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14/03/2017 00:00

 La soffice dimora delle giovani piante

 
Come preparare il terreno del nostro orto da giardino per il trapianto e la semina

 

Chi non vorrebbe accogliere un elemento della famiglia o un caro amico in una casa confortevole e sicura? Ebbene, anche le nostre piante ci chiedono un trattamento di questo tipo. Per farle crescere al meglio è necessario preparare il terreno sia per un orto in pieno campo che per uno in vasconi o vasi. Occupiamoci del terreno “al naturale”.
Innanzitutto, la terra che riceverà la giovane piantina o il seme deve essere ridotto ad una “cipria”. Più viene polverizzata, più sarà facile per la pianta esplorare con le radici il substrato alla ricerca di acqua e sostanze nutritive. Il contenuto di sali e sostanze organiche deve essere ben bilanciato; l’osservazione in questo aiuta. In una situazione naturale, il terreno su cui impiantare l’orto sarà in una prima fase incolto.
Guardiamo bene quali piante spontanee ci sono già: una presenza massiccia di cardi o ortiche indica un terreno azotato mentre la gramigna predilige terreni secchi, ricchi di sostanze nutritive, poveri di humus e per lo più sabbiosi e salini. Alcune “malerbe” dovrebbero essere estirpate mentre altre spontanee, come le leguminose, possono essere rivoltate assieme alla terra e messe a degradare arricchendo il terreno. Quando prepariamo il substrato, dobbiamo anche eliminare gli elementi più grossolani come pietre e ghiaia e mentre rigiriamo con una robusta vangatura il terreno dovremmo anche capirne le caratteristiche fisiche e la tipologia: sabbioso, argilloso o misto. Nel primo caso la terra tenderà a non attaccarsi agli strumenti mentre nel secondo caso si attaccherà in modo decisamente pesante. Per migliorare situazioni estreme si può utilizzare l’ammendante, ossia uno strutturante che migliora le qualità del substrato (ad esempio, il compost di qualità è un ottimo ammendante). Si migliorerà anche il ph e il contenuto salino. La presenza di animali come i lombrichi è una vera e propria “manna dal cielo” per la loro capacità di arieggiare il terreno e alimentarlo di composti organici. Un po’ di stallatico come concime e il cosiddetto NPK 10-10-10 (azoto, fosforo e potassio in ugual misura) miglioreranno ancor di più la fertilità del nostro orto.
Ora, una volta lasciato a riposo durante l’inverno e lavorato nuovamente con l’arrivo della bella stagione, il terreno è pronto per essere suddiviso in parcelle, per creare i solchi e seminare o trapiantare le specie orticole. Questa ultima operazione deve essere condotta proprio in questa stagione. Buon lavoro!

 terreno; orto; primavera; gardening; semina