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14/08/2017 00:00

 Qualità: l'elemento fondamentale per differenziarsi

 
Sicurezza, controlli, origine sono caratteristiche importanti nella scelta dei prodotti. Sta all'impresa agricola evidenziarli al meglio

 


Qualità significa fare le cose bene quando nessuno ti sta guardando.
Henry Ford
                  
La qualità è sicuramente legata alla sicurezza e ai controlli sui prodotti, ma i consumatori sono oggi sempre più consapevoli che anche i metodi produttivi sono importanti. Ad esempio possono valutare positivamente quei processi di produzione che rispettano l’ambiente, il benessere degli animali e garantiscono i diritti dei lavoratori. Anche l’origine può essere un elemento da considerare, specialmente perché alcuni Paesi, tra cui il nostro, sono famosi per tradizioni agroalimentari peculiari. 
Alcuni consumatori preferiscono poi mangiare prodotti agroalimentari locali: controllando direttamente la zona di produzione, si fidano di più e hanno piacere di sostenere l’economia dei territori. 
              
Le diverse dimensioni della qualità: un piccolo esperimento
Per comprendere come non esiste un solo significato universale di qualità, facciamo un piccolo esperimento: scegliamo 10 persone diverse e chiediamo loro cosa rende buono un prosciutto. Alcuni potrebbero preferirne uno con una buon consistenza, mentre altri lo vogliono morbido. “Qualità” è quindi una parola usata così spesso che può finire per non significare nulla.
È infatti ovvio che i prodotti alimentari di qualità devono avere un buon sapore, ma c’è per esempio un crescente numero di consumatori che scelgono prodotti forse “meno saporiti”, ma “più sani”.
E allora potremmo domandarci: “più sani” cosa significa esattamente? È sinonimo di qualità? Per esempio, può voler dire che contengono “di più” di qualcosa, come le vitamine, ma anche significare che contengono “meno” di altre cose considerate non salutari (come i grassi, lo zucchero, il sale).
È quindi evidente come anche l’aspetto “salutare” è un concetto di ampio significato.

La qualità ha solo un valore soggettivo?
Come abbiamo visto, ai consumatori piace che vengano messi in evidenza i loro personali parametri qualitativi preferiti, mentre i produttori ci tengono a mostrare le proprie politiche di qualità. 
Se si insegnasse ai consumatori che la frutta con un aspetto “non perfetto” può essere forse più buona e sana di quella “apparentemente più bella”, allora saranno più disposti ad accettarla. 
Se però, come spesso accade nei grandi supermercati, i consumatori sono abituati a vedere solo frutta “perfetta”, attribuiranno ad essa un valore di qualità elevata e tenderanno a rifiutare anche la minima imperfezione estetica. 
Quindi, la qualità è soggettiva quando esprime preferenze relative a ciascun individuo. 
Ma se una bistecca ben cotta può essere o non essere apprezzata in base ai gusti, il fatto che essa non contenga residui di antibiotici è sicuramente una caratteristica apprezzata da chiunque. Quindi la qualità possiede anche un valore oggettivo: possiamo definire la qualità come oggettiva quando può essere definita chiaramente in modo condiviso da tutti e talvolta anche essere misurata.
La qualità è un presupposto fondamentale per differenziarsi ma va saputa raccontare. Le tecniche di marketing sono infatti sempre finalizzate a far sì che non vada sprecata nessuna opportunità di evidenziare gli elementi di qualità, siano essi oggettivi o soggettivi.
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Buono studio!

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