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09/07/2013 00:00

 La Bottega Italiana come ricetta anti-crisi

 
​La Bottega Italiana a Firenze: la prima in Toscana

 

Dalla Toscana una nuova storia di rinascita post-crisi. È quella di una Bottega Italiana, la prima nella regione, che apre a Firenze grazie alla volontà e alla passione di un lavoratore in mobilità, ex tabaccaio, che ha scelto di puntare sulla eccellenza agroalimentare per reinventare il proprio percorso lavorativo. La Bottega - che si trova in Via Lungo l'Affrico, 88c rosso (inaugurazione domani, alle 18,30) - propone solo prodotti italiani selezionati all'origine, sia del territorio locale sia nazionale, provenienti direttamente dal circuito delle aziende agricole accreditate alla rete di Campagna Amica. "La nostra rete - rileva Roberto Nocentini, Presidente Firenze-Prato della Coldiretti - garantisce stagionalità, provenienza, legame con il territorio, serietà dei produttori e permette anche di risparmiare fino al 30%. Non ci sono intermediari: è questo il nostro piccolo segreto che fa la differenza".
Nonostante la congiuntura economica non proprio favorevole, ci sono ancora ottimi margini per investire sul km zero. I toscani, infatti, tagliano su tutto, o quasi, in tempo di crisi ma fortunatamente non lesinano  sul cibo e nel 2012 hanno speso il 4% in più rispetto all'anno prima per alimenti e bevande. È quanto emerge dall'analisi di Coldiretti Toscana (www.toscana.coldiretti.it) sui nuovi dati Istat relativi ai consumi che abbastanza a sorpresa, visto anche che il trend nazionale di sostanziale stabilità se non addirittura riduzione, evidenzia la particolare attenzione della famiglia toscana per la tavola, dedicando 5.721 euro della disponibilità all'acquisto di alimentari e bevande contro i 5.517 euro del 2011.
Secondo i dati elaborati da Coldiretti, è in crescita anche la rete regionale di vendita diretta che sta "dirottando" sempre più consumatori e famiglie direttamente dal produttore, con un notevole risparmio sul conto finale grazie al taglio delle intermediazioni. Sono aumentati del 17% i toscani che, nell'ultimo anno, hanno fatto la spesa almeno una volta nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica. In 350mila regolarmente preferiscono acquisti diretti ad altri canali commerciali. Ma se il consumatore medio si rivolge sempre più alla vendita diretta e alla filiera corta è anche merito del potenziamento della rete di Coldiretti che a livello regionale tra il maggio 2012 ed il maggio 2013 è cresciuta in maniera esponenziale: i mercati di Campagna Amica in piazze, borghi, centri di interesse sono passati dai 61 del 2012 agli attuali 69, (+10%), i punti di vendita diretta aziendale hanno superato abbondantemente quota 500 passando da 437 a 537 in un anno (+23%), le Botteghe addirittura del 50% (erano 17 solo un anno fa, oggi sono 25), così come i ristoranti che utilizzano produzioni locali (già 25 in regione). "Acquistare prodotti a chilometri zero non è solo conveniente ma è anche un segnale di attenzione al proprio territorio, alla tutela dell'ambiente e del paesaggio che ci circonda, oltre che un sostegno all'economia e all'occupazione locale - spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana - si tratta di una responsabilità sociale che si diffonde tra i cittadini nel tempo della crisi".​

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