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27/03/2017 00:00

 Quando l’agricoltura è anche impegno sociale

 
La storia di Domenico Rusciano, che ha saputo conciliare la sua attività di imprenditore agricolo con l’impegno per il riscatto dei detenuti di Secondigliano

 

Nata dall’amore per il lavoro, l’impegno e la passione di tre generazioni, l’azienda agricola di Domenico Rusciano a Teano produce le proprie colture su un vasto territorio di origine vulcanica ricco di sorgenti e di boschi. La vocazione agricola di questa zona della Campania è per la frutta (agrumi, mele, albicocche, pesche, ciliegie, susine, kiwi), ma grazie alle favorevoli caratteristiche pedoclimatiche qui si coltivano anche nocciole, castagne e ortaggi di stagione. Qualità del prodotto, tracciabilità, sicurezza alimentarebasso impatto ambientale sono i “must” della realtà di questa azienda. A cui si affianca un’importante azione di impegno sociale realizzata soprattutto nel territorio dei quartieri a nord di Napoli in sinergia con la cooperativa sociale “L’uomo e il legno”. Un’area difficile, caratterizzata dalla massiccia presenza di numerose forme di disagio e marginalità sociale: nel quartiere di Secondigliano è presente anche un carcere all’interno del quale si trovano circa due ettari di terreno agricolo che – grazie ad un contratto di comodato d’uso stipulato con l’Amministrazione Carceraria – è stato messo in produzione grazie proprio al lavoro dei detenuti, sostenuti dal tutoraggio e dall’accompagnamento da parte degli operatori della cooperativa e con il supporto del giovane Domenico Rusciano. Qui – oltre ad aver curato gli aspetti relativi alla piantumazione, alla coltivazione e alla raccolta – sono stati realizzati laboratori e varie iniziative per i detenuti, in modo da sostenerli nella ristrutturazione del loro progetto di vita prima che siano chiamati a rimettersi in gioco una volta scontata la pena.
Una risposta concreta al bisogno di lavoro salariato espresso dai carcerati, in considerazione del fatto che il sistema penitenziario – caratterizzato da sovraffollamento, incremento dei suicidi e degli atti di autolesionismo – non sempre riesce a garantire un autentico percorso di riabilitazione. Un progetto utile anche a sensibilizzare la comunità locale sui temi della detenzione, per prepararla poi ad accogliere tutti coloro che, in uscita, hanno bisogno di sostegno per potersi reinserire.

 agricoltura; campania; carcere