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Fiori, un mercato in ripresa

02.11.15

In Italia il settore vale oltre 2,4 miliardi di euro e conta oltre 30mila aziende che garantiscono occupazione a oltre 100mila persone

Il culto dei defunti è una tradizione particolarmente sentita nel nostro Paese, con centinaia di migliaia di persone che si recano in visita nei cimiteri per rendere omaggio ai propri cari in occasione delle festività di Ognissanti e del 2 novembre, donando come tradizione un fiore o una pianta. La maggior parte di quanti vanno in visita ai cimiteri porterà con sé fiori, acquistandoli da un fioraio di fiducia o sul posto. Quest’anno le vendite dei fiori per la commemorazione dei defunti potranno subire un lieve incremento rispetto all’anno passato. Il mercato dei fiori è in lieve ripresa ed è previsto un aumento dei prezzi del 5-10%, secondo l’Ismea, causato da una stagione estiva caratterizzata da temperature particolarmente elevate che ha influenzato la fioritura delle specie coltivate in pieno campo, rallentandone la maturazione. Da qui la generale riduzione delle quantità disponibili a livello nazionale. L’Italia resta comunque leader nella produzione di piante e fiori in Europa. Un giardino che copre oltre 30mila ettari di terreno che si estendono dal sud al nord e dalla pianura, alla collina, fino alla montagna. Un susseguirsi di fioriture e di piante che garantiscono prodotti freschi tutto l’anno. Il florovivaismo italiano vale oltre 2,4 miliardi di euro e conta oltre 30 mila aziende agricole che garantiscono occupazione ad oltre 100 mila persone.
Il crisantemo continua ad essere il dono preferito in occasione del 2 novembre come steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori (giallo, bianco, fucsia). Per questo è opportuno, nonostante il tipo di ricorrenza, non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato. I prezzi di vendita per i fiori recisi variano da 1,5 euro a 8 euro per quelli più grandi e possono arrivare ai 15 euro se si tratta di crisantemi in vaso o di mazzi con più fiori. Il “fiore d’oro”, dal greco chrysòs (oro) e ànthemon (fiore), era già coltivato in Cina cinque secoli prima di Cristo, mentre in Europa si diffuse alla fine del 1700 in Francia, in Italia e in Inghilterra. E se nel nostro Paese il crisantemo ricorda soprattutto il giorno dei defunti, in Giappone è fiore nazionale, emblema araldico della famiglia imperiale e principale ornamento floreale utilizzato per la celebrazione delle nozze, mentre in molti Paesi è il simbolo di vita, forza d’animo e pace.
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fiori; crisantemi; trend; mercato;