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Il segreto della qualità: prezzo giusto, marchio e trasparenza

29.01.18

In presenza di un brand, il gradimento finale dei consumatori è superiore: i prodotti alimentari riconoscibili sono ritenuti più affidabili, genuini e gustosi

Il segreto della qualità: prezzo giusto, marchio e trasparenza

Quanto vale il prezzo?
In una ricerca sul vino del 2008, è stato chiesto a un campione di consumatori di esprimere un giudizio “al buio” (blind assessment), assaggiando alcuni vini rossi senza conoscere alcuna informazione sul prodotto. Se i giudizi erano inizialmente equivalenti o con poco scarto tra loro, dopo aver ricevuto qualche informazione in più sul prodotto, la valutazione del gradimento è stata in gran parte “corretta”. Al momento del secondo assaggio è stato quindi comunicato il prezzo dei singoli vini: i consumatori hanno gradito maggiormente i vini di cui consideravano il prezzo leggermente più “giusto”. Un prezzo troppo basso, infatti, può essere un sintomo di una minore qualità percepita.

E un brand riconoscibile e distintivo?
Rispetto alla riconoscibilità di un Marchio di Qualità o un brand, come quello di Campagna Amica, uno studio del 2004 sulla pasta ha valutato come le “aspettative” dei consumatori sono influenzate dal contesto sociale. Senza entrare nei dettagli dell’indagine sensoriale, in presenza di un brand, il gradimento finale dei consumatori è mediamente superiore, in quanto i prodotti alimentari riconoscibili sono ritenuti più affidabili, genuini e gustosi.

E la trasparenza sui processi produttivi?
Altri ricercatori nel 2008 sono riusciti a dimostrare come la trasparenza delle informazioni sui processi produttivi (ad esempio biologico, OGM Free, senza sfruttamento di manodopera illegale, ecc.) oppure forme “libere e giuste” di commercializzazione (Km zero, Vendita diretta in un Farmer’s Market, Fair Trade, …) influenzano il comportamento di acquisto dei consumatori, migliorandone il gradimento.Le conclusioni dell’indagine hanno infatti dimostrato altri due aspetti importanti:
a. I consumatori modificano il proprio giudizio e aspettative quando vengono a conoscenza come viene prodotto l’alimento assaggiato, (per esempio biologico o OGM Free);
b. La variazione tra una valutazione “al buio” e una “informata” ha un trend positivo per il prodotto alimentare considerato più “sostenibile” (ad es. se commercializzato tramite i canali della vendita diretta o Km 0).
La conoscenza dei processi di produzione è ancora più importante quando si fanno acquisti su internet (ad esempio e-commerce) perché non è possibile assaggiare il prodotto, diversamente da quanto avviene nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica, dove è anche possibile conoscere direttamente dai produttori la “storia” del cibo che si sta per comprare. Si ringrazia la professoressa Luisa Torri dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per la collaborazione con INIPA-Coldiretti Education.

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