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Quando la Barbera diventa Amica

06.04.13

Ad Asti, il successo del progetto “filiera vitivinicola”. L’esperienza di un produttore

Quando la Barbera diventa "Amica"

?“Rispetto alle vendemmie precedenti ho più che raddoppiato il valore delle mie uve. L’anno scorso neanche 30 centesimi al chilogrammo, due anni fa 18 centesimi. Mi vergognavo, ma quest’anno dovrei arrivare attorno agli 80 centesimi”. Sembra quasi un miracolo quanto accaduto ad quarantaduenne di Viarigi, viticoltore produttore di Barbera d’Asti. La tanto vituperata barbera, lui l’ha già ribattezzata “Barbera Amica”. “Sì, la mia – sottolinea con orgoglio Ermes Moiso – è diventata la Barbera Amica di Coldiretti. Tutto è stato possibile grazie al ‘Progetto Filiera Vitivinicola’ messo in atto per la vendemmia 2012 da Coldiretti Asti, Consorzio Terre di Qualità e Centro Studi Vini del Piemonte. Se non avessi aderito al progetto vitivinicolo di Coldiretti, avrei espiantato i vigneti, oggi sento che il mio lavoro può avere un futuro”.
“In linea col nostro progetto di una Filiera agricola tutta italiana e Campagna Amica – sottolinea Roberto Cabiale, presidente provinciale Coldiretti – abbiamo cercato di trovare una via alternativa ai tradizionali canali di contrattazione dei prezzi delle uve. Con un gruppo di viticoltori associati al Consorzio Terre di Qualità aderente a “UeCoop” ci siamo ritrovati per studiare un metodo per rivalutare il valore delle uve barbera. Abbiamo fatto molti incontri in tutte le zone viticole della provincia, alla fine sono emersi 20 viticoltori che hanno deciso di saltare il passaggio dell’intermediazione delle uve e di procedere con la vinificazione associata. Praticamente abbiamo studiato, con il Centro Studi Vini del Piemonte, un protocollo di vinificazione per valorizzare l’aspetto qualitativo delle uve, abbiamo poi individuato un vinificatore e quindi cercato lo sbocco sul mercato del vino. Il risultato è stato veramente sorprendente”.
“È nata così la ‘Barbera Amica’ – sottolinea Antonio Ciotta, direttore provinciale Coldiretti – un esperimento che ormai è qualcosa di molto concreto: 1.716 quintali di uve barbera ritirate per una superficie viticola di 22 ettari che mediamente prevediamo di pagare al saldo 85 euro al quintale. Siamo veramente soddisfatti perché abbiamo aperto una strada lungo la filiera, come avevamo già fatto con gli ortaggi e l’accordo con la Saclà”. “In pratica – sottolinea il presidente del Consorzio Terre di Qualità, Franco Gallo – venti semplici viticoltori sono ora diventati vignaioli. Abbiamo accorciato la filiera, qualificato il lavoro del viticoltore, creato nuove prospettive e smosso il valore del prodotto. Un bel segnale contro le speculazioni a cui gran parte del comparto barbera spesso deve sottostare”.
Un progetto molto interessante, destinato a un ulteriore sviluppo. Si sta già lavorando per la vendemmia di quest’anno, con l’intenzione di ritirare oltre 10 mila quintali di barbera per una superficie di 120 ettari e di allargare i conferimenti anche alle uve Grignolino, Dolcetto, Chardonnay e Cortese.

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filiera; barbera; asti;

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