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L’Italia ottiene 4.698 bandiere del gusto

24.07.13

Sono state assegnate da Coldiretti per il 2013 alle specialità alimentari sul territorio nazionale ottenute secondo regole tradizionali. Tra le regioni, la Toscana conquista il podio

Per il 2013 Coldiretti ha assegnato all’Italia la cifra record di 4.698 “bandiere del gusto” a tavola, sulla base delle specialità alimentari presenti sul territorio nazionale ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni. In questa speciale classifica del patrimonio enogastronomico tutto da gustare, la regionale che conquista il podio è la Toscana con i suoi 463 prodotti, a seguire la Campania (387), il Lazio (384) e il Veneto (371).
A seguire  si posizionano il  Piemonte con 341 prodotti seguito dall’Emilia Romagna con 307 specialità e dalla Liguria che può contare su 295 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Calabria con 269 prodotti tipici censiti, la Lombardia con 246, la Sicilia con 234, la Puglia con 232, la Sardegna con 181, il Molise con 159, il Friuli-Venezia Giulia con 153, le Marche con 150, l’Abruzzo con 147, la provincia autonoma di Trento con 109, quella di Bolzano con 92, la Basilicata con 77, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 32.
A prevalere tra le specialità regionali, spesso salvate grazie all’impegno degli imprenditori agricoli nel recupero delle tradizioni, sono i 1.438 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1.304 verdure fresche e lavorate, 764 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 472 formaggi, 174 piatti composto o prodotti della gastronomia, 159 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 155 prodotti di origine animale e 147 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.
Nell’elenco 2013, oltre ad una consistente revisione delle specialità piemontesi, troviamo numerose new entry. Tra queste, in Campania la salsiccia rossa di Castelpoto (nell’impasto di questo insaccato del Beneventano sono presenti, oltre alla carne di maiale “sopranno”, cioè oltre i dodici mesi di età, il peperone sia dolce, sia piccante che conferisce il caratteristico colore rosso).
In Emilia-Romagna c’è la bomba di Canossa, un energetico dolce fatto con savoiardi reggiani e farcito con zabaione; in Friuli-Venezia Giulia il miele di Amorfa, derivato da una pianta – l’Amorpha fruticosa – che si trova per lo più nei greti di fiumi e torrenti; in Lombardia la Grappa Riserva Personale, un distillato lungamente invecchiato ottenuto dalla distillazione di pregiate vinacce provenienti da uve di Nebbiolo e Dolcetto e il luccio in bianco (ma c’è anche la versione in salsa) alla rivaltese, la cui caratteristica è che al pesce del Mincio si aggiunge il grana padano Dop grattugiato al momento.
Ancora in Piemonte abbiamo il fidighin (o fideghina), una mortadella di fegato cruda; in Puglia il cece nero; in Sardegna il fagiolo tianese (Tiana, nel nuorese, paese di centenari, viene considerata la capitale sarda dei fagioli bianchi pregiati); in Toscana il pecorino delle cantine di Roccalbegna (Grosseto) e nel Veneto la patata di Bolca, un tubero vulcanico dei Monti della Lessinia ottimo per la preparazione degli gnocchi.
Un’offerta in crescita a conferma i primati dell’agricoltura italiana che ha scelto di non coltivare Ogm, ha il primato europeo nel numero di aziende biologiche e vanta pure la leadership nei prodotti riconosciuti a livello comunitario, con ben 252 denominazioni di origine sono 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt).

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gastronomia; gusto; italia; prodotti tipici; toscana;