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Cibo, la speculazione aumenta la fame

16.10.17

Nella giornata mondiale dell’alimentazione il Papa sottolinea la pericolosità dell’oscillazione del prezzo agricolo. Moncalvo: “Se si vuole sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente si devono applicare regole chiare “

Nel 2016 la fame ha toccato circa 815 milioni di persone, 38 milioni di persone in più dell’anno precedente, nonostante si sia verificato un drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli che nel 2016 sono scesi al minimo dell’ultimo quinquennio per le principali materie prime ricomprese nell’Indice Fao. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nell’esprimere apprezzamento per le parole di Papa Francesco che, nella giornata mondiale dell’alimentazione alla Fao, ha puntato il dito sul fatto che “le risorse alimentari non di rado vengono lasciate in balìa della speculazione”.  Uno su tre nel mondo – ha sottolineato Moncalvo – lavora in agricoltura o nella pesca con 2,5 miliardi di persone impegnate quotidianamente a sfamare il pianeta che molto spesso sono spinte loro stesse all’indigenza dalle quotazioni irrisorie.

Per gli altri a pesare è il fatto che nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola – ha denunciato Moncalvo – quelli al consumo rimangono alti per le speculazioni con conseguenti difficoltà per i più poveri dove resta alta l’insicurezza alimentare tanto che l’11% della popolazione soffre la fame secondo la Fao. Se si vuole sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente si devono applicare regole chiare per evitare – ha sostenuto Moncalvo – che sul cibo si inneschino vergognose speculazioni. “Occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti”, ha concluso il presidente della Coldiretti  nel sottolineare che “è necessario anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole”.