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Consapevolezza e consumi, il binomio possibile

12.03.18

Sostenibilità, salute, denominazione d’origine, biologico, km zero sono i nuovi “must” nelle abitudini di acquisto degli italiani. Cresce anche l’attenzione verso il racconto dei cibi e il contatto con chi li produce

Consapevolezza e consumi, il binomio possibile

I consumatori “consapevoli” rappresentano circa un quarto della popolazione e quando fanno la spesa sono molto attenti alla salute e alla sostenibilità. Spesso preferiscono acquistare prodotti a km 0 a indicazione geografica (IGP/IGT) o denominazione di origine (DOP, DOC e DOCG) e biologici.

Nel corso degli anni, la metà dei consumatori ha mantenuto invariato il proprio stile di acquisto, confermando la propria preferenza per i prodotti genuini delle campagne italiane e della dieta mediterranea. Questo è quanto emerge dall’ultimo monitoraggio ISMEA, che evidenzia come la spesa degli italiani nel settore del food & beverage sia complessivamente tornata a crescere in maniera significativa (+3,2%).

È interessante osservare come nel carrello degli italiani aumenta la quota dei prodotti venduti con confezionamento del produttore, arrivando a pesare oltre il 63% degli acquisti domestici alimentari. In ciascuna filiera sono infatti questi i prodotti maggiormente favoriti, a sostegno della tesi che il consumatore chiede oggi che ogni prodotto gli venga in qualche modo raccontato. A conferma di questo trend positivo c’è anche il segmento “naturale e benessere”, che ha visto tassi di crescita a doppia cifra. In particolare per i prodotti integrali (tra cui spiccano pasta 17% e riso 10%) e l’olio extravergine di oliva (11%).

I consumi di frutta, verdura e carni in cifre

In generale l’aumento dei prodotti alimentari fa registrare un +3%: i prodotti “confezionati” segnano un +3,7%, mentre quelli “sfusi” +1,8%. A crescere in modo consistente sono soprattutto i prodotti freschi come frutta (+4,3%) e ortaggi (+4). Nell’ultimo anno, gli Italiani hanno speso di più per finocchi, carciofi, pomodori e melanzane, ma in generale l’espansione è trainata anche dai prodotti “trasformati” (+7,4%).

Per quanto riguarda la frutta, sono aumentati i consumi sia di quella “fresca” (+4,3%) che quella trasformata (+3,5). Buono è stato anche l’andamento (di volumi e prezzi) per la frutta estiva come le angurie, meloni, uva, susine. In ripresa la performance del settore carni che, dopo anni di calo anche a causa di falsi allarmismi e fake news sulla salute, torna a segnare un trend positivo in termini di prezzi e volumi (avicole +3,9%, bovine +3,4%, suine +2,7%).

Una petizione per difendere il made in Italy

I trend osservati nel report Ismea dicono che circa 3/4 del carrello della spesa è composto da prodotti ortofrutticoli (19,5%), carni e salumi (16,2%), cereali (14,2%), latte e derivati (13,8%), prodotti ittici (8,3%) e uova (1%). Purtroppo, non ancora per tutti i prodotti esiste quella trasparenza richiesta da 9 italiani su 10, laddove 1/4 della spesa alimentare resta tutt’ora anonima.

La sicurezza di controlli accurati su prodotti e produttori è al primo posto tra i motivi di acquisto che spingono gli italiani a recarsi nei mercati di Campagna Amica mentre sempre più urgente è la necessità di una maggiore tutela contro gli inganni e le frodi a tavola.

Per promuovere e garantire una maggiore sicurezza alimentare attraverso l’indicazione dell’origine della materia prima in etichetta e porre fine alle sofisticazioni che colpiscono il made in Italy agroalimentare, aderisci alla petizione Stop Cibo Falso.

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