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Verso un Parlamento #NoCETA: più di 5.500 candidati dicono stop

01.03.18

Un altro passo in avanti per bloccare la ratifica da parte del nostro Paese e quindi dell’Europa, dei trattati commerciali con il Canada

Verso un Parlamento #NoCETA: più di 5.500 candidati dicono "stop"

Oltre 5.500 candidati alle elezioni di tutti gli schieramenti politici hanno dichiarato di opporsi, se eletti, alla ratifica del CETA, l’Accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea, rimandata sine die nell’ultima legislatura grazie alla crescente pressione dell’opinione pubblica e alla mobilitazione messa in campo anche da Coldiretti e Campagna Amica su tutti il territorio. E’ il risultato di #NoCeta #NonTratto, l’iniziativa della Campagna Stop TTIP / Stop CETA, coordinamento nazionale di oltre trecento organizzazioni e cinquanta comitati locali. “E’ un grande successo quello ottenuto oggi – afferma Alfonso Pecoraro Scanio, Coordinatore del Comitato Scientifico della Fondazione Campagna Amica – abbiamo oltre 400 deputati e 200 senatori di quelli eleggibili che dicono NoCeta. Questo vuol dire – ha aggiunto – che la maggioranza assoluta del prossimo parlamento si è impegnata a bocciare il trattato. Se l’Italia lo boccia, il trattato si ferma. Dobbiamo essere i capofila nella difesa della qualità della vita dei cittadini, degli agricoltori, della tutela dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori“. Soddisfatto anche Stefano Masini, responsabile Ambiente e Territorio di Coldiretti: “E’ un traguardo importante – ha detto Masini – raggiunto anche grazie alla mobilitazione di Coldiretti presente capillarmente su tutto il territorio nazionale. Ora è fondamentale che le promesse fatte siano mantenute dal futuro parlamento”.

Perchè dire “no” al CETA. La Fondazione Campagna Amica aderisce alla campagna NoCETA volta a bloccare la ratifica da parte del nostro Paese e quindi dell’Europa, dei trattati commerciali con il Canada. In queste settimane il raggruppamento di sigle che si batte contro i trattati transnazionali, voluti in prima istanza dalle grandi lobbies multinazionali dell’agroindustria e non solo, ha ottenuto un grande risultato. Oltre 500 candidati hanno detto #NoCETA #NonTratto in questa campagna elettorale. Dalle proiezioni in Parlamento all’indomani del 4 Marzo dovrebbe sedere una compagine di oppositori al CETA tale da pensare che la ratifica dei trattati non avrà davvero vita facile. Al contrario, qualunque sia la maggioranza, i contrari a questi trattati saranno più numerosi rispetto ai favorevoli.
Perché dire no al CETA? La Fondazione Campagna Amica, sotto la spinta di Coldiretti, ha come obiettivo quello di avvicinare sempre più il consumatore ai produttori agricoli che operano in tutti i territori italiani custodendo tradizioni, prodotti esclusivi, modalità di lavorazione che il mondo intero ci invidia. Se oggi è possibile mangiare la carne di Cinta Senese o gustare il pomodoro del Piennolo, bevendo un buon bicchiere di passerina è perché tanti agricoltori, opponendosi ad un sistema di omologazione produttiva, commerciale ed economica, lavorano sodo per conservare le eccellenze enogastronomiche italiane. Ebbene il CETA è la negazione di tutto questo. Il CETA esclude il principio di precauzione sui prodotti ogm e sulle decine di fitofarmaci, in Europa vietati, che al contrario in Canada sono utilizzati e presenti sugli alimenti. Il CETA muove una economia che tende ad omologare il prodotto contro la biodiversità che ha garantito nel tempo l’alimentazione globale. Il CETA propone un modello di sviluppo che accentra la ricchezza per pochi e impoverisce i molti. Il CETA è la negazione della democrazia, svilendo il ruolo dei governi dei paesi, escludendo la voce dei popoli e promuovendo una globalizzazione dell’interesse economico contro quella del diritto. A pagarne le conseguenze saranno i cittadini in primo luogo, i produttori agricoli e l’ambiente.
Ecco perché Campagna Amica, oggi ribadisce #NoCETA e continuerà a lavorare per la tutela del vero Made in Italy