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La spesa dei turisti aumenta solo per cibo e vini: +43%

07.04.13

​Per la tavola 1/3 del budget, tutto il resto giù: da shopping (-31,5%)  ad intrattenimenti (-5,6%) 

Negli anni della crisi i turisti italiani e stranieri hanno aumentato solo la spesa per vino e alimenti che fa registrare un incremento record del 43 per cento negli ultimi quattro anni in netta controtendenza con il calo fatto registrare da tutte le altre voci, dallo shopping per abbigliamento e calzature che scende del 31,5 per cento alle attività ricreative, culturali o di intrattenimento in flessione del 5,6 per cento. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base del rapporto curato dell’Isnart che stima nel 2012 l’impatto economico sul territorio italiano generato dai turisti italiani e stranieri in 72,2 miliardi di euro legati a spese effettuate durante il soggiorno (alloggio e spese sul territorio), con una leggera ripresa del 2,1 nell’ultimo anno dopo la costante diminuzione registrata dal 2008.
Con la crisi l’agroalimentare il Made in Italy si è dunque affermato come il vero motore della vacanza in Italia che si traduce in occasioni per mangiare fuori ma anche nell’acquisto di souvenir del gusto che hanno un impatto rilevante sulle economie locali. Nel 2012 esattamente un terzo (33,3 per cento) del budget delle vacanze sul territorio nazionale per un totale di 24 miliardi è stato destinato da italiani e stranieri all’acquisto di prodotti alimentari o ai pasti consumati in ristoranti, trattorie o pizzerie. Nel dettaglio il 19,3 per cento delle spese sostenute da turisti italiani e stranieri nel corso del soggiorno in Italia sono riconducibili ai pasti consumati in ristoranti, pizzerie, bar, caffè e rosticcerie per un totale di 13,9 miliardi di euro alle quali vanno aggiunti 10,1 miliardi di euro riconducibili all’agroalimentare per acquisti in supermercati e negozi di prodotti tipici locali che pesano per il 14 per cento.
L’acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza in rapido sviluppo favorita dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, mercati degli agricoltori di Campagna Amica, feste e sagre di ogni tipo. L’Italia è l’unico paese al mondo che può contare anche sulla leadership europea nella produzione biologica e nell’offerta di prodotti tipici con ben 249 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4.671 specialità tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 331 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) e 118 a indicazione geografica tipica (Igt). Una tendenza emergente è quella dell’acquisto diretto delle specialità nostrane dai produttori direttamente in frantoi, cantine, malghe,  cascine e azienda o nei mercati, agriturismi e botteghe di Campagna Amica. Una opportunità per i vacanzieri italiani e stranieri che possono così garantirsi souvenir esclusivi e di qualità al giusto prezzo, ma anche una occasione per le imprese agricole che possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare specialità territoriali uniche e inimitabili.

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vino; cibo; turismo; spesa;