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Biodiversità, la normativa

05.02.19

Un breve excursus tra le norme del nostro ordinamento che tutelano le varietà vegetali e animali sul territorio italiano

Biodiversità, la normativa

Legge 1 dicembre 2015, n. 194 – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 11.12.2015 ed entrata in vigore il 26.12.2015, la legge n. 194 del 2015, in conformità alla convenzione sulla biodiversità (firmata a Rio de Janeiro il 5 giugno 1992 – testo integrale in lingua italiana qui, per maggiori info qui), stabilisce i principi per l’istituzione di un sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, finalizzato alla tutela delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario locali dal rischio di estinzione e di erosione genetica, stabilisce inoltre che la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare sono perseguite anche attraverso la tutela del territorio rurale, contribuendo a limitare i fenomeni di spopolamento e a preservare il territorio da fenomeni di inquinamento genetico e di perdita del patrimonio genetico.

Ai fini della valorizzazione e della trasmissione delle conoscenze sulla biodiversità di interesse agricolo e alimentare si possono promuovere anche le attività degli agricoltori tese al recupero delle risorse genetiche di interesse alimentare ed agrario vegetali locali e allo svolgimento di attività di prevenzione e di gestione del territorio necessarie al raggiungimento degli obiettivi di conservazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Il sistema nazionale di tutela e di valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare prevede l’istituzione di un’Anagrafe nazionale della biodiversità, di una Rete nazionale che coinvolge gli agricoltori e gli allevatori nella loro funzione di custodia della biodiversità e gli istituti scientifici, di un Portale nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare per la più ampia diffusione e condivisione di dati ed esperienze e di un Comitato permanente per la biodiversità con funzioni di programmazione, coordinamento e monitoraggio dei risultati di tutela della biodiversità.

Il Decreto interministeriale n. 1803 del 9 febbraio 2017 (Modalità di funzionamento del Fondo di cui all’articolo 10 della legge 1° dicembre 2015, n. 194, recante “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 72 del 27 marzo 2017), stabilisce, le regole di funzionamento del Fondo per la tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare – istituito con l’articolo 10 della Legge 194/2015, con una dotazione di di 500 mila euro l’anno – le norme di erogazione dei finanziamenti destinati a sostenere le azioni degli agricoltori e degli allevatori, e degli enti pubblici, per la tutela della biodiversità a rischio di erosione genetica o estinzione, secondo quanto previsto dalla stessa Legge, sostenendo inoltre “le azioni degli agricoltori e degli allevatori realizzate, direttamente o tramite progetti, nei quali siano presenti come partenariato attivo e attuati in collaborazione con soggetti scientifici e non, pubblici e/o privati ed esperti per materia”.

Il Decreto Ministeriale n. 1862 del 18 gennaio 2018 (Modalità di funzionamento dell’anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, pubblicato il 18 gennaio 2018) stabilisce, sempre in applicazione della Legge n. 194/2015 le regole di attuazione (istituzione e funzionamento) dell’Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare dove sono iscritte tutte le risorse genetiche locali di interesse alimentare e agrario, di origine vegetale, animale o microbica, soggette a rischio di estinzione o di erosione.

 

L’importanza della conservazione della biodiversità è legata a quattro principali funzioni:

  1. ecologica: ecosistemi con una grande diversità di specie possono sopportare perturbazioni esterne meglio di ecosistemi più semplici o già impoveriti dalla perdita di biodiversità.
  2. economica: la natura ci fornisce un’ampia varietà di servizi che solo in parte, e comunque con costi elevatissimi, potrebbero essere ottenuti attraverso mezzi tecnologici. Nessun investimento permette di sostituire i valori estetici e ricreativi che l’ambiente ci offre.
  3. sociale e culturale: il contatto con la natura è un aspetto fondamentale dello sviluppo di ciascun individuo ed è in qualche modo un bisogno innato che rafforza il senso di vitalità, aumenta la capacità percettiva e il senso estetico, aiuta a ridurre l’aggressività, incoraggia l’attenzione, la concentrazione e l’intuito.
  4. etica: i motivi etici per salvaguardare la biodiversità si possono ritrovare nel grande valore della biodiversità stessa, che emerge da quanto detto nei punti precedenti.

Fonte: http://www.naturaitalia.it (Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del mare)

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