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11/11/2015 00:00

 Olio italiano: come sceglierlo, perché acquistarlo

 
Attenzione ai prodotti venduti a meno di 6-7 euro al litro, che non coprono neanche i costi di produzione

 

Se si vuole acquistare un buon extravergine italiano bisogna fare attenzione ai prodotti venduti a meno di 6-7 euro al litro, che non coprono neanche i costi di produzione. Con il valore medio che aumenta a seconda delle diverse provenienze territoriali, il consiglio di Campagna Amica è di preferire l’extravergine nuovo, guardando la data di produzione che molti indicano volontariamente in etichetta. In vendita c’è infatti anche l’olio dello scorso anno, che è stato drammatico per il Made in Italy con la produzione che è scesa al minimo storico di 300mila tonnellate mentre le importazioni, utilizzate spesso per miscelare quello nostrano, hanno raggiunto le 666mila tonnellate di olio di oliva e sansa.
Quest’anno invece il raccolto in Italia è buono, con una crescita stimata in oltre il 30 per cento della produzione di olio rispetto al 2014, e con una qualità ottima per l’andamento climatico favorevole. Rispetto allo scorso anno, uno dei più neri della storia dell’olivicoltura italiana, la produzione 2015 dovrebbe risalire a circa 400mila tonnellate, pur rimanendo sotto la media storica (intorno alle 500mila tonnellate). In compenso la qualità delle olive è ottima, grazie anche al caldo che ha limitato gli attacchi della mosca olearia.
Rimane comunque il fatto che l’Italia è il primo importatore mondiale di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. Per questo è sempre meglio acquistare extravergini a denominazione di origine (Dop), quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane o di acquistare direttamente dai produttori nei frantoi o nei mercati di Campagna Amica
Il nostro Paese è impegnata nella difesa del proprio patrimonio in un settore strategico del Made in Italy con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni di ettari coltivati, con un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro e con un impiego di manodopera per 50 milioni. Per questo le avvertenze per il consumatore sono accompagnate da una incisiva attività di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, che hanno portato nel 2014 a sequestri per 10 milioni di euro grazie a oltre 6mila controlli sul comparto da parte dell’Ispettorato repressione frodi.

 oliva; made in italy; olio; extravergine; import