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I Sigilli di Campagna Amica - La biodiversità contadina

La lenticchia di Onano tra gusto e tradizione

21.02.19

Questo “Sigillo di Campagna Amica” si coltiva su terreni di origine vulcanica, nei territori dei comuni di Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, San Lorenzo Nuovo, Valentano, e la parte sud del fiume Paglia del comune di Acquapendente

La lenticchia di Onano tra gusto e tradizione

Leggi cosa sono “I Sigilli di Campagna Amica”

La Lenticchia di Onano, Sigillo di Campagna Amica, è prodotta all’interno del comune omonimo, nella provincia di Viterbo. Nasce dall’intreccio di più fattori: una tradizione millenaria che risale al tempo degli Etruschi, condizioni pedo-climatiche e ambientali favorevoli e una vivace imprenditoria locale che dà al prodotto una forte spinta economica e commerciale.

La storia

L’origine di questa leguminosa è antichissima. I suoi semi sono stati rinvenuti nel nord della Siria ed in Paesi del Medio Oriente come Palestina, Giordania, Iran, in siti archeologici risalenti al 7000 a.C. Nella Bibbia si ricorda come Esaù avesse venduto la propria primogenitura al fratello Giacobbe per un piatto di lenticchie (Gen.25 [29-31]).

Giunta nell’area mediterranea trova terreno favorevole alla sua diffusione. Gli Etruschi ne sono grandi estimatori tanto da farne, accanto a cereali ed altri legumi, la base della loro alimentazione. Ancora oggi nel territorio dell’Alto Lazio e della Toscana, oltre alla produzione di leguminose è noto il consumo di zuppe di legumi riconducibili alle famose puls etrusche usate anche per la preparazione di “condimenti” da unire alla carne (Apicio, VI, 9, 1 e VIII, 8, 1).

Ancora nel medioevo è noto il consumo di lenticchie nel viterbese per l’alto contenuto in proteine e ferro. Sono considerate, infatti, “la carne dei poveri”. È diffusa, inoltre, nel medioevo, la semina abituale di leguminose, tra cui la lenticchia, per la capacità ricostitutiva dei suoli. La continuità colturale di questa pianta nella provincia di Viterbo è confermata ancora nel 1873 all’interno della Relazione inviata dal Comizio Agrario di Viterbo alla R.a Prefettura di Roma in risposta a vari quesiti proposti dal Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio in cui compare tra le principali produzioni della provincia. Ma la prima citiazione storica è negli “Ordini, statuti, leggi municipali della comunità e popolo d’Onano” del 1561, dove nel capitolo 63 vengono previste pesanti sanzioni pecuniarie per coloro che rubavano o danneggiavano le colture.
È chiamata anche “lenticchia dei Papi” perché pare che Papa Pio IX, dopo la perdita del potere temporale, si sia consolato con un piatto di lenticchie Onanesi che gli portò il cardinale Prospero Caterini. Successivamente nel Seicento alcuni scritti attestano la vendita e il consumo delle lenticchie alla corte papale.
Agli inizi del 1800 Epifanio Giuliani, in un proprio manoscritto, ipotizza una maggiore produzione dei richiestissimi legumi di Onano da vendere nei paesi vicini e in Toscana come soluzione per migliorare le condizioni economiche e di vita delle popolazioni locali.
Ai primi del Novecento la Lenticchia di Onano fu portata ad alcune esposizioni internazionali, tra cui l’Expò di Parigi, aumentandone la notorietà, prima di un lungo periodo di crisi dalla quale solo ora si sta riprendendo con la sua riscoperta in alcune piccolissime coltivazioni familiari e biologiche.

Caratteristiche

Le lenticchie di Onano sono di colore scuro, con diversi gradi di marmorizzazione, di piccole dimensioni, circa 3-6 millimetri, e forma tondeggiante e appiattita. La buccia è sottile ma molto resistente in cottura.  La loro pasta è vellutata, fine e cremosa, con aromi che vanno dal fieno alla camomilla. Dolcissime e delicate sono ottime nelle minestre o nelle zuppe, con i quadrucci all’uovo, come semplice contorno con un soffritto di guanciale, oppure in umido nei piatti a base di selvaggina. Si caratterizzano per l’elevata sapidità e perché mantengono una consistenza particolarmente tenera dopo la cottura. A conferire a questo legume le proprietà organolettiche che lo contraddistinguono sono le caratteristiche dei terreni di Onano, di natura vulcanica, leggeri e sabbiosi, ideali per la coltura dei legumi. Si abbina a vini rossi giovani, profumati, morbidi e con buona persistenza gustativa.

Coltivazione

La lenticchia di Onano viene coltivata in piccoli appezzamenti di terreno, a circa 10 centimetri di profondità e sono raccolte manualmente, procedendo allo sradicamento completo della pianta. L’area di coltivazione è limitata alla sola zona caratterizzata da terreni di origine vulcanica, dei territori dei comuni di Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, San Lorenzo Nuovo, Valentano, e la parte sud del fiume Paglia del comune di Acquapendente. La Lenticchia di Onano si distingue dalle altre specie per il suo sapore particolare che la rende piacevole al palato.

 Azienda
Le lenticchie di Onano si possono trovare nell’Azienda agricola Il Cerqueto di Brizi Giuseppe, che opera nell’ambito dei prodotti tipici e biologici, rivolgendosi in particolare al mercato dei legumi e cereali italiani e tipici dell’alto Viterbese. L’azienda, grazie all’impianto di selezione, pulitura e confezionamento dei legumi che possiede, opera nell’intera filiera: dalla coltivazione, alla selezione, trasformazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti al fine di garantire la tracciabilità e la qualità delle materie prime utilizzate.

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