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Mai così tanta frutta e verdura sulle tavole degli italiani

21.01.18

I consumi sono in crescita rispetto allo scorso anno. Merito delle nuove preferenze alimentari anche dei giovani, sempre più attenti al benessere a tavola

Mai così tanta frutta e verdura sulle tavole degli italiani

Mai cosi tanta frutta e verdura sulle tavole degli italiani da inizio secolo con un aumento dei consumi per un quantitativo pari a circa 8,5 milioni di tonnellate nel 2017, superiore del 3% all’anno precedente. È quanto stima la Coldiretti nell’evidenziare la decisa svolta salutistica favorita anche da nuove modalità di consumo. Se le mele sono il frutto più consumato dagli italiani al quale vengono unanimemente riconosciute proprietà salutistiche secondo il noto proverbio “Una mela al giorno leva il medico di torno”, al secondo posto ci sono le arance il cui apporto vitaminico è un validissimo alleato contro le malattie da raffreddamento e l’influenza che ha messo a letto già 4 milioni di italiani. Tra gli ortaggi salgono invece sul podio dei preferiti dagli italiani nell’ordine le patate, i pomodori e le insalate/indivie.

Con una netta inversione di tendenza rispetto al passato, l’andamento positivo dei consumi è spinto soprattutto alle preferenze alimentari dei giovani che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola. Il risultato è che la frutta e verdura è la principale voce di spesa degli italiani per un importo di 102,33 euro a famiglia che è pari a circa ¼ del totale (23%). Il cambiamento degli stili di vita ha fatto lievitare la domanda di cibi più genuini come l’ortofrutta, che ha conquistato la base della piramide alimentare, con un consumo consigliato di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.

A spingere la domanda è anche la rivoluzione in atto sulle tavole degli italiani dove l’affermarsi di smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar o anche a casa grazie alla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli.

Una tendenza che però cambia anche i criteri di scelta degli acquisti: secondo lo studio del Crea, Alimenti e Nutrizione, il 64% dei consumatori ritiene che la freschezza sia l’elemento principale nell’acquisto delle verdure, seguito dalla stagionalità (51,4%) e dal prezzo conveniente (31,7%). In particolare l’aspetto e il profumo sono i fattori che indicano maggiormente al consumatore la freschezza dei prodotti ortofrutticoli ma grande rilievo viene dato anche al luogo di acquisto come il mercato o direttamente dal produttore. Non è un caso che la verdura comperata direttamente dal contadino dura fino ad una settimana in più non dovendo affrontare lunghe distanze per il trasporto prima di arrivare nel punto di vendita.

Sul commercio di frutta e verdura continuano infatti a pesare molto gli sprechi dovuti soprattutto alla deperibilità del prodotto con una stima di quasi 1 frutto su 4 che finisce nel bidone nel percorso dal campo alla tavola. Effettuare acquisti ridotti e ripetuti nel tempo,  scegliere i frutti con il giusto grado di maturazione, non appassiti, con aspetto turgido e non eccessivamente necrotizzati nei punti di taglio, verificare l’etichettatura e preferire le produzioni e le varietà locali da acquistare direttamente dai produttori o nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che non essendo soggette a lunghi tempi di trasporto durano di più, preferire varietà di stagione che hanno tempi di maturazione naturali e  prediligere, compatibilmente con le esigenze, frutti interi che si conservano più a lungo sono alcuni dei consigli della Coldiretti che suggerisce anche a casa di porre la frutta lontana da fonti di calore e stesa sul contenitore per evitare ammaccature e sviluppo di marcescenze.

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