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Giornata mondiale del suolo, un sottile strato che permette la vita

05.12.19

Nel 2018 abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. In totale, quasi la metà della perdita di suolo nazionale dell’ultimo anno si concentra nelle aree urbane

Giornata mondiale del suolo, un sottile strato che permette la vita

La riflessione è semplice: la nostra vita e più in generale la vita sulla terra si svolge tutta in pochi chilometri, la gran parte dei quali fatti di gas (l’atmosfera) e in minima parte in un sottile strato di terra, spesso pochi metri, dove i destini di tutti i viventi della terra si “incrociano”. Dimenticarci del suolo e della sua salute e quindi conservazione, corrisponde a un suicidio. È come se facessimo a meno dell’aria o dell’acqua sulle quali molta comunicazione si concentra. Effettivamente di suolo si parla ancora poco. Qualche dato sui danni che il suolo subisce a causa dell’azione dell’uomo: i dati ISPRA ci dicono che in Italia, nel 2018, abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. In totale, quasi la metà della perdita di suolo nazionale dell’ultimo anno si concentra nelle aree urbane, il 15% in quelle centrali e semicentrali, il 32% nelle fasce periferiche e meno dense. La cementificazione avanza senza sosta soprattutto nelle aree già molto compromesse: il valore è 10 volte maggiore rispetto alle zone meno consumate.

L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre ¼ della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti divulgata in occasione della Giornata mondiale del suolo che si celebra il 5 dicembre.

La disponibilità di terra coltivata significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Il risultato è che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e/o alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola.

Se non poniamo un argine al consumo di suolo perdiamo un’opportunità in termini di sviluppo economico e occupazionale per l’intero Paese oltre al fatto che c’è un tema che riguarda l’ambiente, la sicurezza e la qualità della vita” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

Il suolo è inquinato. In Cina addirittura i dati sono secretati. È un’emergenza globale. Radionucleotidi, idrocarburi, sostanze chimiche di origine artificiale, plastiche e microplastiche, elementi pesanti contaminano il terreno da cui dipende la nostra esistenza.

Il suolo è fragile. A causa della sua erosione perdiamo nutrienti e ci troviamo a fare i conti con terreni poco fertili. Le piogge intense causate dal cambiamento climatico non facilitano assolutamente la gestione del fenomeno. Basti pensare a cosa sta accadendo in questi giorni in gran parte del nostro Paese dove le frane si susseguono mostrando la debolezza delle nostre infrastrutture.

Il suolo è iper sfruttato. L’agricoltura intensiva lo devasta a causa dell’utilizzo di concimi chimici dove il terreno non sarebbe più in grado di far crescere un filo d’erba. Il modello della piccola agricoltura subisce i danni dell’industrializzazione del cibo. Gli agricoltori sono i veri custodi del suolo. Da esso dipende anche il successo delle loro imprese.

In conclusione il pensiero di oggi deve andare alla nostra terra e a quel piccolo tappeto di roccia, minerali e humus che perpetua la vita del pianeta.

Conserviamo il suolo!

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