare i propri figli durante le vacanze.

Mediamente la spesa di 1 famiglia su 3 per servizi per l’infanzia (baby sitter, asilo nido, dopo-scuola, attività sportive o educative, campi estivi e altri) non supera i 150€, sebbene il 34,3% delle famiglie del nord dichiara di spendere molto di più per i propri figli.

 

 

Un esempio di servizi di welfare rurale

L’esperienza di vivere e trascorrere fin da piccoli un’esperienza di vita e di gioco in un’azienda agricola, a contatto con chi produce il cibo che ogni giorno portiamo in tavola e con coloro che sono i “primi custodi della terra”, è infatti un mezzo efficace per far conoscere a ragazze e ragazzi il territorio rurale e la sua cultura contadina, ma anche un momento di crescita personale e di condivisione con gli altri, che possa trasmettere fin da piccoli una maggiore consapevolezza sulle problematiche legate alla sostenibilità ambientale e alla conservazione della biodiversità animale e vegetale.

In funzione delle proprie vocazioni produttive, molte aziende organizzano laboratori culinari, ad esempio per imparare a fare il formaggio, oppure attività sportive come escursioni con i cavalli, mentre le più “rigorose” al posto dei giochi elettronici preferiscono una più “semplice” caccia al tesoro all’aria aperta.

Altre ancora permettono ai ragazzi di conoscere da vicino gli animali della fattoria e imparare i segreti dell’orto, proponendo attività per insegnare ai bambini il percorso del cibo dal campo alla tavola.

Ci sono poi aziende che danno addirittura l’opportunità di pernottare presso le proprie strutture agrituristiche, mentre altre stanno portando avanti proposte innovative, come gemellaggi con scuole di inglese.

Trascorrere momenti di vacanza in fattoria per molti ragazzi che magari vivono in città significa quindi fare un’esperienza unica che difficilmente possono trovare altrove. Ma “aprire” le aziende agricole ai bambini significa soprattutto offrire un servizio alla collettività locale, laddove magari alcuni servizi per l’infanzia sono meno diffusi che nei centri urbani.

Gli “Agri-grest” e i campi estivi in fattoria offrono questa opportunità unica di condividere, con momenti di gioco e di divertimento, i valori della cultura rurale con un linguaggio adeguato alle esigenze dei più piccoli e in un’atmosfera rilassata in cui il bambino può sperimentare e vivere esperienze che ricorderà per tutta la vita: dalla cura degli animali e dell’orto fino a laboratori di riciclo, ma anche escursioni, sport e percorsi di orientamento immersi nella natura.

L’obiettivo di Coldiretti e Campagna Amica è proprio quello di trasmettere una maggiore consapevolezza, stimolare e far crescere nei giovani la voglia di impegnarsi per un futuro sostenibile e accogliente, con al centro la riscoperta dei valori della tradizione contadina italiana, la cura per la terra e l’amore per il cibo giusto e genuino. Dalla stagionalità dei prodotti all’importanza della filiera corta e la riscoperta delle produzioni locali, dal valore della sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni alla comprensione di un uso adeguato delle risorse naturali e la preoccupazione dei cambiamenti climatici, sono solo alcuni esempi.

Per questo le aziende agricole con attività di accoglienza, agricoltura sociale e fattorie didattiche rappresentano un contesto straordinario di apprendimento capace di stimolare un approccio attivo al mondo, il piacere di vivere un’esperienza ludica a contatto con la natura e una maggiore attenzione all’ambiente e alla comprensione dei fenomeni produttivi.

Per trovare l’AGRI GREST più vicino contatta la Fondazione Campagna Amica o gli uffici Coldiretti della tua zona.

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