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Biodiversità in agricoltura

22.05.18

Un imprenditore che protegge l’ambiente e recupera prodotti minacciati è potrebbe essere definito un paladino della biodiversità a 360°

Biodiversità in agricoltura

Un’azienda che voglia definirsi sostenibile deve fare i conti con la biodiversità. In che termini? Innanzitutto sapendo cos’è e successivamente avendo ben chiaro la differenza che esiste tra la biodiversità in ambito agricolo in senso stretto e la biodiversità dell’ecosistema in cui l’azienda è inserita. Troppo spesso infatti, anche gli addetti ai lavori, generano confusione nel parlare della fattoria rispettosa della biodiversità. Un caso infatti è quello relativo all’imprenditore agricolo che decide di recuperare razze, varietà e/o cultivar scomparse o a rischio estinzione. Certamente egli fa un grande favore alla biodiversità strettamente legata alla sua azienda. Altro è conoscere, rispettare e valorizzare l’ambiente circostante l’azienda attraverso attività specifiche che tutelino la natura. In tal senso l’imprenditore è consapevole di ciò che avviene nell’ecosistema in cui è inserita la sua attività. Qual è l’optimum? Chiaramente un imprenditore che protegga l’ambiente e, contemporaneamente, recuperi prodotti minacciati, è quello che potremmo definire un paladino della biodiversità a 360°.
Le minacce esistenti sono 4:
1. la modificazione e la frammentazione degli habitat, quindi tutto ciò che riguarda il consumo di suolo, l’industrializzazione dell’agricoltura e l’impoverimento dei pool genici e l’abbattimento delle foreste;
2. i cambiamenti climatici;
3. la pressione venatoria;
4. l’inquinamento.

La biodiversità ha anche un altissimo valore indiretto costituito dai servizi garantiti dalla funzionalità degli ecosistemi. Le popolazioni naturali di piante e di animali infatti, interagendo tra loro, formano ecosistemi che costituiscono il principale meccanismo di riciclo di aria, acqua e nutrienti indispensabili per la vita sulla terra. La biodiversità ci fornisce quindi una serie di servizi che assicurano che l’aria sia pulita e che l’acqua sia potabile. Le foreste e gli oceani, ad esempio, assorbono i sottoprodotti delle attività agricole e industriali rallentando l’accumulo nell’atmosfera di biossido di carbonio e di altri gas responsabili dell’effetto serra e del cambiamento globale del clima sulla terra. Fino a non molto tempo fa la presenza di questi ambienti naturali ha garantito una relativa stabilità del clima nel tempo permettendo l’evolversi della vita umana. Nel futuro però la continua distruzione di foreste e l’inquinamento delle acque e dell’aria potrà compromettere questa capacità di “stabilizzazione” del clima. Una maggiore biodiversità garantisce inoltre una minor probabilità di estinzione per ciascuna specie in caso di episodi critici. Gli ambienti caratterizzati da maggior eterogeneità genetica risultano infatti meno vulnerabili a epidemie e ad eventi estremi quali siccità, gelate e alluvioni. Gli effetti della variazione della biodiversità risultano poi aggravati dal fatto che ogni specie, all’interno dell’ecosistema in cui vive, interagisce con le altre specie tramite relazioni di competizione, predazione, parassitismo. L’estinzione di una specie può, quindi, indirettamente alterare l’abbondanza di altre specie, causando un ulteriore cambiamento nella composizione della comunità ecologica cui appartiene e aumentando la sua vulnerabilità a episodi critici. Non bisogna infine dimenticare che la biodiversità ha un importante valore ricreativo (si pensi alla crescente importanza dell’ecoturismo), culturale, intellettuale, estetico e spirituale, nonché un valore etico o esistenziale indipendentemente dal suo utilizzo.

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