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Oscar Green 2017: per Campagna Amica vince Davide Busca

26.01.18

L’idea innovativa sono i suoi squisiti aperitivi in barca a base di pesce a miglio zero. Si cucina a bordo e si mangia sulla banchina

Oscar Green 2017: per Campagna Amica vince Davide Busca

È Davide Busca con il suo take away marino salva spreco il vincitore dell’edizione 2017 dell’Oscar Green Coldiretti nella categoria “Campagna Amica”.

Non li ferma la pioggia o il maltempo i quattro giovani capitanati da Davide Busca che hanno saputo rilanciare il settore della pesca a Savona con il take away marino e gli aperitivi in barca.  Quello considerato a basso mercato, o persino di scarto, che alcuni pescatori hanno rinunciato a portare a terra loro lo valorizzano con la cucina a bordo nel pieno rispetto delle tradizioni liguri. Ed ecco allora Hamburger di pesce, frittura mista in cono e ancora: bottarghe, salatura di acciughe e, ultima chicca, insaccati di pesce, tutti proposti come finger food, direttamente sulla barca. E già perché si cucina in barca e si mangia sulla banchina. Fantasia e creatività insieme al desiderio di divertirsi in mare come a terra insieme a tutti coloro che vogliono fare festa in nome della qualità.

GLI ALTRI VINCITORI

Oscar Green 2017 premia le aziende più innovative. Da chi crea i primi occhiali contadini realizzati con la lana di pecora e con un design moderno. Da chi ha inventato la prima ed esclusiva biovernice interamente ricavata dalla buccia di pomodoro che permetterà di verniciare le latte alimentari all’interno con elementi naturali e non più con la chimica a chi ha creare il primo jeans invecchiato nella paglia e strofinato costantemente per farlo consumare e dargli quel tocco di invecchiamento da Oscar. Da chi punta sul sociale scommettendo sul primo coliving contadino in cui condividere interessi e sogni attraverso la magia dell’agricoltura con la creazione di un bellissimo orto internazionale gestito da richiedenti asilo all’l’innovativa produzione di sale spray aromatizzato con erbe aziendali che permette contemporaneamente sia di salare che di aromatizzare in modo pratico e soprattutto con basso contenuto di sodio.

Sono questi gli altri 5 vincitori del concorso Oscar Green 2017, il premio per la creatività d’impresa dei giovani della Coldiretti che testimoniano l’eccezionale spirito imprenditoriale dei giovani agricoltori che con coraggio e passione sfidano la crisi e riescono a fare business.

Puntare sul recupero degli scarti aziendali oggi è importantissimo per combattere gli sprechi per questo l’ Oscar green di Coldiretti nella categoria Fare rete è stato assegnato a Donato Mercadante della Puglia perché ha saputo trasformare un rifiuto aziendale da smaltire a caro prezzo in opportunità.

Ed è così che in collaborazione con il laboratorio Pecore Attive nascono pantofole, gomitoli colorati, porta vasetti e l’ultimo prodotto all’insegna della più assoluta innovazione la montatura per occhiali da vista, elegante e all’ultima moda che sarà proposta sul mercato in differenti colori. Un’idea quella di Donato Mercante che gli è valsa l’ Oscar Green nella categoria “Fare Rete”.

Nella categoria “Crea” invece l’ambito premio è andato Stefano Chiesa della Lombardia che nella culla del pomodoro ha saputo inventare nel vero senso della parola la prima biovernice per imballaggi alimentari.

Essere sempre al passo con i tempi strizzando l’occhio alla moda ha garantito l’ Oscar green nella categoria We green a Vito Pagnotta della Campania che ha creato il primo jeans invecchiato con la paglia 100% Made in Irpinia.

Ma da Oscar Green nella categoria “Campagna Amica” è anche la sapiente capacità di Davide Busca della Liguria che insieme a tre amici che hanno inaugurato a Savona il primo take away marino salvaspreco. Ed ecco allora Hamburger di pesce, frittura mista in cono e ancora: bottarghe, salatura di acciughe e, ultima chicca, insaccati di pesce, tutti proposti come finger food, direttamente sulla barca.

Essere particolarmente sensibili al sociale e alle emozioni di ogni singolo essere umano ha assicurato l’ Oscar green della Coldiretti nella categoria “Agri you” a Fabiana Fassi della Puglia. Il primo coliving contadino ossia la coabitazione di diversi gruppi sociali provenienti da più parti del mondo nella stessa comunità. E per finire nella categoria “Impresa2.terra” viene premiata l’entusiasmante idea imprenditoriale dell’abruzzese Emanuele Grima che produce il sale spray aromatizzato, con basso contenuto di sodio e con elevate capacità antiossidanti, antitumorali e antidegenerativi.

Sono tutte storie imprenditoriali che rappresentano al meglio l’entusiasmo e le grandi potenzialità di un settore che si è saputo rinnovare con ingegno e passione e che coinvolge oggi tantissimi giovani.

TUTTI I FINALISTI DI OSCAR GREEN E LE LORO STORIE

CATEGORIA CREA

DAL POMODORO ARRIVA LA BIOVERNICE

Stefano Chiesa – Lombardia

Nella culla del pomodoro dagli scarti nasce il suo futuro. L’impianto estrae la cutina da bucce di pomodoro prodotto in azienda, trasformandolo in biovernice per scatole metalliche destinate all’alimentazione, in sostituzione delle vernici sintetiche. Da oggi le latte quindi potranno essere verniciate all’interno con elementi naturali non più con la chimica. Si tratta di un bioresina naturale ricavata appunto dalla cutina, una sostanza che qui viene estratta dal pomodoro. Stefano è riuscito a realizzare, all’interno della sua impresa agricola, un impianto semindustriale per riuscire ad estrarre questa sostanza e a realizzare il suo sogno, una latta al cui interno non c’è chimica ma solo natura. La nuova frontiera? Oltre a vernice per i barattoli, la sua potrà diventare anche smalto naturale per le unghie.

GLI AGRIGIOIELLI

Pasqualina Tripodi – Calabria

Questa è una storia di riscatto. E’ la storia di Pasly, ma anche di quell’Aspromonte che respinge la delinquenza, i sequestri, la ‘ndrangheta, l’omertà e la droga e abbraccia la bellezza, l’idea di impresa sana che sa puntare all’altissima qualità, che ambisce alle passerelle di tutto il mondo. E’ la storia degli scarti che diventano celebrità, proprio come questo territorio si impone. E’ così che da un nocciolo d’oliva di questa azienda agricola, nasce un bracciale e altri meravigliosi agrigioielli realizzati da una pigna, con un rametto secco del bosco, con la cera delle api, cortecce, frutta, foglie o addirittura con il rame scartato dalle lavorazioni artigianali del luogo. Pasly è una designer, formata dalla stilista Marta Marzotto che dopo aver studiato all’istituto d’Arte è arrivata al Politecnico di Torino, per l’ingegneria del gioiello, e alla lavorazione 3 D per grandi marchi ma è stata fortemente richiamata dal suo Aspromonte ed ora è qui che vuole fare i gioielli.

IL CUSCINO DEL BENESSERE

Rocco Giannone – Basilicata

Il cuscino di grano, realizzato dalla Cooperativa Proedium, è un antico rimedio naturale che lenisce i piccoli malesseri, è la versione più moderna della vecchia borsa dell’acqua calda. Si tratta di un cuscino di cotone che contiene una miscela di semi di cereali. I semi dei cereali hanno il potere di assorbire calore e di rilasciarlo lentamente. Funzionano allo stesso modo con il freddo. E’ il cuscino della salute, di granella di cereali e lavanda, che finisce nel forno a microonde come nel freezer, a seconda se deve aiutare a decontratturante i muscoli o abbassare la febbre, o ancora a riscaldare il letto, o assorbire i traumi. Oltre a rilanciare il settore dei cereali il cuscino offre opportunità occupazionali per la sua commercializzazione, ha recuperato la manualità artigianale di donne del luogo impegnate nel confezionamento di simpatiche linee per bambini, ma anche per adulti, come le fasce lombari o ‘il classico’ per il calore terapeutico, mentre in arrivo c’è anche il cuscino della salute pet, per donare calore all’amico a quattro zampe. E’ facile da trasportare, versatile e multiuso.

CATEGORIA WE GREEN

 TETTI DI PAGLIA ANTISISMICI

Agosto Fabrizio- Piemonte

Fabrizio si definisce un artigiano agricoltore che realizza veri e propri tetti di paglia ai piedi delle Alpi. Oggi basta andare da lui in Piemonte e imparare, come si fa. La sua straordinarietà sta proprio nel fatto che riesce a mantenere una continuità nella tradizione pur facendo una cosa innovativa, secondo Fabrizio è questa l’agricoltura del futuro. Il tetto di paglia nasce dalla coltivazione di segale che si fa proprio vicino all’abitazione su cui bisogna costruire il tetto. Una volta cresciuta, viene tagliata, lavorata e poi posata sul telaio. E’ ecologico, può durare 50 anni, leggero fino a potere essere considerato a tutti gli effetti antisismico. E’ anche un ottimo isolante termico e se la pendenza e lo spessore sono giusti resiste al dilavamento dell’acqua e consente lo scivolamento della neve. Fabrizio insegna a tutti coloro che vogliono imparare la tecnica che chiude la filiera dalla semina della segale, al taglio, fino alla realizzazione dei fasci, i covoni rigorosamente legati a mano, con la parte appunto meno nobile, ovvero la paglia. Quindi la battitura per eliminare la granella che va alla macinazione, la pettinatura per una ulteriore selezione, la pareggiata e la posa del tetto vero e proprio. E’ un’alchimia incredibile quella che la natura gioca con chi si appresta a una simile esperienza. Fabrizio è pronto a farla vivere per chi ha voglia di lasciarsi proteggere dai suoi delicatissimi tetti di paglia.  Inoltre nella sua meravigliosa azienda coltiva cereali di varietà antiche, li trasforma in farine e prodotti da forno attraverso il suo essiccatore, il pulitore e il mulino a pietra mentre ortaggi e frutta vengono trasformati in composte e confetture.

IL PRIMO JEANS INVECCHIATO CON LA PAGLIA

Vito Pagnotta – Campania

Jeans da lavoro tutti made in Irpinia, come escono dal telaio vengono fatti invecchiare in mezzo alla paglia e strofinati costantemente per farli consumare e dargli quel tocco di invecchiamento contadino che fa la differenza. Il jeans infatti – spiega la Coldiretti – non viene sottoposto a trattamenti nè lavaggi. Questo nuovo jeans è destinato a vestire il contadino moderno e non solo. Affascina tutti quelli che lo indossano perché non subendo lavaggi industriali, respinge il conformismo seriale e si modella addosso, personalizzandosi. Insomma vera e propria sartoria One on One che sposa una scelta consapevole, emotiva e soprattutto etica ed ecologica.

IL CARBONE SALVA ORTAGGI E CLIMA

Mattia di Nicolò – Marche

Arriva per la prima volta nelle Marche il “carbone magico” che rende più gustosi gli ortaggi e salva il clima. L’idea è di Mattia che ha lasciato l’archeologia per darsi alla campagna, avviando una filiera per la produzione carbone vegetale ottenuto dalla combustione degli scarti delle attività agricole (residui di potatura, stoppie, ecc.). Un prodotto che, come una spugna, trattiene le sostanze nutritive nel terreno mantenendole a disposizione delle piante e incidendo in questo modo sul sapore dei prodotti. Ma l’uso del carbone riduce anche la quantità di concime usato e combatte i cambiamenti climatici, abbattendo le emissioni di carbonio.  Si può dire dunque che l’ortaggio si autolimenta grazie al potenziale nutritivo del carbone vegetale. Per sua natura assorbente eccezionale all’interno del quale vengono inoculate sostanze organiche nutrienti. Sostanze che il carbone stesso rilascerà nel terreno per nutrire verdure e piantagioni.

CATEGORIA CAMPAGNA AMICA

ILTAKE AWAY MARINO SALVASPRECO

Davide Busca – Liguria

Non li ferma la pioggia o il maltempo sono quattro giovani che hanno saputo rilanciare il settore della pesca a Savona con il take away marino e gli aperitivi in barca.  Quello considerato a basso mercato, o persino di scarto, che alcuni pescatori hanno rinunciato a portare a terra loro lo valorizzano con la cucina a bordo nel pieno rispetto delle tradizioni liguri. Ed ecco allora Hamburger di pesce, frittura mista in cono e ancora: bottarghe, salatura di acciughe e, ultima chicca, insaccati di pesce, tutti proposti come finger food, direttamente sulla barca. E già perché si cucina in barca e si mangia sulla banchina. Fantasia e creatività insieme al desiderio di divertirsi in mare come a terra insieme a tutti coloro che vogliono fare festa in nome della qualità.

L’ORTO A DOMICILIO CHE RIDONA DIGNITA’

Francesco La Camiola – Calabria

BioCity Km0 è il primo mercato agricolo online nella provincia di Reggio Calabria. E una piattaforma internet che mette in contatto produttori e consumatori e organizza la consegna a domicilio. Grazie a BioCity Km0 – spiega la Coldiretti – i produttori agricoli del territorio possono offrire i loro prodotti di stagione, garantendone in prima persona qualità e freschezza, insomma dall’orto i prodotti arrivano direttamente a casa. E’ una bella realtà, una rete virtuosa nel profondo sud che ridona dignità agli agricoltori locali che hanno riscoperto anche il senso di comunità intorno alla qualità e alla possibilità di occupazione, mentre le terre incolte ritornano ad essere un’oasi di odori e colori. E in una terra difficile, da Rosarno a tutta la provincia di Reggio Calabria, la lotta alla criminalità organizzata, passa attraverso una impresa semplice e trasparente.

L’AFFETTATO DELLA SALUTE

Paolo Novara- Piemonte

Nasce da un’idea che Paolo aveva sin dai tempi dell’università quando preparò due tesi di laurea, una per la salvaguardia e l’altra per la realizzazione di un affettato super leggero che nobilitasse la parte meno venduta dell’animale, il taglio anteriore, oggi disossato che è la componente di base di questo preziosissimo affettato. Dopo tante prove, il perfezionamento della ricetta e finalmente un prodotto unico nel suo genere che, tra l’altro, valorizza una razza autoctona in via di selezione tramite l’Università di Torino, ovvero il coniglio del Monferrato. E’ un vero e proprio affettato della salute, tutti lo possono mangiare grazie alla quasi assenza di grasso. Inoltre è un prodotto fortemente innovativo perché oltre a rivolgersi a quanti per ragioni di salute non possono mangiare altre carni, si rivolge anche a chi ci rinuncia per motivi religiosi.

CATEGORIA IMPRESA 2.TERRA

 LA STALLA HI-TECH

Martina Vicini – Lombardia

Martina nella sua fattoria tiene d’occhio ciascuna delle oltre 100 mucche attraverso il monitor del suo computer e il suo magico robot di mungitura. E’ infatti a lui che affida i suoi animali per essere munti anche se monitorati costantemente per resa e qualità, lei inoltre pensa al mangime e alla consegna del suo latte, insomma lei è one woman farmer a tutti gli effetti. Grazie al suo smartphone, anche quando è all’università, dove per altro ha una media di voti altissima, segue l’intero ciclo aziendale, al suo fianco la madre che ha dovuto accettare la scelta della figlia, determinata e coraggiosa a continuare una tradizione lombarda che è vanto del latte Made in Italy. Una scelta che Martina ha fatto a soli 16 anni quando perde il papà e contro ogni volontà dei familiari, lei decide con coraggio di continuare una tradizione di tre generazioni. Inoltre la sua stalla viene gestita con i pannelli solari che ne assicurano l’energia. Di mucche ne ha un centinaio e produce oltre 30 litri di preziosissimo latte al giorno. E’ il frutto dell’amore che riservo ai miei animali a cui do un nome. Il latte è destinato ad aziende casearie del posto che con Martina hanno stabilito un rapporto incredibile di fiducia e ammirazione.

 IL SALE SPRAY

Emanuele Grima – Abruzzo

Tra le tante innovazioni aziendali Emanuele produce il sale spray aromatizzato, un distillato liquido salato in spray che, attraverso un processo di estrazione di vegetali rigorosamente aziendali, permette contemporaneamente sia di salare che di aromatizzare in modo pratico ed elegante. Una caratteristica molto importante di questo prodotto è il basso contenuto di sodio rispetto al resto dei comuni sali in grani. La sua campagna è un vero e proprio laboratorio scientifico di alambicchi e vapori, dove le erbe aromatiche diventano oli essenziali che si traducono in prodotti iposodici e nutraceutici, cioè con basso contenuto di sodio e con elevate capacità antiossidanti, antitumorali e antidegenerativi. La grande novità del sale spray – spiega la Coldiretti – è che grazie al particolare legame tra le molecole di sale e il distillato di rosmarino dura negli anni. Le spezie sapientemente distillate vanno a comporre un bouquet aromatico che si ritrovano nelle differenti boccette di sale spray. Ma attenzione l’olio essenziale che compone la boccetta di sale spray, non è quello comunemente noto che si ottiene per estrazione, cioè facendo macerare l’erba aromatica nell’olio. Ma è quello che secerne la pianta stessa, ottenuto per distillazione per una vita olfattiva molto lunga. Spruzzandolo sui piatti si ottiene il profumo del pepe, o del rosmarino o della spezia con cui si preferisce condire e la giusta sapidità al palato, ma con il 70% di sale in meno.

 LENTISCO ELISIR DI LUNGA VITA

Andrea Deidda – Sardegna

Andrea ha avviato con successo la produzione del lentischio, una pianta mediterranea spontanea dall’intenso aroma balsamico, ricco di acidi grassi essenziali, Omega 3 e 6, apprezzato nell’antichità per le singolari qualità naturali, come cosmetico, disinfettante, idratante e nutriente per la pelle e cicatrizzante, dalle proprietà anti invecchiamento. La raccolta delle bacche avviene rigorosamente a mano e grazie alla spremitura a freddo si producono saponette e oli per condimenti ricchi di nobili qualità nutrizionali. In passato l’olio di lentisco era considerato come essenza minore tanto che venova utilizzato per alimentare le lampade oppure come base dell’alimentazione per chi non poteva permettersi l’olio di oliva. Andrea, insieme all’università di Cagliari ne ha rivalutano caratteristiche e proprietà. Molto ricco di antiossidanti l’olio di lentisco, infatti, ha benefici immediati sulla salute. Utilizzato nel cavo orale combatte carie, afte e piorree ma grazie alle sue proprietà balsamiche è impiegato anche nei centri benessere per le sue capacità tonificanti. Trasformato in saponetta naturale, è la soluzione per chi ha reazioni indesiderate alle componenti chimiche dei saponi comuni. Ha effetti emollienti, emostatici, antisettici e astringenti. In cucina, invece, è un ottimo insaporitore, dal gusto selvatico, utilizzato sia con il pesce che con la carne: intenso, aromatico e pizzicante. Rispolverato dalla storia, oggi il lentisco, da olio dei poveri diventa essenza preziosa. Per la salute e per il futuro dell’impresa.

CATEGORIA AGRI – YOU

LASCUOLA DI MUSICA CONTADINA

Sara Migliorini – Veneto

Una scuola di musica che trae ispirazione dalla riscoperta della campagna. Sara offre a tutti la possibilità di accostarsi alla musica partendo da un’esperienza nuova, a diretto contatto con la natura. L’azienda accoglie le famiglie nel proprio orto biologico o in giardino, il contesto ideale per dare vita alla libertà espressiva di bambini e genitori che suonando insieme, tra verde e coltivazioni, si sentono parte di una comunità.

La lezione da Sara non viene fatta solo ai bambini ma, sempre per rispondere al metodo dell’ideatore giapponese Suzuki anche ai loro genitori, persino a chi non ha mai immaginato di suonare uno strumento. E infine addirittura ai neonati, con la lezione propedeutica. Suonare è crescere. Crescere è avere rigore e libertà. Come avviene in questa scuola, dove ci si saluta e si ringrazia il pubblico con l’inchino, ma poi si scorrazza liberi per l’orto o per il bosco, obbligatoriamente, prima di andare a casa. I bambini ma anche i genitori sono invitati a compiere anche attività agricole, come a piantare le rose, o a raccogliere i pomodori, perché musica e agricoltura hanno un legame solido, che è la cura.

CO-LIVING CONTADINO E ORTO PER I RIFUGIATI

Fabiana Fassi – Puglia

In campagna da Fabiana c’è la piazza che manca in città e si sperimenta con successo il primo co-living contadino ossia la coabitazione di diversi gruppi sociali provenienti da più parti del mondo nella stessa comunità. Oggi l’azienda produce zafferano, sta recuperando una vecchia varietà di albicocca locale, produce tisane di canapa e altre erbe officinali ma è molto di più, è un crocevia di popoli che sperimenta la coabitazione e divide interessi e sogni attraverso la magia dell’agricoltura. All’inizio era una comunità di recupero per tossicodipendenti divorata dalla vegetazione e dall’incuria poi cinque donne capitanate da Fabiana tutte ritornate al Sud dopo varie esperienze anche all’estero riprendono in mano l’azienda e la trasformano in un laboratorio rurale multietnico con annesso un bellissimo orto internazionale gestito da richiedenti asilo. L’azienda è in continuo fermento, organizzano tantissimi scambi tra giovani europei, ospitano eventi culturali e fanno continua formazione giovanile. Da Fabiana, infatti, giungono delegate dei paesi del Mediterraneo per confrontarsi sulla nuova imprenditorialità al femminile in campo agricolo, come studenti di 25 paesi stranieri che nell’ambito del progetto Erasmus Plus, vengono qui, a Luna per ridisegnare l’innovazione che ha il colore verde ma l’anima sociale. Ma Luna è anche l’universo dei bambini che ristabiliscono una relazione feconda con la natura, o degli adulti che intendono praticare yoga, o dei giovani che vogliono sfruttare la sala prove o organizzare concerti, come quelli che amano prendere un caffè nell’orto. Fare conversazione con locali e stranieri o semplicemente fare il baratto di vestiti usati, o scuola musicale.

 L’ARTE DEL GIARDINAGGIO COME RISCATTO SOCIALE

Damiano Cracolici – Sicilia

Insegnare ai giovani detenuti l’arte del giardinaggio e i rudimenti del vivaismo. Questo –spiega la Coldiretti – l’obiettivo di Damiano Cracolici che dopo una prima fase di azioni con l’Istituto per i minorenni di Palermo, riconosciuto come Malaspina, ha proposto di avviare un programma di lavoro con 10 nuovi allievi della struttura per un concreto progetto di inclusione sociale post detenzione.

CATEGORIA FARE RETE

PAPILLON DI-VINO

Giacomo Satta – Toscana

Quando la natura incontra l’eleganza, la botte si trasforma in papillon da indossare nelle occasioni speciali. E’ l’idea nata da due amici, Giacomo, figlio d’arte nel mondo del vino e lui stesso in prima linea in cantina e Federico ottimo artigiano con legno e seta alle spalle con un fratello falegname e una mamma sarta. Insieme creano papillon utilizzando legni pregiati delle barrique dismesse, olivo e cipressi di Bolgheri.  Nascono così i papillon, in legno anche impreziositi di stoffa e colori, sgargianti o eleganti, per giovani o per chi giovane vuole rimanere a lungo. Tutto frutto dell’artigianalità, del lavoro in bottega. Fanno impazzire gli americani, ma la sfida dei due pionieri del papillon è la conquista del pianeta. Il loro non è solo un papillon ma un viaggio tra gusto, visione e sapori. Ogni papillon viene fatto e creato a mano in modo da garantire al cliente un prodotto unico e dal design originale targato Made in Tuscany.

ARRIVANO I PRIMI OCCHIALI CONTADINI

Donato Mercadante – Puglia

Nella fattoria di Donato la lana da rifiuto diventa opportunità ed è così che in collaborazione con il laboratorio Pecore Attive nascono pantofole, gomitoli colorati, porta vasetti e l’ultimo prodotto all’insegna della più assoluta innovazione la montatura per occhiali da vista, elegante e all’ultima moda che sarà proposta sul mercato in differenti colori. In Puglia la lana, in passato, ha dato lavoro e reddito agli allevatori poi con il tempo i materassi non si sono fatti più e la lana è diventata rifiuto speciale da smaltire a pagamento. ‘Pecore attive’ è la start up di Filippo, Masseria la Calcara, invece è l’azienda agricola di Donato, questo incrocio ha dato vita agli occhiali tattili: un’idea che vale il rilancio della lana autoctona, dalla pecora Gentile di Puglia è una nuova strada per l’allevatore che sbarca nel mondo dell’alta moda. Occhiali tattili, perché l’artigianalità che è dietro a questa lavorazione si trasforma in una esperienza di contatto che avviene tanto per le mani quanto per gli occhi, per il piacere dello sguardo oltre che delle dita. Questa lana, ricca di fibre, è garantita dai lunghi pascoli e da un mix di foraggio a secco che restituisce all’animale benessere e un prezioso nutrimento. Sono stati pensati con un design moderno, fasce di lana intarsiate dentro una struttura in acetato, andando a modellare una forma morbida a onda, che ricorda l’ondulazione della lana, come la ruota dentata per la lavorazione. I colori sono quelli naturali del vello delle pecore.

ILSUPERFOOD SNACK

Andrea Barbetta – Veneto

Un superfood da passeggio, tanti chicchi di melograno freschi, sgranati e pronti da mangiare, un’idea unica per uno spuntino gustoso e naturale, nei momenti di break in ufficio, a casa o al termine dell’attivita? fisica, la giusta ricarica di energia, vitamine e sali minerali, con poche calorie. Semplice e facile da consumare, senza sporcare nulla. E’ un superfood tutta salute per corpo e ambiente perché la confezione è completamente biodegradabile e in futuro l’idea è di realizzare anche il packaging con la buccia di melgrano. La buccia, infatti, sarà sottoposta all’estrazione di un potente antiossidante che è l’acido ellagico, da destinare alle aziende cosmetiche e farmaceutiche. Mentre con la restante parte si otterranno i biopolimeri per la produzione della bioplastica che sostituirà l’attuale confezione ottenuta con amido di mais. Insomma il guscio del melograno diventerà la sua confezione, come anche il cucchiaino dello snack. Ma l’azienda di Andrea non si ferma qui, partendo dal frutto sgranato saranno creati una serie di altri prodotti con il melograno come ad esempio confetture, arilli disidratati, succo, cioccolata col melograno.

 

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