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10/03/2014 00:00

 I difetti della dieta vegetariana

 
Eliminando del tutto dall'alimentazione prodotti di origine animale, vengono a mancare proteine nobili, acido folico, il calcio e le vitamine D, B2 e B12

 

Oggi nutrirsi in modo assolutamente vegetariano, e a volte anche  vegano, è diventato quasi una moda. Che vuol dire in pratica? Niente prodotti di origine animale come carne o pesce, niente latte e formaggi e uso di soli legumi tipo soia e cereali. Risultato? Uno stato di malnutrizione che, soprattutto nei neonati e bambini, può provocare un malessere che sfocia nel tempo in alcune malattie metaboliche.  
Perché la dieta vegetariana è squilibrata? Perché mancano le proteine nobili derivanti soprattutto da cibi di origine animale e contemporaneamente mancano la vitamina B12 e l’acido folico, il calcio, la vitamina D, la vitamina B2 e lo iodio.
I primi due elementi sono essenziali per il giusto equilibrio della produzione di globuli rossi e per farli funzionare bene, evitando stati gravi di anemia e prevenendo danni al tessuto nervoso.
Il calcio è indispensabile per  l’integrità e la formazione delle ossa e dei denti, sia nella mamma nutrice, sia nei bambini e serve anche per il buon funzionamento dei muscoli, fra cui il cuore e del sistema nervoso.
La vitamina D serve ad evitare il rachitismo pediatrico; la vitamina B2 la cui carenza può provocare danni alla pelle, specie vicino al naso e alla bocca e può dare disturbi agli occhi.
Lo iodio equilibra la tiroide che, se si altera, provoca tanti di quei guai… che è proprio meglio evitare!
Se parliamo di adulti vegetariani si può sopperire al rifiuto di mangiare carne assumendo uova, latte e formaggi mentre nei bambini, invece, questo non è corretto. La crescita corporea non è oggetto di moda e non si adegua a strane filosofie. Le cellule e i tessuti hanno bisogno di una giusta dose di proteine nobili, di grassi e di carboidrati con un equilibrio di minerali e vitamine che non si possono mettere in discussione. Un bambino alla nascita necessita innanzitutto del latte della propria mamma e, se ciò non è possibile, questo viene sostituito da latte umanizzato artificiale. Man mano che si procede verso l’età dello svezzamento si introducono alimenti di origine animale e si nota immediatamente una crescita di alta qualità del corpicino che gradisce molto questi elementi nutrienti nobili e li assimila velocemente. I dieci amminoacidi essenziali per l’età infantile si ritrovano tutti in questo tipo di cibo in modo massimale e molto assimilabile dal giovane intestino.

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