Km zero

KM 0: pensa globale, mangia locale

Il Km 0 è considerato da alcuni una filosofia economica da altri un’offerta. Si basa sul commercio ed il consumo dei prodotti caratteristici del territorio che non abbiano percorso distanze elevate. Di seguito alcune considerazioni sul tema.

I passaggi dal campo alla tavola dei prodotti acquistati nei supermercati

La provenienza delle merci

Perché possiamo comprare le zucchine anche a Gennaio?

Menu a Km 0

Quattro ragioni per scegliere il Km 0

Il Km 0 nelle leggi regionali

Il Km 0 per Campagna Amica: regolamenti, codici di comportamento, scheda d'iscrizione

Links e materiali utili


logo km zero 

I passaggi dal campo alla tavola dei prodotti acquistati nei supermercati

Ciò che arriva sulla nostra tavola è spesso il frutto del lavoro di molte aziende, ognuna delle quali segue solo una fase della lavorazione del prodotto. Quando è maturo, un prodotto alimentare è costretto a sostenere un lungo viaggio che lo porterà fino agli scaffali del supermercato.

La prima tappa è costituita dalla lavorazione: il prodotto fresco viene lavato e pulito, il prodotto destinato alla stagionatura, invece, viene immesso in un processo dedicato.

Poi si passa al confezionamento: le regole del marketing e le scelte commerciali delle grandi industrie impongono una serie di diversi formati a seconda delle valutazioni sulle loro destinazioni finali.

Infine, il prodotto viene affidato alla GDO ovvero la grande distribuzione organizzata. Quest’ultimo passaggio è il più delicato. Un prodotto confezionato, prima di arrivare sullo scaffale può subire anche ulteriori passaggi (altri intermediari, attori della logistica per il trasporto e la movimentazione delle merci, ecc). Ognuno di questi passaggi prevede un costo ulteriore che viene a pesare sul prezzo.

 

La provenienza delle merci

La globalizzazione e le logiche di mercato hanno distanziato sempre più geograficamente e temporalmente i produttori ed i consumatori. In Italia, per esempio, non è strano trovare pomodori provenienti dall’Africa anche in primavera ed estate, stagioni in cui nel nostro paese il prodotto è disponibile in grandi quantitativi. Ciò ha dei costi ambientali elevatissimi. Infatti la distanza percorsa dal cibo è proporzionata alle emissioni di gas serra ed inquinanti emessi per il trasporto e per la refrigerazione.

Come dice Al Gore: “È stato stimato che un pasto medio percorre più di 1900 km per camion, nave e/o aereo, prima di arrivare sulla nostra tavola, quindi è molto più ragionevole comprare alimenti che non devono fare tutta quella strada perché ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull'atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall'emissione di gas ed effetto serra”.

 

Perché possiamo comprare le zucchine anche a Gennaio?

La grande distribuzione domina il mercato a tal punto che agli agricoltori non conviene più produrre frutta e verdura di stagione, per la quale sarebbero pagati pochi centesimi; moltissimi infatti si dedicano alla più redditizia coltura di ortofrutta non stagionale e, quando arriva il periodo naturale di maturazione, che comporterebbe la discesa dei prezzi dovuta all’abbondanza del prodotto, questo è lasciato marcire nei campi. All’estero, la sensibilità di alcune catene della GDO nel cogliere i cambiamenti nei comportamenti, ha già portato, in alcuni casi, alla scelta di dedicare ampi spazi sugli scaffali a prodotti locali del territorio o a segnalare all’opposto, con particolari accorgimenti, i prodotti provenienti da paesi lontani con rilevanti costi ambientali. In Italia è in corso una mobilitazione per offrire ai consumatori la possibilità di effettuare acquisti consapevoli nel rispetto dell’ambiente e per valorizzare la ricchezza culturale dei territori: dall’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di cibi in vendita, fino alla vendita diretta nei farmers market o in punti vendita aziendali (il primo circuito a chilometro zero).

Per promuovere e sviluppare il mercato dei prodotti “a Km 0”, Coldiretti cura iniziative e pubblicazioni che in modo semplice fanno conoscere le diverse realtà presenti sul territorio: dalle aziende divise per tipologia di prodotto, agli agriturismi alle fattorie didattiche alle cantine sociali. Coldiretti, poi, attraverso i Mercati di Campagna Amica ha promosso ed incentivato numerosi mercati dei produttori in diversi comuni italiani.

 

Menu a Km 0

I “menu a km zero” sono menu composti da piatti preparati con alimenti prodotti sul territorio provinciale o regionale.

Un anno fa, la Coldiretti del Veneto (prima regione ad avere un legge sul Km 0), ha lanciato il "menù a Km 0": locali nei quali vengono serviti prodotti tipici regionali e stagionali. I ristoranti propongono piatti invitanti e prelibati con i sapori della terra d’origine, garantiti e rintracciabili, perché offerti dai produttori agricoli del luogo, abbinati a vini locali. Inoltre c'è la garanzia della provenienza e della genuinità di cibi in vendita, grazie ad una speciale etichetta che obbligatoriamente accompagna i vari prodotti.

 

Quattro ragioni per scegliere il Km 0

Riassumendo potremo dire che effettuare acquisti a Km 0 è vantaggioso perché:

  • un prodotto di stagione e del territorio costa mediamente meno di uno proveniente da paesi lontani ed il guadagno è tutto per i produttori nel caso in cui la declinazione del Km 0 sia la vendita diretta;
  • le confezioni che assemblano prodotti che provengono da tutto il mondo con diversi regimi di controlli e condizioni ambientali rappresentano un rischio maggiore per la salute e le caratteristiche organolettiche sono mantenute integre in prodotti colti a maturazione e venduti nel giro di poco tempo;
  • un cibo che dal campo percorre pochi chilometri per arrivare alla tavola non è responsabile della produzione di alti quantitativi di inquinanti;
  • acquistare i prodotti direttamente dai contadini significa riscoprire il valore della stagionalità, valorizzare le differenze biologiche e recuperare molte ricette tipiche cadute in disuso.

È necessario che ci si riabitui al consumo dei prodotti della nostra terra e di stagione, non subire passivamente le abitudini proposte dalle grandi catene di distribuzione, leggere attentamente la provenienza dei prodotti, preferire quando è possibile l’acquisto diretto dal produttore. Dal produttore al consumatore la distanza è uguale a “zero”.

 

Il Km 0 nelle leggi regionali

Per quel che riguarda la normativa regionale, sono numerosi gli esempi di leggi regionali emanate con lo scopo di incentivare il consumo di prodotti agricoli a chilometro zero.

Calabria

Lazio

Marche

Molise

Puglia

Sardegna

Trentino Alto Adige

Veneto

 

Il Km 0 per Campagna Amica: Regolamenti, codici di comportamento, scheda d'iscrizione

Di seguito, fra gli allegati, è possibile leggere e scaricare il regolamento del marchio Km 0 della Fondazione Campagna Amica ed i codici di comportamento per i due ambiti di attività dell'iniziativa: la ristorazione ed i punti vendita. Viene anche presentata la scheda d'iscrizione al circuito. Chi volesse saperne di più, ristoratore, negoziante o semplice cittadino può contattare la Fondazione Campagna Amica.

 

Links e materiali utili

http://www.youtube.com/watch?v=NfgtWODKlGo

http://www.youtube.com/watch?v=EV4OquCRNqA&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=eIAL9L8JAdI&feature=related

http://chilometrozero.wordpress.com Materiali della tavola rotonda sulla cultura del chilometro zero (sabato 12 giugno 2010, Auditorium Roma, Bio sotto casa)

Scarica il manuale La cultura del chilometro zero - Per una spesa consapevole e responsabile (pdf, 12 MB), clicca qui

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