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I consigli del nutrizionista

Latte, dovremmo consumarne di più

28.05.19

Si è dimostrato che questo alimento non solo resta una fonte privilegiata e difficilmente sostituibile di calcio, ma che il suo consumo nell’ambito delle raccomandazioni sia associato a benefici per la nostra salute che vanno ben al di là del semplice contributo allo scheletro

Latte, dovremmo consumarne di più

È in corso da tempo una preoccupante campagna di disinformazione sul latte che sta creando allarme nei consumatori italiani: ci si chiede se ne beviamo poco o troppo, oppure se  il suo consumo faccia  bene o male. Dal mondo vegano arrivano accuse che riguardano l’aumento di osteoporosi(!), di malattie cardio-vascolari, di tumori, di malattie del fegato, ecc. Fra gli esempi abbiamo citato quello del consumo di latte nei paesi occidentali che causerebbe l’osteoporosi è il più cavalcato dai vegani. Più che il latte di per sé, ad essere precisi, in questi casi ad essere prese di mira sono le proteine di origine animale in esso contenute, e quindi anche le carni. Si tratta di notizie prive di alcun fondamento scientifico che riempiono i media e il mondo internet e invece le evidenze della ricerca ci dicono che il latte fa molto bene. Lo conferma il corposo studio  “Associazione fra consumo di latticini e malattie cardiovascolari e mortalità in 21 paesi di cinque continenti: studio prospettico di coorte” di Mahshid Dehghan et all. in Canada e in altri Paesi.

La prima e la seconda fase dello studio hanno incluso 136.384 soggetti dai 35 ai 70 anni di età che disponevano di informazioni complete sulla propria dieta. I partecipanti provenivano da 21 paesi (Argentina, Bangladesh, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, India, Iran, Malesia, territori palestinesi occupati, Pakistan, Filippine, Polonia, Sudafrica, Arabia Saudita, Svezia, Tanzania, Turchia, Emirati Arabi Uniti e Zimbabwe) e avevano eseguito almeno una visita di follow-up. Si è dimostrato che  il latte non solo resta una fonte privilegiata e difficilmente sostituibile di calcio, ma che il suo consumo nell’ambito delle raccomandazioni, sia  associato a benefici per la nostra salute che vanno ben al di là del semplice contributo allo scheletro. Quindi, dovremmo senz’altro consumarne di più, anche perché in Italia siamo ben al di sotto delle quantità raccomandate: tra latte e yogurt arriviamo a stento ad una porzione al giorno (125g), contro le 2-3 raccomandate. Dovremmo consumarne almeno il doppio.

Le Linee guida consigliano 250-375 grammi di latte o yogurt nella popolazione adulta. Anche perché circa il 50% dell’apporto quotidiano di calcio deriva dai prodotti lattiero caseari. Oltretutto si tratta di un calcio a buon mercato, infatti, ci costa poco sia sotto il profilo delle calorie, sia in termini di portafoglio…

Nell’ambito di questo ampio studio di coorte multinazionale prospettico con partecipanti di 21 paesi di 5 continenti, sono stati riscontrate associazioni inverse fra consumo totale di latticini e mortalità o eventi di malattia cardiovascolare maggiore e anche  il rischio di ictus rilevato, era notevolmente inferiore con l’aumentare del consumo giornaliero di latticini. Non è stata osservata alcuna associazione fra maggiori livelli di assunzione e infarto del miocardio. Questi studi  confermano quindi che l’assunzione di latticini può influire positivamente sulla mortalità e la malattia cardiovascolare, soprattutto in paesi a reddito medio e basso in cui  i livelli di consumo sono molto inferiori al Nord America e all’Europa.

Le attuali linee guida sull’alimentazione raccomandano un consumo da due a quattro porzioni di latticini a basso contenuto di grassi o totalmente magri. L’attenzione per il basso tenore di grassi deriva principalmente dal presunto impatto negativo di acidi grassi saturi su un unico indicatore di rischio cardiovascolare, il colesterolo LDL (o cattivo) e dalle preoccupazioni  sul maggiore apporto calorico degli alimenti ad elevato contenuto di grassi.

Gli acidi grassi dei latticini contengono acidi grassi a catena media e a catena ramificata e il loro effetto sulla salute può essere diverso da quello dei grassi saturi della carne e delle carni lavorate (soprattutto acidi grassi a catena lunga). I benefici potenziali derivanti dal maggiore consumo di latticini possono essere particolarmente rilevanti nei paesi in cui l’ictus è relativamente più comune, come la Cina o l’Africa. Inoltre, questi paesi hanno basso consumo di latticini ed elevato rischio di ipertensione, ed entrambe le patologie potrebbero essere ridotte incrementando l’assunzione di prodotti lattiero-caseari.

Il maggior consumo di latticini non ha mostrato di influire sui livelli di colesterolo LDL (detto cattivo) ma è risultato associato con minori livelli di trigliceridi nel sangue, riscontro che potrebbe spiegare il minore e non significativo rischio di infarto miocardico evidenziato dallo studio. Le precedenti meta-analisi di studi di coorte hanno rilevato un rischio inferiore di circa il 10% di malattia cardiovascolare  del 13% di ictus in presenza di più elevati consumi di latticini e questo riscontro è in linea con le osservazioni di questo studio e nessuno studio a lungo termine ha evidenziato un aumento delle malattie cardiovascolari e della mortalità associato al consumo di latticini nei paesi a basso e medio reddito.  Vari studi non hanno riscontrato alcuna associazione fra consumo di latticini e mortalità totale o diversi tipi di cancro. L’osservazione che il consumo di yogurt mostra un’associazione inversa con i rischi di mortalità e di eventi di malattia cardiovascolare ed è in linea con quanto rilevato da due ampi studi di coorte che hanno evidenziato un livello di circa il 10% inferiore di mortalità e malattia cardiovascolare in associazione all’elevata assunzione di yogurt.

Il maggiore consumo di acidi grassi saturi di origine lattiero-casearia si è rivelato associato a un minore rischio di mortalità totale e di eventi cardiovascolari anche nello studio Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis, che ha riferito un rischio di malattia cardiovascolare inferiore del 21% per ogni 5 g di aumento dell’assunzione di acidi grassi saturi da latticini al giorno, e in uno studio di coorte svolto su soggetti svedesi di 70 anni  che ha evidenziato un minore rischio di mortalità nelle persone che avevano un’assunzione più elevata di grassi di origine casearia.

Perché il maggiore consumo di latticini potrebbe essere correlato con una riduzione delle malattie cardiovascolari e relativa mortalità? Perché esistono vari composti e meccanismi negli alimenti lattiero-caseari che potrebbero avere un effetto positivo sulla salute. Gli studi meccanicistici hanno dimostrato che diverse caratteristiche dei latticini influiscono su svariati fattori, come gli enzimi di conversione dell’angiotensina, l’osteocalcina, le interazioni con il microbioma intestinale, come l’integrità intestinale, e l’endotossemia. Anche processi quali la fermentazione e l’omogeneizzazione potrebbero avere effetti sulla salute.

Infine, quindi, ciò che preme sottolineare in questi casi è che è più importante un’alimentazione equilibrata negli apporti nutrizionali e varia negli alimenti, piuttosto che glorificare un particolare cibo o demonizzarne un altro e  purtroppo la nutrizione è diventata come lo sport calcistico, con schieramenti contrapposti da stadio, e i litigi si svolgono grazie a delle mode che differenziano le scelte di vita: dieta vegana, paleolitica, low-carb, iperproteica, a zona eccetera. Meno male che vince sempre la Dieta Mediterranea!

a cura di Giorgio e Caterina Calabrese

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