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08/06/2016 00:00

 Piantaggine, non chiamatela erbaccia!

 
Pianta spontanea e molto comune, ha proprietà astringenti, antinfiammatorie oltre che essere un ottimo rimedio naturale per la cura delle ferite

 

La piantaggine è un vero toccasana per la salute. E pensare che si trova praticamente ovunque sotto i duemila metri, ma viene comunemente considerata un’erbaccia. Contiene invece preziose molecole che possono aiutare il nostro organismo a vivere bene. In questo periodo dell’anno, caratterizzato dalle fioriture, è facile riconoscere la pianta e raccoglierla per utilizzarla sia in cucina (ad esempio, per preparare un pesto  con mandorle o noci) che come rimedio naturale.
La piantaggine ha proprietà astringenti e antinfiammatorie, oltre che antianemiche. Ha la capacità di bloccare le emorragie e di favorire la guarigione delle ferite per via delle mucillagini che sono presenti nelle sue foglie. Addirittura, spremendo le foglie è possibile ottenere un succo fenomenale contro le punture di insetti. Se vi trovate in campagna senza altri rimedi, potete stringere per qualche minuto la foglia di piantaggine e applicare la linfa sulla puntura. Le sue proprietà benefiche la rendono utile per prevenire e trattare raffreddore e malanni invernali. Queste mucillagini sono ancora più concentrate nelle sommità fiorite, a cui conferiscono delle proprietà lassative.
La piantaggine è una pianta perenne, molto diffusa lungo i bordi di prati e sentieri in campagna, in collina e in montagna. Data la sua resistenza a condizioni difficili, si raccomanda di procedere alla raccolta in luoghi salubri e lontani da fonti di inquinamento. La pianta è facilmente riconoscibile dall’infiorescenza a spiga con petali bianchi e dalle foglie lanceolate (a forma allungata) caratterizzate da 3-5 nervature verticali. Dato che di specie del genere plantago ne esistono diverse, le caratteristiche descritte possono subire variazioni, ma sono generalmente valide per la stragrande maggioranza dei casi. Una volta riconosciuta, il consiglio è di cogliere le foglie centrali della rosetta fogliare.
Un’ultima raccomandazione: se non siete più che certi che la pianta che avete tra le mani sia proprio piantaggine, evitate di utilizzarla.

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