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Cibi e ricette

Estate a tavola? Condiamola con l’olio giusto

03.07.18

Come sceglierlo, dove acquistarlo, come conservarlo. Un utile vademecum a cura di Inipa-Coldiretti Education

Estate a tavola? Condiamola con l'olio giusto

Con la stagione estiva e le vacanze ormai già iniziate per milioni di italiani, le nostre abitudini alimentari si modificano proporzionalmente con l’aumentare della temperatura esterna.

Secondo una ricerca dell’Istituto Ixè, oggi la maggior parte degli italiani preferisce cibi leggeri rispetto a quelli più grassi, come ad esempio un’insalata di riso o una caprese, specialmente quando si decide con i propri cari di organizzare un pranzo al sacco al mare, al lago o in altri luoghi di villeggiatura. Ma c’è anche chi, circa 10 milioni di italiani, coglie l’occasione del bel tempo per organizzare le tradizionali grigliate all’aria aperta, al mare, in montagna, nei parchi, in campagna o più semplicemente nel giardino di casa.

Quindi se decidiamo di stare leggeri durante il pranzo in spiaggia o organizzare una ricca grigliata con gli amici, ovviamente, il miglior condimento anche dal punto vista nutrizionale è sicuramente l’olio extravergine di oliva. Purtroppo però, se non sempre è facile orientarsi nella giusta scelta di acquisto, è altrettanto importante sapere acquistare quello giusto: avere una maggiore consapevolezza significa quindi comprendere che basare i propri acquisti alimentari in base al minor prezzo non è mai la strada migliore da seguire! Ma per non sbagliare comunque, dopo lo studio di questi piccoli consigli a cura di Coldiretti Education, possiamo sempre affidarci ai mercati di Campagna Amica, che saranno aperti tutta l’estate vicino ai luoghi di villeggiature preferiti dagli italiani.

Partiamo ad esempio dall’imballaggio. Un olio di bassa qualità lo possiamo già riconoscere già dal contenitore: i migliori sono quelli di vetro scuro perché proteggono il prodotto e le sue sostanza nutritive dall’ossidazione che è provocata dalla luce. Evitiamo quindi di comprare un olio venduto in bottiglie trasparenti.

La seconda cosa a cui dobbiamo porre attenzione è certamente l’etichetta. Tra le tante informazioni che possiamo trovare, tre sono quelle che dobbiamo assolutamente ricercare sulla confezione e che andremo a leggere con molta attenzione prima di acquistare il nostro olio extravergine di oliva:
1) sicuramente valuteremo positivamente l’origine italiana della materia prima,
2) la qualità (extravergine, vergine, …)
3) quella che con qualche approssimazione indichiamo come data di scadenza.

In primo luogo dovremo quindi stare molto attenti alla materia prima utilizzata: solo nel caso di un olio ottenuto esclusivamente da olive coltivate e frante in Italia troveremo la dicitura 100% Italiano.

Tuttavia solo se un olio è stato prodotto da una specifica campagna olearia troveremo in etichetta la denominazione relativa a quel luogo, mentre potrebbe tornare vantaggioso per la nostra sicurezza nel momento dell’acquisto decidere di comprare un olio con denominazione di origine, IGP o DOP, in quanto per la sua produzione è stato seguito uno specifico disciplinare sottoposto a rigorosi controlli da parte degli enti certificatori riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Invece la qualità ci indica che tipo di olio stiamo acquistando: è facile a questo punto orientarsi nell’acquisto sapendo che solo un olio di oliva che ha un’acidità molto bassa (< 0.8%) e non possiede difetti sensoriali può fregiarsi della denominazione extravergine. Inoltre, forse non tutti sanno che la dicitura “spremuto a freddo” indica che il processo di pressatura delle olive è avvenuto ad una temperatura al di sotto dei 27° C, e quindi che l’olio che andremo ad acquistare è migliore. Naturalmente se preferiamo esser sicuri che le olive da cui è stato estratto l’olio non hanno subito trattamenti fitosanitari a base di sostanze chimiche, dobbiamo fare attenzione che in etichetta sia presente la dicitura “biologico” ovvero “olio prodotto con olive da agricoltura biologica” e che sia ben visibile il relativo logo comunitario.

Infine è importantissimo fare attenzione alla data di scadenza, che in termini più rigorosi dovremo chiamare termine minimo di conservazione poiché l’olio in realtà con il passare del tempo perde le sue proprietà organolettiche, sia in termini di sapore che dal punto di vista nutrizionale, ma senza però correre alcun rischio per la nostra salute: se troviamo una data troppo vicina al momento dell’acquisto significa che l’olio non è freschissimo.

Una volta acquistato va conservato bene: teniamolo al buio e in luogo fresco, ma se con l’estate decidiamo di tenerlo in frigorifero è bene sapere che l’olio potrebbe cristallizzarsi. In quel caso non significa che il prodotto è andato a male, ma basta riportare la bottiglia a temperatura ambiente e attendere che l’olio ritorni fluido prima di consumarlo.

         

Per saperne di più leggi anche il precedente approfondimento sul consumo consapevole di olio extravergine a cura di INIPA – Coldiretti Education

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