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Cibo a domicilio, la nuova passione degli italiani

12.04.18

Lo ordinano regolarmente in oltre 4 milioni. Ma anche qui c’è anche spazio per il km zero e la genuinità grazie ai produttori di Campagna Amica

Cibo a domicilio, la nuova passione degli italiani

Sono oltre 4 milioni di italiani che ordinano regolarmente cibo a domicilio online, tramite sito web oppure app mentre 11 milioni usano il telefono in maniera costante per farsi portare a casa piatti e pietanze direttamente da ristorante e/o pizzeria secondo un’analisi Coldiretti/Censis sulla ristorazione digitale nel 2017. La centralità assunta negli ultimi anni dal cibo sta cambiando velocemente le abitudini alimentari degli italiani, anche per gli aspetti relativi al mangiare fuori casa, mentre la potenza del digitale moltiplica le nuove modalità di offerta e fruizione del cibo.

Il risultato è il diffondersi delle società di food delivery che sono diventati una importante opzione per chi non ha voglia di cucinare o di uscire di casa, ma vuole comunque garantirsi piatti serviti in locali e ristoranti. Alcuni siti hanno una diffusione internazionale altri nazionale o locale, ma in generale la copertura è maggiormente garantita nelle grandi città mentre più ridotta è l’offerta nelle periferie dove il servizio è inferiore.

L’offerta spazia dalle diverse versioni di pizza ai piatti etnici fino ai classici della tradizionale alimentare italiana come la pasta consegnati in contenitori termici che garantiscono che il piatto si mantenga caldo. Il trasporto avviene principalmente in bicicletta, ma anche con motorini per ovviare ai vincoli delle zone centrali a traffico limitato delle grandi città. I tempi di consegna sono solo in alcuni casi prefissati e non superano i sessanta minuti, ma è possibile stabilire una fascia oraria precisa mentre per quanto riguarda il pagamento è diffuso quello on line e non sempre è possibile quello in contanti.

Tra i siti più gettonati che si contendono il mercato nazionale ci sono Just Eat, Foodora e Deliveroo, ma in Italia si moltiplicano anche le realtà locali con forte penetrazione nelle aree di riferimento. La possibilità di scelta è normalmente molto ampia anche se varia a seconda del luogo di consegna con maggiori difficoltà per le zone più isolate. Sui costi è in atto una competizione tra i diversi “players” con offerte gratuite di trasporto, promozioni e ribassi. Una guerra commerciale che rischia di ripercuotersi sulla l’interna filiera, dalla gestione del personale ai conti dei ristoratori fino ai loro fornitori dei prodotti agricoli e alimentari.

Nel panorama romano la novità è Cuc, un originale sistema di food delivery che porta direttamente a casa non piatti già pronti, ma tutti gli ingredienti per preparare le varie ricette di stagione che cambiano ogni settimana. Niente pasti precotti o confezioni di prodotti industriali: gli ingredienti vengono dai produttori di Campagna Amica del mercato al Circo Massimo. Quindi tracciabilità, origine e qualità dei cibi 100 per cento italiani sono garantiti. Sono proprio la freschezza e la qualità a fare la differenza, tanto che i cibi possono rimanere in frigo fino a 7 giorni senza che la pietanza ne risenta in alcun modo: un’importante arma competitiva rispetto alla concorrenza e una bella comodità per i clienti.

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