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La qualità agroalimentare è anche innovazione

16.10.17

Che sia di processo, di prodotto o di mercato, l’importante è non fermarsi mai. Ecco qualche elemento teorico per ragionare insieme

Come abbiamo già avuto modo di vedere, quando si parla di qualità nel settore agroalimentare dobbiamo considerare diversi aspetti apparentemente anche molto lontani tra di loro. Ad esempio abbiamo appreso come la qualità possa essere rappresentata dalle certificazioni di prodotto, oppure relativa a processi produttivi sostenibili, ovvero inerente alla sicurezza alimentare, ecc.

Sicuramente l’innovazione può ben essere considerata come elemento di qualità ad alto valore aggiunto. Per meglio definire l’innovazione in termini di qualità può tornarci utile osservare la seguente matrice di Ansoff:

La matrice ci dice che dati due insiemi (il mercato e il prodotto) le cui variabili dipendenti sono lo status attuale o la novità, è possibile osservare quattro tipi di innovazione:

  1. È possibile perseguire una maggiore penetrazione nel mercato, in cui si sta già operando, con vendite del medesimo prodotto ad un numero più ampio di clienti.

In questo caso, offriamo lo stesso prodotto nello stesso mercato, ma proponendo una gamma più ampia o raggiungendo un numero maggiore di consumatori.

I “Pro” sono che conosciamo bene il mercato, vi abbiamo costruito una buona reputazione e i consumatori sono disposti a darci fiducia; I “Contro” sono che il mercato potrebbe essere saturo ed i consumatori avere a disposizione già un bel numero di opzioni tra cui scegliere.

  1. Possiamo sempre rimanere nello stesso mercato ma questa volta, sfruttando la nostra posizione attuale, tentando di lanciare qualcosa di completamente nuovo: un’altra varietà vegetale, un nuovo packaging, un nuovo processo o lo sviluppo di un prodotto completamente nuovo.

In questo caso le fasi sono:

– l’identificazione di una nuova idea e la sua verifica;
– l’identificazione del processo produttivo;
– il test del prodotto;
– la scelta della confezione e dell’argomentazione unica di vendita;
– il lancio del prodotto.

  1. Potremmo essere più audaci e decidere di lanciare il prodotto che stiamo attualmente vendendo in un nuovo mercato, come in una regione diversa, in un Paese diverso o con un canale di distribuzione diverso.

In questo caso, scegliamo di esplorare nuovi confini e raggiungere nuovi clienti, ma l’attenzione dobbiamo focalizzarla sulla costruzione di una reputazione partendo da zero o quasi. È evidente come la comunicazione sia molto importante, così come anche la capacità di stabilire nuove alleanze strategiche: la nostra squadra deve infine sviluppare nuove abilità.

  1. Possiamo poi avere una buona idea, per un nuovo prodotto, in un nuovo mercato.

Ad esempio, possiamo pensare di utilizzare una tecnologia che già conosciamo ma applicata a un prodotto totalmente diverso e venderlo in una zona completamente “inesplorata”.

Per darci un’idea basti pensare al processo di pastorizzazione applicato ai succhi di frutta, oppure possiamo decidere di avviare una produzione vitivinicola negli Stati Uniti, nonostante la nostra attività principale sia nel settore olivicolo umbro. In questo modo la nostra azienda non dipenderà più da un solo prodotto o mercato.

Alcuni esperti di marketing impiegano una griglia più sofisticata in cui vengono presi in considerazione anche gli stadi intermedi, cioè i “prodotti modificati” (a metà tra nuovo ed esistente) e i “mercati ampliati” (tra l’apertura di un punto vendita in un’altra città piuttosto che l’ingresso nel mondo dell’e-commerce).

Infine dobbiamo considerare che ci sono 2 ulteriori tipi di innovazione in cui possiamo essere coinvolti:

  1. Innovazione di processo, cioè innovazione nelle modalità produttive
  2. Innovazione di servizio, che ha soprattutto a che fare con i servizi che offriamo ai nostri clienti

Continua l’approfondimento su FARM INC, il progetto e-learning realizzato da INIPAColdiretti Education.

Buono Studio!

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