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Noi crediamo che la relazione tra il mondo della campagna e quello della città rappresenti un riscatto sociale dalla crisi etica, finanziaria, economica e morale in cui ci troviamo. La giusta agricoltura è paesaggio, è buon cibo, salute, socialità, occupazione, tradizione, cultura, bellezza. E quindi, semplicemente, ci aiuta a sentirci bene.


In un’epoca in cui la globalizzazione dell’economia porta a delocalizzare le produzioni e il “dumping” ambientale, sanitario e sociale è la regola per tenere bassi i costi, i produttori di Campagna Amica – che scommettono sul loro territorio – sono un grande esempio virtuoso. Sono imprenditori che continuano ad investire e innovare nella loro impresa, utilizzando pratiche agronomiche compatibili con la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Sono agricoltori che si ostinano a rifiutare i semi geneticamente modificati (Ogm) e si impegnano a fare qualità a prezzi equi, con prodotti che rappresentano un importante patrimonio materiale e immateriale per tutto il Paese.
La Fondazione Campagna Amica ha individuato nel suo Codice Etico i valori e i principi condivisi dai suoi aderenti, insieme ai diritti e doveri degli associati.

La nostra mission
• Diffusione della filiera corta italiana, cioè del rapporto diretto tra produttore e consumatore sia sui luoghi di produzione che nelle zone urbane.
• Costruzione di un movimento di opinione favorevole all’agricoltura e alla cultura rurale.
• Sostegno alla cultura della campagna e dei territori rurali negli aspetti più autentici, attraverso tutti gli strumenti della comunicazione.
• Salvaguardia del lavoro nelle campagne e il mantenimento del “saper fare” della cultura manuale e artigianale.
• Rispetto e conservazione dell’ambiente attraverso lo sviluppo di forme di agricoltura e di uso delle risorse naturali compatibili e utili per l’ambiente e l’ecosistema.
• Sostenibilità delle produzioni e aspetti ambientali collegati alla distribuzione dei prodotti, attraverso la riduzione dei percorsi tra luoghi di produzione e di consumo (il cosiddetto “KmZero”).
• Stimolo all’ingresso delle giovani generazioni nella gestione delle imprese agricole.
• Promozione della diversificazione delle imprese agricole verso una armonica molteplicità di funzioni.
• Salvaguardia della biodiversità anche attraverso la lotta all’introduzione di organismi geneticamente modificati (Ogm)
• Sviluppo della didattica nell’agricoltura e nell’incontro tra le imprese agricole e il mondo scolastico.
• Sviluppo di forme di agricoltura di utilità sociale che si rivolgano attivamente alle fasce deboli e fragili della società.