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La lotta agli sprechi inizia con la spesa dal contadino

17.04.18

Una maggiore attenzione al problema ha condotto 30 milioni di italiani a scegliere di acquistare prodotti a km 0 direttamente dal contadino almeno una volta al mese

La lotta agli sprechi inizia con la spesa dal contadino

Secondo il rapporto FAO 2017, la fame nel mondo interessa 815 milioni di persone e dopo una costante diminuzione durata circa 10 anni, per la prima volta torna a crescere. Ma paradossalmente, in altri Paesi del mondo, ben un terzo del cibo prodotto viene sprecato.  Lo spreco riguarda tutta la filiera alimentare e gran parte si concentra nelle mura domestiche; è per questo che la legge nazionale contro gli sprechi alimentari (legge 166/2016) pone al centro dell’attenzione il consumatore per migliorare e correggere quei comportamenti che causano lo spreco alimentare.

Per fortuna in Italia crescono i segnali positivi nei comportamenti dei cittadini. Secondo un’indagine dell’Istituto Ixè, quasi tre italiani su quattro (71%) hanno diminuito o annullato gli sprechi alimentari nell’ultimo anno anche grazie ad una rinnovata sensibilità ambientale e ai cambiamenti nei propri stili di vita. Ad esempio una maggiore attenzione al problema ha condotto 30 milioni di italiani a scegliere di acquistare prodotti a km 0 direttamente dal contadino almeno una volta al mese; Il 63% degli italiani contribuisce quotidianamente a ridurre lo spreco alimentare utilizzando quello che avanza nel pasto successivo.

Il Food Waste, secondo la definizione anglosassone, può infatti essere distinto tra:

  • evitabile: cibo e bevande gettati via pur essendo ancora commestibili
  • possibilmente evitabile: cibo e bevande che alcune persone consumano e altre no (ad esempio, croste di pane), o cibo che può essere commestibile solo se cucinato nel modo appropriato;
  • inevitabile: sprechi risultanti dalla preparazione di cibo o bevande che non sono commestibili

Un importante contributo alla riduzione degli sprechi viene ad esempio dalla vendita diretta degli agricoltori, che garantisce una durata maggiore dei prodotti e soprattutto aumenta la conoscenza e la consapevolezza del consumatore delle caratteristiche del cibo, del territorio dal quale proviene e dell’ambiente. Il concetto di alimentazione sostenibile riguarda infatti sia la sfera produttiva sia quella della sostenibilità ambientale, perché attraverso un sistema più efficiente nella produzione e distribuzione dei prodotti agroalimentari possiamo salvaguardare la biodiversità e ridurre l’impatto sull’ambiente.

Gli agricoltori stanno già dando un contributo significativo alla gestione degli sprechi e per questo Coldiretti e Campagna Amica si sono attivate attraverso varie iniziative, invitando il consumatore a leggere attentamente la scadenza sulle etichette, verificare quotidianamente il frigorifero ed effettuando acquisti ridotti e ripetuti nel tempo, privilegiare confezioni adeguate, scegliere frutta e verdura di stagione, ma anche realizzando un agri-bag per portare a casa gli avanzi dei pasti consumati negli agriturismi.

Un cittadino più informato del “valore” (materiale e immateriale) del cibo è infatti un consumatore che sicuramente evita di sprecarlo. Ed è per questo che la lotta allo spreco alimentare e l’incremento del consumo di cibo sostenibile, buono e genuino, deve necessariamente partire da un’adeguata educazione alimentare tra i banchi di scuola con il coinvolgimento di cittadini e mondo produttivo, valorizzando le specificità del territorio.

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