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11/05/2017 00:00

 Pasta e riso verso l’origine in etichetta

 
Presto sarà possibile fare scelte di acquisto consapevole. Attualmente un pacco di pasta su tre è fatto con prodotto straniero, così come un pacco di riso su quattro
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Presto sarà possibile smascherare alcuni insidiosi inganni a tavola: attualmente un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero senza indicazione così come un pacco di riso su quattro viene dall’estero, dopo il boom delle importazioni da paesi asiatici come il Vietnam che ha aumentato le proprio esportazioni di riso nel nostro Paese del 346% nel 2016. È stata infatti formalmente avviata la procedura formale di notifica dei decreti dai Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda per l’introduzione in Italia dell’obbligo di indicazione della materia prima per la pasta e il riso.
L’assenza dell’indicazione chiara dell’origine non consente di conoscere un elemento di scelta determinante per le caratteristiche qualitative, ma impedisce anche ai consumatori di sostenere le realtà produttive nazionale e con esse il lavoro e l’economia del vero Made in Italy. In un momento difficile per l’economia è importante portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti.
L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti, che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa, ma ancora l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio.
Con l’etichettatura di origine obbligatoria anche per la pasta e per il riso si realizza un passo determinante nella direzione della trasparenza dell’informazione ai consumatori in una situazione in cui però 1/3 della spesa degli italiani resta anonima.  L’Italia ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.
A livello comunitario il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. “Si auspica ora che possa concludersi al più presto l’iter comunitario per pasta e riso per combattere la concorrenza sleale dei prodotti stranieri spacciati per italiani che stanno provocando una crisi senza precedenti nel settore cerealicolo” ha dichiarato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo.
  
 
 
L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI
 
Cibi con indicazione origine        E quelli senza
 
Carne di pollo e derivati                 Salumi
Carne bovina                                  Carne di coniglio
Frutta e verdura fresche                Carne trasformata
Uova                                                Frutta e verdura trasformata
Miele                                               Derivati del pomodoro diversi da passata
Passata di pomodoro                     Sughi pronti
Pesce                                                Pane
Extravergine di oliva          
Latte/Formaggi

Pasta e riso in itinere         
  

 riso; made in italy; etichettatura; origine; pasta; import