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01/08/2017 00:00

 Lenticchie di Castelluccio, al via il primo raccolto dopo il sisma

 
Nonostante i disagi e le avversità climatiche, la qualità del prodotto rimane alta e garantita dal marchio europeo Igp

 

                  
Il caldo e la siccità non hanno fermato le lenticchie di Castelluccio. Nonostante un calo della produzione del 20-30% a causa delle bizzarrie del clima degli ultimi mesi, è iniziata la raccolta di un prodotto di alta qualità a marchio Igp (Indicazione geografica protetta) che darà nuova linfa all’economia dei territori devastati dal terremoto.
“Un esempio della capacità di resistenza degli agricoltori che, nonostante le difficoltà, continuano a presidiare il territorio e a difenderne le risorse con caparbietà”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “la Lenticchia di Castelluccio Igp quest’anno festeggia anche il ventennale dal riconoscimento comunitario avvenuto con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 12 giugno 1997”.
La lenticchia di Castelluccio è un prodotto dell’agricoltura di montagna coltivato in maniera del tutto naturale a quota 1.400 metri secondo le prescrizioni del disciplinare di produzione approvato dall’Unione Europea. Sul mercato, la Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp è confezionata in sacchetti di juta o plastica ed in contenitori di cartone, dal peso di 250 grammo, ½ chilo o 1 chilo che riportano, in tutti e tre i casi il marchio comunitario.
Salvata la produzione, un aspetto importante è infatti quello della vendita e della tutela dalle frodi e dalle imitazioni (sul web e non solo) che risultano ancora più odiose perché attuate a spese di una comunità già profondamente ferita dal sisma.
La difesa della Lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp è importante perché alimenta un importante indotto economico e occupazionale e svolge un effetto traino per il turismo e l’intero settore agroalimentare del territorio. Acquista prodotti tipici il 36% degli italiani, che durante le vacanze hanno deciso di fare visita alle aree colpite dal terremoto (dati Coldiretti/Ixè). L’acquisto di prodotti locali è una delle forme più diffuse di solidarietà attraverso la quale molti hanno voluto esprimere la propria vicinanza alle popolazioni terremotate nell’ultimo anno. Un rilevante aiuto per la commercializzazione è garantito dai mercati degli agricoltori di Campagna Amica che ospitano, dalla Capitale a tutta la Penisola, gli agricoltori terremotati rimasti senza possibilità di vendita e garantiscono l’originalità dell’offerta.

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